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RAGUSA - 29/01/2011
Attualità - Ragusa: commenti al vetriolo, ma fondati, dei due ex direttori generali

La rivolta degli ex manager: Manno e Termini contro Gilotta

Se la presa di posizione del direttore generale dell’Asp voleva lanciare un segnale di pace, ha fallito
Foto CorrierediRagusa.it

Se la presa di posizione del direttore generale dell´Asp Ettore Gilotta voleva lanciare un segnale di pace, ha fallito in pieno. Perché le parole di Gilotta, che ha detto di aver ricevuto un´azienda nel caos ed ha parlato di "libertà" e "vincoli", ha provocato reazioni a catena. Anche i suoi predecessori, Calogero Termini e Fulvio Manno, rispetivamente ex manager dell´azienda ospedaliera e dell´Asl, hanno da ridire sulle affermazioni.

FULVIO MANNO SI TOGLIE TANTI SASSOLINI DALLA SCARPA
Un fiume in piena Fulvio Manno, secondo cui Gilotta "ha utilizzato il metodo dello « scaricabarile « di dire cioè che la colpa è addebitabile alle precedenti gestioni «libere«, senza vincoli di spesa, senza l’osservanza delle regole ed il tutto in una situazione al limite del caos.

Questa «excusatio», comunque, prova che il deterioramento ed il peggioramento della qualità e della quantità dei servizi offerti dalla Asp di Ragusa è vera e reale poiché non è stata contestata nel merito l’affermazione che la sanità iblea ha fatto molti passi indietro con notevole danno per la salute dei cittadini iblei.

In ogni caso - prosegue Manno - era doveroso mantenere gli standard di prestazioni offerti sino ad agosto 2009 pur dovendo affrontare un accorpamento delle due aziende ragusane, operazione, a mio sommesso avviso estremamente facile.

Nella qualità di ex Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Locale di Ragusa dal 2005 ad agosto 2009, mi corre l’obbligo di fare alcune precisazioni per ristabilire la verità dei fatti, vulnerata da affermazioni totalmente errate ed offensive sia del dignità aziendale della ex Ausl di Ragusa, sia soprattutto della grande professionalità, dell’impegno e del lavoro profuso da tutti i dipendenti a qualsiasi livello, dagli ausiliari ai capi dipartimento, medici, paramedici, amministrativi e tecnici, dirigenti e non, senza dimenticare il resto del «management».

Nell’ordine le accuse sono: spesa incontrollata, mancato rispetto delle regole, errata politica del personale.

Sulla spesa incontrollata è necessario ricordare che nel periodo di vigenza del piano di rientro l’Assessorato Regionale alla Sanità, trimestralmente, convocava a Palermo tutte le Aziende e verificava sia i costi che i ricavi con particolare attenzione all’andamento della spesa nel trimestre, verificando voce per voce, entrando nel dettaglio e non per macroaggregati come avviene oggi. A tali verifiche partecipavano anche il Direttore Amministrativo, i Dirigenti ed i funzionari sia del servizio del personale che del servizio economico-finanziario ed il dirigente del servizio informatico.

Della verifica, che occupava anche un’intera giornata veniva stilato un dettagliato verbale in cui si fotografava la situazione e si richiedevano interventi correttivi qualora venissero individuati punti critici. Tali documenti sono agli atti dell’Azienda e possono essere consultati. I bilanci della ex Ausl sino all’anno 2008 sono stati tutti approvati.

Il bilancio della Ausl relativo ai primi otto mesi del 2009, sino al 30 agosto 2009, è stato chiuso con un risultato di esercizio attivo per un importo di circa 11 milioni e settecentomila euro. Tale risultato virtuoso ha, poi, consentito al Dott. Gilotta di chiudere il bilancio complessivo dell’Asp al 31 dicembre 2009, comprensivo di quello delle soppresse Aziende per i primi otto mesi, con un attivo di poco più di 5 milioni di euro.

L’accusa di mancato rispetto delle regole - aggiunge Manno - è assolutamente generica non provata e non provabile perché non rispondente al vero, formulata evidentemente solo per gettare discredito e fumo negli occhi di chi legge secondo il principio « la calunnia è un venticello». A quali regole si riferisce ? quali sono obblighi sono stati violati o, comunque, non osservati?

Invece, a tale riguardo, sarebbe necessaria qualche precisazione dell’Asp per alcune situazioni particolari. Prché è stata revocata la costituzione di parte civile, già deliberata dalla ex Ausl, in un procedimento penale che vede come imputato un soggetto politicamente vicino al partito del Presidente della Regione ?

Perché l’Asp non si è costituita parte civile nella causa penale per stupro avvenuto nei locali aziendali di Scicli nei confronti di un dirigente medico donna ?

Perché al posto di dirigente medici con la specializzazione come medico del lavoro ( obbligo di legge ) vengono nominati nelle Commissioni invalidi civili medici generici senza tale specializzazione rendendo, quindi, la composizione delle commissioni non rispondente alle vigenti disposizioni ?

Perché viene stipulato un contratto di Co.co.pro. per una determinata attività per oltre 63 mila euro all’anno per poi svolgere un’attività diversa che potrebbe essere svolta dagli uffici e dai dipendenti in servizio ?

Perché non è stato istituito presso l’Asp di Ragusa il «Servizio ispettivo", obbligatorio per legge, che ha tra l’altro il compito di vigilare sull’attività «intramoenia» ? Al riguardo presso la ex Ausl di Ragusa il servizio ispettivo esisteva ed in più il Dott. Armando Caruso, Direttore Amministrativo, seguiva personalmente tale attività per evitare « discrasie « a prescindere dai controlli istituzionali degli uffici.

Perché vengono ancora tenuti chiusi 15 posti letto presso la Rsa di Ragusa, in un’ala completamente attrezzata e ristrutturata dalla precedente gestione manageriale ?

Perché non sono stati ancora attivati gli altri posti letto di riabilitazione ospedaliera presso l’Ospedale di Comiso, quasi pronti per essere aperti ?

Perché non è stata ancora utilizzata la nuova struttura per servizi sanitari ed uffici già costruita a Ragusa ?

Queste sono solo alcune delle domande che potrebbero essere poste ma le risposte interessano i cittadini iblei più che lo scrivente presente solo saltuariamente a Ragusa.

Sulla presunta errata politica in materia di personale - prosegue Manno - si desidera sottolineare che tutte le assunzioni sono state fatte nel rispetto della dotazione organica approvata dalla Regione Siciliana.

Sono stati rispettati sempre i vincoli del «turn-over» sia in relazione alle leggi statali che alle disposizioni regionali. Sono stati sempre rispettati i vincoli di spesa in materia di personale ( oggetto, peraltro, di attento controllo da parte dell’Assessorato Regionale della Sanità ).

Sempre in materia di personale è opportuno sottolineare che dal 2005 la ex Ausl di Ragusa ha indetto tutti i concorsi per coprire con personale a tempo indeterminato – sempre nel rispetto dei vincoli di spesa e della dotazione organica – passando così da un sistema di reclutamento di personale con contratti di breve durata a dipendenti di ruolo a tempo indeterminato.

Gli ausiliari part-time rientrano nella dotazione organica e la trasformazione è stata concordata con le organizzazione sindacali, e hanno consentito di dare una maggiore risposta occupazionale al territorio. I contratti trimestrali agli operai hanno consentito di effettuare moltissimi lavori edilizi e di manutenzione in economia con un forte risparmio economico e di tempi rispetto alle gare per individuare le imprese appaltatrici.

Non assumendo con brevi contratti a termine gli operai, l’Asp non ha effettuato più manutenzioni e piccoli interventi edilizi ottenendo così un risparmio della spesa a danno del patrimonio edilizio.

Sempre in materia di personale l’Asp ha ora in servizio circa 3 mila 300 dipendenti a fronte dei circa 4 mila delle due precedenti aziende .

E’ palese che con una diminuzione del personale di circa 700 unità gli stessi servizi forniti prima non possono più essere garantiti e ciò sottopone a stress il personale che lavora in condizioni particolarmente usuranti con i rischi conseguenti.

Gli ospedali sono rimasti 6 ma forniscono i servizi come prima , realmente o solo sulla carta? Le liste di attesa, da quanto si apprende dai giornali e dalle televisioni locali, si sono allungate a dismisura .

La mobilità attiva dal gelese e dal niscemese su Vittoria e dal siracusano (in particolare Noto e Rosolini ) sembra fortemente diminuita . Al riguardo sarebbe interessante confrontare il dato del 2009 con quello del 2010 per verificare di quanto l’indice di attrazione aziendale è diminuito.

Incontrando a Ragusa amici o conoscenti da più di un anno - conclude Fulvio Manno - raccolgo spesso lo sfogo per un servizio che non viene più fornito, per un allungamento dei tempi di attesa, per una situazione di totale immobilità ed assenza di decisioni a tutela della sanità iblea".

IL PUNTO DI VISTA DI CALOGERO TERMINI
Pungente Calogero Termini, per sette anni alla guida dell´azienda ospedaliera, il quale ricorda che «nell´Azienda ospedaliera non c´è stata nessuna spesa incontrollata o assenza di tetti finanziari: le relazioni del collegio dei sindaci e le approvazioni della Corte dei conti testimoniano le mie affermazioni».

Per Termini, «equiparare le due aziende già esistenti dimostra che di tutta l´erba si vuol fare un fascio». Quindi, elenca una serie di opere portate avanti dall´Azienda ospedaliera: richiesta e ottenimento dei fondi per il nuovo ospedale; espletamento della gara d´appalto e consegna dei lavori, riavvio dopo il fermo del periodo commissariale; progettazione, gara, appalto e consegna dei lavori della nuova radioterapia; realizzazione del parcheggio per l´Ompa; realizzazione del nuovo dipartimento oncologico; avvio di cardiologia interventistica» e via di questo passo. Ma non solo.

Termini va oltre e ricorda che «i precari sono aumentati solo di alcune unità, sempre dopo regolare autorizzazione; normalizzata la posizione di alcuni lavoratori; avviata la procedura per stabilizzare il resto dei precari; sono entrate in Azienda 244 nuove unità ed al 30 giugno 2009 il personale in servizio era di 876 unità a fronte delle 1135 previste dalla dotazione organica».

Quindi, la conclusione: «Non credo che la situazione al 31 agosto 2009 nell´Azienda ospedaliera fosse al limite del caos», mentre ora segnala «reparti accorpati senza nesso logico, ospedali ridotti a fantomatiche case di salute, personale demotivato, controlli quasi inesistenti e calo dell´indice di efficacia».

Nella foto da sx Fulvio Manno e Calogero Termini