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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 834
RAGUSA - 17/02/2011
Attualità - Ragusa: resa dei conti all’Istituto di via Spadola dopo la visita ispettiva

Cultrera a ispettori: "Governerò sino a fine mandato"

Emergono retroscena piccanti sull’ispezione regionale allo Iacp. Il portavoce Pietro Monteforte sarebbe stato contattato per aiutare a trovare irregolarità nell’assegnazione degli incarichi esterni ad avvocati e nelle posizioni organizzative del personale. Dietro le quinte, la sfida fra i Minardo, zio Riccardo e nipote Nino. Sicilia vera e Pdl scendono in campo a difesa dello Iacp
Foto CorrierediRagusa.it

Giovanni Cultrera (foto) sfida gli ispettori che erano venuti per farlo fuori dalla carica di presidente dello Iacp. Sfratta morosi in contrada Fanello a Vittoria il giorno dopo la visita di Brinch e Nicolaci, gli ispettori mandati dal dirigente regionale Vincenzo Falgares. I due funzionari hanno rovistato l’ufficio per una decina di 10 ore complessivamente alla ricerca di irregolarità negli incarichi esterni dati agli avvocati e nelle posizioni organizzative del personale. Cosa sia stato trovato di rilevante per decapitare il presidente Cultrera e nominare commissario l´ingegnere Lo Magno del Genio civile ancora non si sa.

Secondo indiscrezioni, Cultrera dovrebbe pagare lo sgarbo fatto all’Mpa con il suo passaggio al Pdl di Nino Minardo. Riccardo l’aveva nominato, il nipote ha compiuto il «ratto» portandoselo nel Pdl. Quanto avrà influito in questa ispezione il ruolo del portavoce del presidente, Pietro Monteforte, che sarebbe stato contattato per un aiuto a cercare «irregolarità» in mezzo agli atti prodotti dal presidente? Ha collaborato Monteforte con gli ispettori Brinch e Nicolaci? Lo sapremo dall’esito dell’ispezione.

Le dichiarazioni di Giovanni Cultrera hanno il sapore della sfida. «Al di là di ogni azione o mistificazione da parte di talune componenti politiche, continuerò col il mio Consiglio di amministrazione il lavoro intrapreso sino alla fine del mandato o, comunque, sino al giorno in cui si deciderà di mantenere questa presidenza e questo Cda. Siamo sereni e tranquilli per il lavoro svolto sino ad oggi e per aver restituito all’Istituto quella dignità che, negli anni passati, altri avevano sbiadito, cancellando la funzione dell’Ente stesso. Il nostro compito non è ancora finito e la nostra azione dovrà essere sempre più ferma ed efficace».

Altro che sottomissione? Rimarrò fino all’ultimo giorno del mandato, manda a dire Cultrera a chi ha ordinato l’ispezione. «Credo nel grande senso di responsabilità da parte degli organi regionali che, come sono certo, faranno valere i risultati e gli obiettivi raggiunti alle rivalse politiche e alle prevaricazioni - ha concluso Cultrera - anche perché mi torna in mente un antico adagio del grande storico romano Tito Livio «Le decisioni impetuose e audaci in un primo momento riempiono di entusiasmo, ma poi sono difficili a seguirsi e disastrose nei risultati». Io sono fiducioso e credo nel buon senso di tutti nell’interesse, unicamente, dello Iacp e della collettività».

Nino Minardo e Cateno De Luca difendono l’operato del presidente Cultrera
Il deputato nazionale: «Si faccia chiarezza sull’ispezione allo Iacp». Il parlamentare regionale: «La Regione porta avanti il tentativo di colonizzare la provincia di Ragusa»


Giovani Cultrera non è solo. Dopo le indiscrezioni trapelate sul presunto scopo ritorsivo dell’ispezione regionale compiuta nei confronti del presidente, intervengono il deputato regionale Cateno De Luca (Sicilia vera) e quello nazionale Nino Minardo, Pdl. Scrive De Luca: «Il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, sta portando avanti ancora una volta il tentativo di colonizzare la provincia di Ragusa, mettendo nei posti chiave di alcuni enti alcuni suoi uomini al di là dei meriti».

«Da anni – prosegue De Luca - Cultrera si è intestato all’Iacp di Ragusa un’importante battaglia di legalità sul territorio, sfrattando gli abusivi, facendo pagare i morosi e mettendo ordine in un settore che per decenni è stato in mano al disordine creato dalla politica. L’unica sua colpa sarebbe dunque quella di aver abbandonato il partito del presidente Lombardo, perché nominato dal deputato regionale Riccardo Minardo, per avvicinarsi al Pdl, nell’area di riferimento del deputato nazionale Nino Minardo, nipote del parlamentare dell’Ars. Questo gesto è stato interpretato come un affronto e si sta tentando ora in tutti i modi di cacciarlo: a causa di una faida prettamente familiare, zio e nipote, si è quindi imbastito un processo finalizzato a mandare via Cultrera. Insospettisce – conclude De Luca - il silenzio assordante della classe politica ragusana rispetto ad un ulteriore gesto dei palazzi palermitani di colpire il buon governo territoriale con la sostituzione dei professionisti del giullarismo di corte».

Altrettanta dura la presa di posizione di Nino Minardo, nipote di Riccardo e punto di riferimento politico di Giovanni Cultrera. «Si faccia chiarezza su ciò che succede contro di «lui»- esordisce Minardo- Leggo con una certa preoccupazione notizie di stampa che riportano di situazioni per nulla chiare nello IACP e di quello che appare una sorta di ‘stalking’ politico-istituzionale nei confronti del suo presidente, l’avvocato Giovanni Cultrera, la cui unica ‘colpa’ sembra essere quella di avere lasciato il partito dell’attuale Governo della Regione ed essere tornato nel PdL. Tutto questo mentre il presidente Cultrera continua imperterrito e per nulla scalfito da tutto ciò, a portare avanti un’azione la sua importante di legalità, sia garantendo gli alloggi a chi ne ha diritto e togliendoli a chi, invece, li ha abusivamente occupati e sia facendo in modo che chi ha debiti con l’istituto, li assolva in tempi e modi congrui, rientrando da lunghissimi periodi in cui ha abitato in un alloggio senza pagarne l’affitto.

«L’istituto oggi è sotto ispezione regionale (‘casuale’ o ‘causale’ coincidenza con le scelte politiche di Giovanni Cultrera?). Ben venga se essa è animata da spirito di verifica e non di inquisizione forzata. E se emergeranno inadempienze, nessun problema ad accettare ogni decisione. Piuttosto, però, mi sembra che invece sia l’inquisizione forzata ed animata, magari, da qualcuno che cerca in ogni modo di scalzare il presidente dello IACP da un ruolo e da un incarico che sta svolgendo in modo eccellente e nel rispetto della legge.

Credo che sia ormai necessario- conclude Nino Minardo- capire gli scopi e i motivi di tutto ciò e sono convinto che sarebbe importante se gli organi inquirenti facessero luce in modo da capire bene cosa sta succedendo. Una ‘luce’ che si deve accendere (e lo dico anche in questo caso leggendo, molto preoccupato, alcune notizie riportate da siti di informazione on line) anche se presunte ‘pressioni’ cui sarebbero soggetti in questi giorni dipendenti dello IACP (con contratto a termine) e che necessitano di avere chiaro ogni contorno».

IL PORTAVOCE MPA GIOVANNI DI STEFANO: "L´ennesimo attacco al governatore Lombardo e al consigliere comunale di Modica Tato Cavallino"

In relazione ad articoli di stampa e servizi televisivi sull’argomento in oggetto ci dispiace notare che ancora una volta qualche osservatore politico, abbia colto l’occasione per l’ennesimo attacco al governatore Lombardo e a questo Movimento e in particolare al consigliere comunale del MPA di Modica Tato Cavallino al quale esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza per le infondate insinuazioni mosse in assenza di contraddittorio, ritenendolo, a dire dei citati servizi, il patrocinatore delle ispezioni all’Istituto Autonomo Case Popolari di Ragusa. Nel merito vogliamo dire intanto che anche il Presidente Cultrera si è detto tranquillo perché non ha nulla da temere quindi non comprendiamo il perché di tutto questo agitarsi se gli ispettori non potranno fare altro che ratificare la legalità.

In merito ai promotori dell’iniziativa dell’amministrazione regionale tendente a verificare la corretta gestione dell’istituto, ci pare di ricordare che qualche mese fa ci furono precise denunce di un consigliere provinciale di Modica sull’assegnazione di alcune consulenze da parte dell’avv. Cultrera che ebbero un notevole risalto su tutta la stampa, quindi una mancata attenzione del governo regionale poteva anche essere inteso come connivente di situazioni poco chiare.

Infine, per quanto riguarda la gestione dell’istituto e la propaganda promossa sulla campagna di sfratti di inquilini morosi riteniamo che l’istituto abbia svolto semplicemente il proprio compito istituzionale e le continue lodi ci sembra che siano legittime ma eccessivamente enfatiche, un inno alla celebrazione della normalità, forse perché in Italia ormai fare il proprio dovere è ritenuta un’eccezione.