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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1390
RAGUSA - 15/01/2011
Attualità - Ragusa: nei prossimi giorni entrerà in servizio un nuovo primario alla chirurgia del Civile

Caso Civello, indagine Asp 7. Gilotta: "Provo sconcerto"

Il manager promette "determinazione per garantire la continuità e la qualità dei servizi" ai cittadini

"Siamo fiduciosi che la macchina della giustizia svolgerà fino in fondo il proprio compito, senza pregiudizi ma anche senza sconti". Ettore Gilotta, direttore generale dell´Asp di Ragusa, affida ad una nota sentimenti di "sgomento, amarezza e sconcerto" dopo la notizia delle accuse mosse al primario Ignazio Massimo Civello, da ieri agli arresti domiciliari per concussione, lesioni personali, truffa ai danni del servizio sanitario e falso. L´Asp 7 ha comunque avviato una indagine interna, nominando al contempo un nuovo primario per il reparto di chirurgia del Civile di Ragusa, che dovrebbe entrare in servizio già dai prossimi giorni.

Il direttore generale promette "determinazione per garantire la continuità e la qualità dei servizi" ai cittadini. Prima di decidere eventuali provvedimenti in merito ai fatti emersi, "restiamo in attesa di conoscere approfonditamente il contenuto delle accuse - afferma il manager - Ma sentiamo al contempo il dovere morale di esprimere il nostro disagio e la nostra piena, incondizionata solidarietà a tutti coloro che, a diverso titolo, sono coinvolti in questa vicenda: gli ammalati e i loro familiari innanzitutto, ma anche gli utenti e in definitiva l´intera cittadinanza".

Secondo Gilotta, nella vicenda "c´è un´offesa, crudele e inaccettabile, che proviene dai fatti e c´è un´offesa, forse anche peggiore perchè più profonda, che proviene dai simboli, dai significati, dal linguaggio delle cose. In realtà - continua il Dg - ciò che tutti noi abbiamo subito in queste ore è un trauma, del nostro sentimento del pubblico servizio, perchè mai vorremmo vedere mischiare il linguaggio crudele dell´indifferenza, dello sfruttamento, della prevaricazione a quello del bisogno e del dolore".

"Questa amministrazione - prosegue il direttore generale dell´Asp di Ragusa - crede fermamente nel valore della solidarietà e crede che questo possa pienamente bastare per essere dalla parte dei cittadini. Il rigore che ha caratterizzato, anche nel recente passato, la nostra amministrazione, non può essere messo in dubbio da questi eventi: quando gli elementi in nostro possesso sono stati chiari, indubitabili, abbiamo operato con interventi disciplinari anche gravi", ricorda il manager.

"Ribadiamo la nostra piena fiducia che attraverso la professionalità degli organi inquirenti sarà fatta luce su questa vicenda, quanto mai estranea al grado di civiltà che esprime questa provincia", precisa Gilotta.

"Affermiamo la determinazione a garantire la continuità e la qualità dei servizi - promette - Ma sentiamo anche l´urgenza di ribadire che ci sentiamo investiti da un´onda di amarezza e di sconcerto, in un momento triste della nostra sanità. E ancor di più, che ci carichiamo dell´orgoglio e della fierezza di tutti gli operatori dell´azienda, che con la loro professionalità e serietà hanno reso questa realtà una delle punte avanzate della sanità siciliana. Tutti loro - conclude il Dg - hanno fatto e faranno fino in fondo il loro dovere, attenti e partecipi delle necessità degli ammalati, spendendo senza risparmio se stessi nell´espletamento dei loro compiti".

Anche il direttore sanitario Pasquale Granata assicura che saranno assunti i provvedimenti del caso, nel caso dovessero essere accertate le presunte responsabilità di Civello. Già un medico primario del Busacca di Scicli fu licenziato in tronco un paio di mesi fa dall´Asp 7 per fatti simili.

IL COMUNICATO DELLA CGIL-MEDICI
Versione integrale


L´incredibile vicenda che ha coinvolto il prof. Civello ed altri operatori della Sanita´ iblea ha proiettato un luce talmente negativa sulla nostra Azienda da lasciarci sgomenti .

Lungi dal voler condannare prima dei regolari processi , confidiamo fortemente nella magistratura per una rapida definizione dei contorni della questione.

Noi non crediamo che ci sia gente che per assistere i pazienti in ospedale li costringe regolarmente a passare prima dai loro studi privati facendosi pagare profumatamente, ma se questo dovesse accadere, l´Azienda dovrebbe scovarli, reprimerli ma soprattutto prevenirli.

Noi non crediamo che c´è gente che artificiosamente altera le liste d´attesa a proprio uso e consumo lucroso ma se così fosse non bisognerebbe attendere l´arrivo della magistratura.

Noi non crediamo che c´è gente che in attività libero professionale intramoenia si fa pagare in nero, ma se ciò dovesse verificarsi non occorrerebbe soltanto prevenire, ma soprattutto far capire che si incorre non soltanto nell´evasione fiscale ( sport nazionale) ma anche nella truffa all´azienda: il diretto responsabile rischia il licenziamento per giusta causa (come è successo).L´attività libero professionale intramoenia infatti viene esercitata per conto dell´Azienda , e chi la fa percepisce anche il gettone dell´ esclusività.

Bisogna ricordare tuttavia che l´attività libero professionale intramoenia, assolutamente legittima, non serve solo a garantire la libera scelta del medico, che talvolta libera non è, ma soprattutto a ridurre le liste d´attesa durante l´orario istituzionale. Il cittadino che ricorre all´attività intramoenia di un medico ,deve sapere che quello stesso medico deve visitare/operare gratuitamente (ticket) in ospedale durante l´orario istituzionale e che la sua attività privata non puo´ superare un volume di prestazioni o di orario superiore a quello assicurato per i compiti istituzionali, e questa attività deve essere trasparente. Se cosi non è significa che qualcosa non va per il verso giusto. Siamo coscienti che la grande maggioranza dei medici assolve il suo compito di cura con umanità

Chiediamo pertanto alla nostra Azienda di attivare e/o potenziare tutti gli strumenti necessari per fare emergere e/o prevenire eventuali altri spregevoli casi che si manifestano magari in modo meno eclatante ma altrettanto grave e vergognoso ai danni di indifesi cittadini rei soltanto di essere bisognosi di cure e pertanto esposti a malviventi che sfruttando la loro posizione li costringono a pagare cio´che gli è dovuto gratuitamente. La Cgil -medici sarà sempre a fianco dell´Azienda per denunziare i casi che marchiano negativamente per anni quanto di buono c´è nella nostra Sanità.