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RAGUSA - 07/02/2011
Attualità - Ragusa: il sindaco di Vittoria chiede conto e ragione, brilla il "silenzio" di Raffaele Lombardo

Nicosia vuole class action contro Rai per danno immagine

Il conduttore Alessandro Di Pietro cerca di rimediare distinguendo tra pomodorino "Pachino" e "Pachino" dop
Foto CorrierediRagusa.it

Class action contro la Rai. Peppe Nicosia (nella foto) pensa ad un mega risarcimento per gli effetti negativi che la trasmissione Bontà Loro potrebbe provocare sulle vendite dopo l’invito allo «sciopero del ciliegino».

Il sindaco di Vittoria pensa anche ad una azione riparatrice da parte di Maurizio Costanzo « In qualità di primo cittadino di Vittoria, «patria» delle primizie e del più importante mercato ortofrutticolo del meridione, mi dico disponibile a partecipare a un’eventuale puntata che punti ad affrontare le problematiche del mercato agricolo senza pregiudizi e con la dovuta serenità».

In tutta la Sicilia è rivolta e soprattutto nel Siracusano dove Fabio Granata, Titti Bufardeci, Stefania Prestigiacomo hanno fatto fronte comune. Come ha rilevato Titti Bufardeci ha brillato in questo frangente il silenzio del presidente della regione Raffaele Lombardo che ha glissato sull’argomento contrariamente alle sue consuetudini soprattutto quando si parla di comunicazione e di difesa dell’identità siciliana.

Fabio Granata chiederà invece al presidente della commissione antimafia Beppe Pisanu di aprire una indagine «Bisogna accertare –dice l’esponente Fli- la esatta configurazione della vicenda e le responsabilità. Anche la commissione di vigilanza della Rai sarà interessata da parte di Pippo Fallica, esponente di Forza del Sud. La protesta monta e si attende anche una presa di posizione di conduttore ed autori della trasmissione.

Alessandro Di Pietro, conduttore di «Occhio alla spesa» cerca di metterci una pezza « Ho parlato del «Pachino» normale non del «Pachino« Dop che risponde ad un produzione che garantisce produttori e consumatori; questo tipo di pomodorino non ha nessuna interferenza mafiosa red infatti costa meno del normale «Pachino» che si trova sui mercati italiani». Lacunosa e tardiva spiegazione, basterà a placare gli animi?


La Vicenda

L’economia siciliana non ne aveva sicuramente bisogno. Maurizio Costanzo ha dato l’assist ed Alessandro Di Pietro ha affondato il colpo contro una delle eccellenze dell’agricoltura siciliana. Da Vittoria e Pachino è rivolta contro il boicottaggio del pomodorino partito dalle frequenze Rai nel corso di una trasmissione di grande ascolto come «Bontà loro» condotta dall’immarcescibile Maurizio Costanzo.

«La filiera del pomodoro di Pachino è in mano alla mafia, va boicottato» è quello che il conduttore dalla parte dei consumatori Alessandro Di Pietro ha detto facendo sobbalzare mezza Sicilia. Giuseppe Nicosia, sindaco di Vittoria, ha chiesto alla Rai di cacciare autori e giornalisti «La trasmissione ha prodotto un danno irreparabile per il settore agricolo; lancio una campagna contro la Rai, boicottate il canone!»

Anche Fabio Granata, Stefania Prestigiacomo ed associazioni di produttori che ora vogliono conto e ragione del comportamento di conduttore ed ospite in studio. Tutto è partito dalle affermazioni di Pietro Grasso ,procuratore antimafia che aveva detto qualche tempo fa «Quel tipo di prodotto viene trasportato dal sud della Sicilia al mercato di Fondi, a Latina, per essere confezionato e poi trasferito nuovamente in Sicilia per la distribuzione nei grandi magazzini». Il mercato di Fondi, si sa, è al centro di diverse investigazioni antimafia e i passaggi forzati, è stato ricordato ieri in trasmissione, farebbero lievitare i costi al consumo fino a undici volte il prezzo alla produzione (50 centesimi in media)".

Da questa analisi oggettiva Alessandro di Pietro ha fatto le sue considerazioni senza che il conduttore muovesse ciglio ed ha lanciato lo sciopero del pomodorino. Stefania Prestigiacomo è indignata, Gianfranco Miccichè dice nel suo blog «Così rovinano un’economia, il boicottaggio è raccapricciante»; Maurizio Costanzo, in questo caso «Bonta Sua», cerca di metterci una pezza e dice che tornerà sull´argomento, già da domani.

Alessandro Di Pietro, conduttore, tra l´altro, di "Occhio alla spesa", non fa marcia indietro: "Difendo il Pachino, non la criminalità organizzata. Il procuratore Grasso e io abbiamo sempre parlato del Pachino normale, non del Pachino Dop che risponde a un protocollo che garantisce i produttori e i consumatori. Questo tipo di pomodorino non ha alcuna interferenza mafiosa e, infatti, costa meno del normale Pachino che sta sui mercati italiani".

Sebastiano Fortunato, presidente del Consorzio di tutela Igp del pomodoro di Pachino, ha annunciato che l´associazione promuoverà un´azione legale: «Non si possono usare quelle parole in tv».

Per il presidente di Adiconsum Ragusa Gianni Cerruto «Boicottare la vendita del pomodorino di pachino non aiuta assolutamente il consumatore, perché non può essere Lui il «paga pegno» di una filiera lunga e a volte non priva di speculazioni. Ad altri i compiti di verificare se veramente vi siano fatti illeciti nella lunga filiera».

Il deputato vittoriese di Forza del Sud, Carmelo Incardona, dichiara: «Mentre i nostri produttori, giorno dopo giorno, lavorano tra mille difficoltà, con prezzi di produzione elevatissimi, con una concorrenza spietata e poco leale, in un contesto di crisi dell’agricoltura a dir poco preoccupante, siamo costretti a subire una provocazione senza senso, un’offesa dettata dalla logica dei luoghi comuni e dall’ignoranza. Il governo regionale, con il presidente Lombardo, e l’Assessore alle risorse agricole intervengano per far cessare questo sciacallaggio gratuito e infondato nei confronti del pomodorino prodotto a Pachino e nel vittoriese. La proposta di boicottarne l’acquisto è fuori da ogni logica, sia di mercato che morale, non è colpendo il lavoro dei nostri produttori che si abbassa il prezzo dei prodotti, da sempre di altissima qualità, ne tantomeno si combatte la malavita organizzata che specula sul lavoro onesto di migliaia di operatori.

Invito, anche il Prefetto di Ragusa, a presentare un reclamo formale alla autorità di vigilanza del servizio televisivo pubblico, per rimediare al danno di immagine causato e di impedire dal mettere in onda trasmissioni, pagate con soldi pubblici - conclude Incardona - che fanno solo della disinformazione e diffondono l’immagine di un sud che si discosta notevolmente dalla realtà.»

«Definiamo indecoroso l’atteggiamento, i commenti e le soluzioni proposte in occasione della conduzione di alcune trasmissioni andate in onda a livello nazionale – dice il presidente di Confagricoltura Ragusa, Sandro Gambuzza – il tema purtroppo si ripete: i prodotti della terra, a maggior ragione se di provenienza meridionale, hanno prezzi esosi ed ingiustificati per il consumatore e contribuiscono a far lievitare l’inflazione.

In questi giorni è toccato al ciliegino, ma nel passato è toccato alle zucchine e magari fra qualche mese toccherà a qualche altra produzione della nostra terra. Le immagini dalle emittenti nazionali sono ormai stampate in modo indelebile sulla retina dei produttori: i dati diramati dall’Istat e le telecamere puntate sui banchi di ortaggi e frutta. Informare che a fronte di ortaggi il cui prezzo è lievitato per motivi legati all’andamento climatico o alle ridotte superfici coltivate, come è accaduto per il ciliegino, il consumatore può tranquillamente, e per un breve lasso di tempo, supplire consumando il pomodoro a grappolo che ha un prezzo molto inferiore a quello del periodo, sarebbe una informazione onesta e competente. Sono queste due qualità, a ben riflettere, che forse scarseggiano».