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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 529
RAGUSA - 26/12/2010
Attualità - Ragusa: dopo Ragusa e Modica-Pozzallo, spazio anche a Vittoria

Terzo Polo ipparino, l’Asi approverà il progetto esecutivo

Impegnati i fondi ex Insicem per 2,5 milioni di euro. Il presidente dell’Asi Rosario Alescio: «Una risposta all’area ipparina, in passato meno attenzionata rispetto alle richieste arrivate dalle imprese e dalle organizzazioni sindacali
Foto CorrierediRagusa.it

Tutto pronto per il terzo polo industriale della provincia di Ragusa. Il Comitato direttivo del Consorzio Asi ha approvato la prima fase del terzo polo industriale che nascerà nell’area dell’ipparino, coinvolgendo i Comuni di Vittoria, Santa Croce Camerina e Chiaramonte Gulfi.

Il comitato ha già approvato il progetto esecutivo per le aree industriali di Santa Croce Camerina che, d’intesa con l’amministrazione comunale, sorgeranno nell’immediata periferia della cittadina, offrendo servizi e spazi per nuovi importanti investimenti. Entro gennaio l’Asi di Ragusa approverà il progetto esecutivo per le aree industriali di Vittoria. Lo ha confermato il presidente Rosario Alescio (nella foto al centro alla presenza dei rappresentanti della commissione trasparenza del Comune di Vittoria e della Cna vittoriese).

Per il terzo polo saranno in questo modo impegnati i fondi ex Insicem, per un importo pari a 2,5 milioni di euro, mentre altre risorse potrebbero arrivare da un bando Por per infrastrutture e servizi. Si sta lavorando anche al progetto delle aree industriali di Chiaramonte Gulfi che si conta di approvare prossimamente. L’Asi si è data un cronoprogramma e non è escluso che già durante la prossima estate si possa arrivare alla posa della prima pietra del terzo polo industriale della provincia iblea, dopo quelli di Ragusa e di Modica-Pozzallo.

«Con l’approvazione del progetto esecutivo per le aree di Santa Croce Camerina parte nei fatti il terzo polo industriale della provincia di Ragusa – spiega il presidente Asi, Rosario Alescio – E’ un polo atipico, nel senso che nasce a macchia di leopardo e coinvolgerà più comuni. Stiamo facendo il massimo per dare una concreta risposta all’area ipparina dove, oggettivamente, si è riscontrata in passato un’attenzione minore rispetto alle richieste arrivate dalle imprese e dalle organizzazioni sindacali. Non dovrà prevalere la logica del campanilismo perché l’area ipparina sarà inserita all’interno di una logica complessiva per essere sinergica all’intero sistema provinciale, traendo dunque benefici collettivi e comuni».