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RAGUSA - 23/02/2011
Attualità - Ragusa: intervista esclusiva all’impiegato di banca Leonardo Salamone

Truffa promotore finanziario: parla l´ex collega di banca

Il ragusano truffatore che si sarebbe giocato i soldi dei clienti nei casinò di mezza Italia fu otto anni fa smascherato dal collega di un tempo che adesso decide di parlare
Foto CorrierediRagusa.it

Saltano fuori i retroscena della truffa di 250 mila euro, cominciata con 40 mila euro sottratti a una dozzina di correntisti e risparmiatori della Banca della Rete. Il promotore finanziario truffatore che si sarebbe giocato i soldi dei clienti nei casinò di mezza Italia fu otto anni fa smascherato dal collega di un tempo, che adesso decide di parlare. Leonardo Salamone (foto) era alle dipendenze del presunto truffatore nel 2003 all’allora Banca della Rete di viale Sicilia a Ragusa, in qualità di team manager.

Salamone impiegò poco tempo nel rendersi conto che il suo capo, district manager coordinatore di decine di promotori finanziari, gestendo milioni di euro di risparmiatori ed investitori, truffava i correntisti della banca. Salamone denunciò i fatti, con tanto di prove circostanziate, ai suoi superiori, che sollevarono il presunto truffatore dal ruolo di responsabilità. Salamone divenne così il capo di colui dal quale dipendeva, e che poi venne licenziato dalla stessa banca.

Dal suo studio dell’istituto di credito di Ragusa per il quale lavora oggi come promotore finanziario, Leonardo Salamone svela adesso i retroscena che otto anni fa portarono al licenziamento del presunto truffatore ragusano, M.S. le iniziali, denunciato la scorsa settimana dalla guardia di finanza per una truffa di 250 mila euro. Il promotore finanziario ci mette la sua faccia e la sua credibilità di onesto e capace professionista per difendere la sua categoria, dissipando l’ombra del sospetto e confermando le accuse a carico del presunto truffatore, che egli stesso denunciò dopo aver raccolto le prove che lo inchiodavano alle responsabilità.

E a questo proposito, Salamone si chiede perchè la Consob, la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, che si occupa del controllo, dell´efficienza, della trasparenza e dello sviluppo del mercato, non ritenne opportuno prendere i dovuti provvedimenti a carico del promotore finanziario presunto truffatore, dopo averne letto il dossier a carico, a cominciare dalla radiazione dall’albo. Invece il presunto truffatore, dopo essere stato licenziato dalla Banca della Rete, cominciò a lavorare nel 2004 all’allora Unicredit Xelion, oggi Unicredit group, truffando altre persone, come accertato dalla finanza.

Il presunto truffatore si proclama innocente, ma Leonardo Salamone è sicuro delle prove raccolte a suo tempo sulle truffe ai danni dei correntisti, ai quali il ragusano sottraeva piccole somme a loro insaputa. «Accertai le truffe – dice Salamone – lavorando in sinergia con l’allora ispettore inviato dalla sede centrale di Milano della banca per cui lavoravo. M.S. prelevava fino a mille euro dai conti correnti dei clienti, che spesso si accorgevano degli ammanchi dopo svariati mesi.

Il mio ex collega effettuava i prelievi anche tramite la carta bancomat mai consegnata ad alcuni correntisti e, ovviamente, all’insaputa di questi ultimi. Quando i clienti chiedevano l’estratto contro – prosegue Salamone – il mio ex collega inventava mille scuse per non consegnarlo, al fine di coprire gli ammanchi. In almeno un caso – aggiunge il promotore finanziario – M.S. si appropriò dei contanti di una cliente, alla quale fece poi il bonifico della somma corrispondente, prelevandola dal contro corrente di un altro cliente.

M.S. possedeva, ovviamente in maniera illegale, i codici di accesso ai conti corrente dei clienti, per prelevare le somme a loro insaputa. I codici sarebbero stati contenuti nell’armadietto personale del truffatore. Alla luce di ciò, al presunto truffatore fu revocato il mandato dalla banca per giusta causa. «Nel suo periodo di maggiore attività – dice Salamone – il mio ex collega arrivò a gestire fino a 5 milioni di euro dei clienti, non di certo 100 milioni, gestiti invece complessivamente dalla banca in Sicilia e Calabria». Furono circa una decina i clienti danneggiati, per oltre 40 mila euro. Mezza dozzina le denunce.

«Dispiace tantissimo quanto accaduto – conclude con una punta di amarezza Salamone – ma a me interessa ripristinare l’intoccabile rapporto di fiducia che si instaura tra noi promotori finanziari e i nostri clienti, che rischiava di venire offuscato da questa vicenda». Spetterà adesso all’autorità giudiziaria fare chiarezza sulla vicenda.