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RAGUSA - 28/02/2011
Attualità - Modica: tre appuntamenti letterari per la presentazione del romanzo

"Le mani sul cristallo" di Girolamo Piparo

Nel protagonista, Antonio, c’è la passione civile, la ricerca intellettuale, la sete di conoscenza, l’attenzione e la cura per l’altro.
Foto CorrierediRagusa.it

Tre appuntamenti letterari per la prima fatica letteraria di Girolamo Piparo (nella foto).

Tutti caratterizzati dalla presenza di un folto e qualificato pubblico che ha seguito la presentazione dei vari relatori A Ragusa all’auditorium S. Teresa il compito è stato affidato ad Emanuele Schembari e Rita Cultrera, a Vittoria, presso la sede dell’associazione Arte Viva-Edonè a Francesco Ereddia. Radu Jelescu con le note del suo violino e Biagio Pelligra con la lettura di brani scelti del testo hanno accompagnato i relatori e lo stesso intervento di Girolamo Piparo che, dismesse le vesti di dirigente scolastico, ha assunto quelle di romanziere con «Le mani sul cristallo».

La sua prima opera letteraria narra la vicenda di Antonio e Misia, di una affinità elettiva, che si dipana attraverso luoghi ed eventi che appartengono al vissuto dell’autore-protagonista. Nel romanzo traspare l’ansia e la curiosità di un uomo che vuole conoscere, che osserva la realtà che lo circonda e cerca di coglierne il significato intrinseco.

Nel protagonista c’è dunque la passione civile, la ricerca intellettuale, la sete di conoscenza, l’attenzione e la cura per l’altro. Il libro è attraversato dagli echi della seconda guerra mondiale, dal clima della guerra fredda, dal confronto politico-giovanile sulla base Nato all’aeroporto di Comiso, dal terremoto dell’Irpinia, ma anche da mostre d’arte e convegni in cui indugiano i due protagonisti uniti dall’amore per il bello e dalla ricerca di un superiore livello di conoscenza che prescinde alla fine dal semplice contatto fisico.

Antonio emerge così come uomo a tutto tondo, che trova in Misia il suo alter ego, il suo specchio che alla fine si frantuma e che riporta i due alla realtà. La storia di un amore possibile si traduce dunque alla fine in una non-relazione e si rompe come un cristallo fa da leit-motiv e conduce il lettore attraverso turbamenti, moti dell’animo e sensazioni che appartengono ai due protagonisti, che si disvelano alla fine e decidono di andare avanti da soli «sempre fieri della propria vita».

Nella cornice di palazzo Grimaldi a Modica i tratti salienti del romanzo sono stati colti con leggerezza ma anche con profondità, in un dialogo serrato ma dai toni misurati, da Lucia Trombadore e Teresa Floridia, che al romanzo si sono avvicinate con sensibilità femminile. L’incontro di palazzo Grimaldi è stato promosso dal Caffè letterario Salvatore Quasimodo, dalla Fondazione Grimaldi e dall’Associazione culturale Dialogo di Piero Vernuccio.