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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:51 - Lettori online 935
RAGUSA - 31/12/2007
Attualità - Ragusa - Il settore edile è deficitario sotto il profilo della sicurezza

Un cantiere su 2 è risultato
irregolare in questo 2007
che sta per chiudersi

120 maxi sanzioni amministrative contestate ai titolari Foto Corrierediragusa.it

350 irregolarità riscontrate nei cantieri su 750 ispezioni tecniche svolte nel 2007. In pratica un cantiere su due risulta non in regola con le rigide normative europee in tema di sicurezza sul lavoro. Il dato emblematico è dato dalle 120 maxi sanzioni amministrative contestate ai titolari. Dati preoccupanti, quelli che emergono dal settore edile ibleo.

Una chiave di lettura è fornita dal segretario Cgil comparto edile Salvatore Carpentieri, secondo cui spesso accade che le imprese si facciano concorrenza a suon di ribassi d’asta, per accaparrarsi l’appalto delle opere. Il margine di guadagno diventa così talmente irrisorio da spingere gli imprenditori a risparmiare proprio sulla sicurezza dei cantieri. Se questo poco edificante dato si somma alla scarsa cultura che vige in questo senso in provincia, i conti sono presto fatti. Sono due gli enti che si occupano di contrastare questa situazione ai limiti dell’illegalità, controllando sia la regolarità delle assunzioni che la sicurezza dei cantieri: lo Spresal (Asl), per quanto riguarda gli aspetti tecnici legati all’infortunistica, e l’Ispettorato Provinciale del Lavoro che, pur non avendo competenze esclusive in materia di sicurezza, svolge una funzione di controllo dei cantieri.

Secondo il dirigente capo Antonino Motta e l’ispettore Rosario Brafa, al 30 novembre è stato registrato circa il 300% delle irregolarità in più rispetto alle stime originarie in riferimento al settore edile nel suo complesso, compreso quello del sommerso. Non a caso, proprio il lavoro nero incide in maniera marcata sul livello di sicurezza nei cantieri. Un lavoratore irregolare difatti non lavora in un ambiente sicuro, e le imprese che ricorrono a manodopera sommersa sono anche quelle che presentano un maggior tasso di infortuni e di rischi per la sicurezza.

Queste operazioni di controllo hanno portato, nel corso dell’anno, alla sospensione provvisoria di un cantiere proprio per le irregolarità riscontrate dall’ispettorato. Le sanzioni contestate alle imprese in campo edilizio ammontano complessivamente a quattro milioni di euro. Il decreto legislativo 248/2006 (art. 36/bis) ha permesso inasprito le sanzioni in materia di lavoro, anche per minime irregolarità riscontrate, portandole dall’irrisoria cifra di 50 euro fino a 4 ? 12 mila euro.

Assenza pressoché totale della cultura della sicurezza e investimenti nulli da parte degli imprenditori edili per rendere meno pericoloso il luogo di lavoro. Sono i due motivi fondanti che determinano questa poco edificante situazione. Motivazioni riconducibili alla circostanza che il lavoratore del comparto edile è, spesso, un precario, preferibilmente immigrato.

La sicurezza prevede di conseguenza un costo a monte (di formazione ed informazione al lavoratore) che un’impresa, specie se di dimensioni ridotte, non è in grado di sostenere. A questo proposito l’Ance (associazione principale della categoria dei costruttori edili locale) si batte da tempo nel campo della legalità e della sicurezza. A maggio di quest’anno proprio l’Ance aveva organizzato il «mese della sicurezza», con convegni a tema e corsi programmati, proprio per venire incontro alle esigenze delle imprese. Il problema però non viene risolto e anzi molto spesso lo stesso lavoratore preferisce ignorarlo per non perdere il posto.