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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 561
RAGUSA - 02/01/2011
Attualità - Ragusa: i dati diramati dall’Arpa e l’allarme del consigliere provinciale Mustile

Utilizzo di pesticidi e fitofarmaci, alta incidenza tumorale

Su circa 130 mila quintali di fitofarmaci venduti in Sicilia in un anno, 69 mila finiscono nella provincia iblea, soprattutto nell’area della fascia trasformata, Vittoria, S.Croce e Scicli Foto Corrierediragusa.it

Quella di Ragusa è la provincia siciliana con il più alto tasso di agenti inquinanti ambientali derivati dal diffuso utilizzo di fitofarmaci e pesticidi in agricoltura. L’allarmante circostanza è confermata dai dati pubblicati dall’Arpa, Agenzia Regionale Protezione Ambientale. Su circa 130 mila quintali di fitofarmaci venduti in Sicilia in un anno, 69 mila finiscono nella provincia iblea, soprattutto nell’area della fascia trasformata, Vittoria, S.Croce e Scicli.

In tutti questi anni di utilizzo intensivo, migliaia di tonnellate di derivati di pesticidi e di fitofarmaci sono stati dispersi nell’ambiente, con le conseguenze legate all’inquinamento del suolo e delle falde acquifere superficiali e profonde. Nessuno studio è stato finora condotto sull’entità delle eventuali tracce di questi prodotti nocivi nell’acqua, negli ortaggi, nella frutta e negli altri alimenti presenti ogni giorno sulle nostre tavole. A correre i rischi maggiori sono i lavoratori delle serre, a diretto contatto con queste sostanze, alcune delle quali conservano il potenziale nocivo anche per decenni.

Bisogna approfondire la correlazione tra incidenza tumorale e livello d’inquinamento del territorio, per accertare cosa sta succedendo nella nostra provincia rispetto a quella di Enna, che, dai dati regionali, risulta quella a più basso consumo di pesticidi e fitofarmaci. E’ quanto sostiene anche il consigliere provinciale di Sinistra ecologia e libertà Pippo Mustile, prendendo spunto dalla recente iniziativa promossa in questo senso dall’Associazione Mogli Medici Italiani. In quella sede, i relatori hanno rilevato l’aumento delle patologie tumorali sono direttamente proporzionali ai danni provocati dall’inquinamento in un ambiente sempre più malato.