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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:02 - Lettori online 1119
RAGUSA - 15/01/2011
Attualità - Ragusa: la testimonianza di una ventiquattrenne alla quale fu asportata una cisti ovarica

Una ragazza: "Per la mia operazione 6 mila euro a Civello"

E’ agghiacciante la storia di una giovanissima paziente del primario di chirurgia del Civile di Ragusa Massimo Civello, arrestato giovedì dai carabinieri del Nas per concussione e truffa ai danni del sistema sanitario nazionale

Un viaggio all’inferno e ritorno. E’ agghiacciante la storia di una giovanissima paziente del primario di chirurgia del Civile di Ragusa Massimo Civello, arrestato giovedì dai carabinieri del Nas per concussione e truffa ai danni del sistema sanitario nazionale. La giovane, una ragazza di 24 anni residente a Vittoria, ha preferito mantenere l´anonimato, pur decidendo di raccontare la sua incredibile storia. La giovane, che si era fatta operare per una banale appendicite, dopo aver pagato la cospicua somma di sei mila euro, si è ritrovata priva di una cisti ovarica. E Civello non aveva detto nulla alla paziente, risvegliatasi dall’anestesia in preda a lancinanti dolori all’addome. Neanche i familiari erano stati informati.

Solo qualche settimana più tardi, da una visita ginecologica saltò fuori l’orribile verità: l’asportazione della cisti ovarica. Un´operazione di cui non ci sarebbe stato bisogno, essendo la cisti funzionale e derivante dalla normale ovulazione, come riferirono altri medici alla giovane. La ragazza, accompagnata dai genitori, chiese conto e ragione a Civello, che avrebbe giustificato come «consigliabile» l´asportazione della cisti ovarica. La ragazza in pratica pagò per ritrovarsi con un danno fisico permanente, senza contare le conseguenza psicologiche, adesso in massima parte superate. Tutto per un banale intervento di appendicite. "Peraltro - dice la giovane - il professore Civello mi sconsigliò di farmi operare in regime di intramoenia perchè, a suo dire, mi avrebbero aperto l´addome con il taglio cesareo, e mi sarebbe rimasta la cicatrice. Invece Civello consigliò di sottopormi ad intervento a pagamento di laparoscopia, meno invasiva e che non avrebbe lasciato cicatrici".

«Momenti terribili che non dimenticherò mai – dice la ragazza con voce rotta dall’emozione – e che non auguro di vivere neanche la mio peggior nemico. Ricordo che mi svegliai in preda a fitte atroci al basso ventre – continua la ragazza – perché non mi avevano somministrato gli antidolorifici. Quando chiesi a Civello di fare qualcosa per calmare le fitte, mi rimproverò, dicendomi che avevo una soglia del dolore troppo bassa.

Dovevo resistere senza antidolorifici – aggiunge la ragazza sempre più provata nel rievocare quei tragici attimi – con tredici punti di sutura esterni e altrettanti interni. Un inferno di cui ho portato i segni per molto tempo. Da poco sono tornata ad una vita normale, ho il mio ciclo e non soffro troppo, anche se mi ritrovo con una ciste ovarica in meno. Mi auguro – conclude la ragazza – che sia fatta giustizia e che tutta la sofferenza che ho vissuto sulla mia pelle a causa di Civello non sia patita da altri».

LA VOCE FUORI DAL CORO: "A CIVELLO DEVO LA VITA, SONO UN UOMO NUOVO"
Ma c’è anche una voce fuori dal coro, rispetto alle pesanti accuse di truffa, concussione, falso ideologico e materiale e abuso d’ufficio a carico del primario Massimo Civello. Un paziente operato dal chirurgo ad un polmone ne tesse le lodi, dichiarando di dovere la vita al primario Civello, che lo ha anche convinto a smettere di fumare. Il paziente, davanti all’ospedale Civile di Ragusa, ha dichiarato: "Sono un uomo nuovo grazie al professore Civello. Dovevo subire un secondo intervento, ma l´ho rinviato, perchè psicologicamente non me la sentivo di rimettermi sotto ai ferri di un altro medico. Aspetterò che passi la buriana e che il primario possa tornare ad operare - ha concluso l´anziano paziente - perchè non permetterò a nessun altro medico di farlo".

IL MANAGER DELL´ASP 7 ETTORE GILOTTA: "AMAREZZA E SCONCERTO"
"Siamo fiduciosi che la macchina della giustizia svolgerà fino in fondo il proprio compito, senza pregiudizi ma anche senza sconti". Ettore Gilotta, direttore generale dell´Asp di Ragusa, affida ad una nota sentimenti di "sgomento, amarezza e sconcerto" dopo la notizia delle accuse mosse al primario Ignazio Massimo Civello, da ieri agli arresti domiciliari per concussione, lesioni personali, truffa ai danni del servizio sanitario e falso. L´Asp 7 ha comunque avviato una indagine interna, nominando al contempo un nuovo primario per il reparto di chirurgia del Civile di Ragusa, che dovrebbe entrare in servizio già dai prossimi giorni.

Il direttore generale promette "determinazione per garantire la continuità e la qualità dei servizi" ai cittadini. Prima di decidere eventuali provvedimenti in merito ai fatti emersi, "restiamo in attesa di conoscere approfonditamente il contenuto delle accuse - afferma il manager - Ma sentiamo al contempo il dovere morale di esprimere il nostro disagio e la nostra piena, incondizionata solidarietà a tutti coloro che, a diverso titolo, sono coinvolti in questa vicenda: gli ammalati e i loro familiari innanzitutto, ma anche gli utenti e in definitiva l´intera cittadinanza".

Secondo Gilotta, nella vicenda "c´è un´offesa, crudele e inaccettabile, che proviene dai fatti e c´è un´offesa, forse anche peggiore perchè più profonda, che proviene dai simboli, dai significati, dal linguaggio delle cose. In realtà - continua il Dg - ciò che tutti noi abbiamo subito in queste ore è un trauma, del nostro sentimento del pubblico servizio, perchè mai vorremmo vedere mischiare il linguaggio crudele dell´indifferenza, dello sfruttamento, della prevaricazione a quello del bisogno e del dolore".

"Questa amministrazione - prosegue il direttore generale dell´Asp di Ragusa - crede fermamente nel valore della solidarietà e crede che questo possa pienamente bastare per essere dalla parte dei cittadini. Il rigore che ha caratterizzato, anche nel recente passato, la nostra amministrazione, non può essere messo in dubbio da questi eventi: quando gli elementi in nostro possesso sono stati chiari, indubitabili, abbiamo operato con interventi disciplinari anche gravi", ricorda il manager.

"Ribadiamo la nostra piena fiducia che attraverso la professionalità degli organi inquirenti sarà fatta luce su questa vicenda, quanto mai estranea al grado di civiltà che esprime questa provincia", precisa Gilotta.

"Affermiamo la determinazione a garantire la continuità e la qualità dei servizi - promette - Ma sentiamo anche l´urgenza di ribadire che ci sentiamo investiti da un´onda di amarezza e di sconcerto, in un momento triste della nostra sanità. E ancor di più, che ci carichiamo dell´orgoglio e della fierezza di tutti gli operatori dell´azienda, che con la loro professionalità e serietà hanno reso questa realtà una delle punte avanzate della sanità siciliana. Tutti loro - conclude il Dg - hanno fatto e faranno fino in fondo il loro dovere, attenti e partecipi delle necessità degli ammalati, spendendo senza risparmio se stessi nell´espletamento dei loro compiti".

Anche il direttore sanitario Pasquale Granata assicura che saranno assunti i provvedimenti del caso, nel caso dovessero essere accertate le presunte responsabilità di Civello. Già un medico primario del Busacca di Scicli fu licenziato in tronco un paio di mesi fa dall´Asp 7 per fatti simili.

IL COMUNICATO DELLA CGIL-MEDICI
Versione integrale

L´incredibile vicenda che ha coinvolto il prof. Civello ed altri operatori della Sanita´ iblea ha proiettato un luce talmente negativa sulla nostra Azienda da lasciarci sgomenti .

Lungi dal voler condannare prima dei regolari processi , confidiamo fortemente nella magistratura per una rapida definizione dei contorni della questione.

Noi non crediamo che ci sia gente che per assistere i pazienti in ospedale li costringe regolarmente a passare prima dai loro studi privati facendosi pagare profumatamente, ma se questo dovesse accadere, l´Azienda dovrebbe scovarli, reprimerli ma soprattutto prevenirli.

Noi non crediamo che c´è gente che artificiosamente altera le liste d´attesa a proprio uso e consumo lucroso ma se così fosse non bisognerebbe attendere l´arrivo della magistratura.

Noi non crediamo che c´è gente che in attività libero professionale intramoenia si fa pagare in nero, ma se ciò dovesse verificarsi non occorrerebbe soltanto prevenire, ma soprattutto far capire che si incorre non soltanto nell´evasione fiscale ( sport nazionale) ma anche nella truffa all´azienda: il diretto responsabile rischia il licenziamento per giusta causa (come è successo).L´attività libero professionale intramoenia infatti viene esercitata per conto dell´Azienda , e chi la fa percepisce anche il gettone dell´ esclusività.

Bisogna ricordare tuttavia che l´attività libero professionale intramoenia, assolutamente legittima, non serve solo a garantire la libera scelta del medico, che talvolta libera non è, ma soprattutto a ridurre le liste d´attesa durante l´orario istituzionale. Il cittadino che ricorre all´attività intramoenia di un medico ,deve sapere che quello stesso medico deve visitare/operare gratuitamente (ticket) in ospedale durante l´orario istituzionale e che la sua attività privata non puo´ superare un volume di prestazioni o di orario superiore a quello assicurato per i compiti istituzionali, e questa attività deve essere trasparente. Se cosi non è significa che qualcosa non va per il verso giusto. Siamo coscienti che la grande maggioranza dei medici assolve il suo compito di cura con umanità

Chiediamo pertanto alla nostra Azienda di attivare e/o potenziare tutti gli strumenti necessari per fare emergere e/o prevenire eventuali altri spregevoli casi che si manifestano magari in modo meno eclatante ma altrettanto grave e vergognoso ai danni di indifesi cittadini rei soltanto di essere bisognosi di cure e pertanto esposti a malviventi che sfruttando la loro posizione li costringono a pagare cio´che gli è dovuto gratuitamente. La Cgil -medici sarà sempre a fianco dell´Azienda per denunziare i casi che marchiano negativamente per anni quanto di buono c´è nella nostra Sanità.