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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 1146
RAGUSA - 17/12/2010
Attualità - Ragusa: in piazza il comizio tenuto dagli esponenti di vertice delle organizzazioni

Stati generali delle costruzioni, imprese e operai per difendere il lavoro

Dopo il concentramento in via Epicarmo, accanto al PalaZama, il corteo si è spostato in piazza Libertà, transitando per via Di Vittorio, via Archimede e via Carducci
Foto CorrierediRagusa.it

Il settore edile è in ginocchio. Lo hanno detto in tutti i modi le centinaia di operai e di titolari di piccole e medie imprese che stamane hanno sfilato per il centro di Ragusa (nella foto) per manifestare tutto il disagio del comparto.

In provincia di Ragusa ci sono tre mila persone che hanno perso il lavoro solo nell’ultimo anno e se non interverranno fatti nuovi il trend continuerà a scendere. Il corteo dei manifestanti si è radunato davanti al pala Zama ed ha proseguito verso piazza Libertà passando per via Archimede, via Carducci e fermandosi poi davanti alla Prefettura dopo il comizio tenuto in piazza dai rappresentanti delle varie organizzazioni di categoria.

Giuseppe Grassia, presidente di Ance Ragusa, Giovanna Cappello, commissario di Casartigiani Ragusa, Bartolo Alecci, presidente di Cna Costruzioni Ragusa, Giorgio Raniolo, presidente di Confartigianato Ragusa, Giuseppe Occhipinti, presidente di Legacoop Ragusa, Salvatore Vargetto, presidente di Upla Claai Ragusa, Nicolò Spadaccino, segretario generale di Feneal Uil Ragusa, Luca Gintili, segretario generale di Filca-Cisl Ragusa, Paolo Aquila, segretario generale di Fillea-Cgil Ragusa, hanno tutti illustrato le ragioni della protesta.

Il settore delle costruzioni registra una preoccupante flessione in termini di numero e di valore delle gare d’appalto pubbliche. Il settore, inoltre, sconta la diffidenza degli istituti bancari, i quali non sono disponibili a dare credito né alle imprese del comparto né ai privati che desiderano investire in costruzioni. Tale stato di cose crea un evidente disagio in termini di occasioni ed opportunità di lavoro sia per le imprese industriali che per quelle artigiane e della cooperazione, con evidenti risvolti negativi in ambito occupazionale per le maestranze edili.

Il settore delle costruzioni rappresenta un elemento anticiclico rispetto ai fenomeni di depressione economica. Dagli incontri avuti con gli amministratori dei comuni iblei è emersa la difficoltà, almeno per i piccoli enti, di procedere alla progettazione esecutiva di interventi ed investimenti a causa dell’organico tecnico inadeguato. Da circa diciotto mesi, il settore edile ibleo, ed il suo indotto, rappresentante di una forza occupazionale di 15.000 addetti, nonostante le accorate richieste di intervento, registra un assordante silenzio da parte della politica regionale.

L’edilizia artigiana, cooperativa ed industriale, fruente di agevolazioni e finanziamenti regionali per la realizzazione di alloggi per l’edilizia economica e popolare, non riesce a reperire le aree ove allocare gli interventi. Le ore autorizzate dall’Inps di Ragusa relativamente alla Cassa integrazione guadagni ordinaria sono passate da 15.682 per l’anno 2008 a 231.855 per il 2010, passando per le 288.798 del 2009 (periodo preso a riferimento gennaio-novembre di ciascun anno). Nel corso del 2010, la richiesta di Cigo è diminuita in quanto le imprese hanno esaurito il periodo massimo integrabile delle 52 settimane, ricorrendo, adesso, ai licenziamenti.

Sei punti i punti ritenuti irrinunciabili per dare respiro a tutto il settore: le infrastrutture della provincia di Ragusa, la lotta all’illegalità e la qualificazione delle imprese; la certezza del diritto e lo snellimento delle procedure, i pagamenti alle imprese con tempi e modalità certi, la riqualificazione delle città e del territorio, le misure di sostegno e monitoraggio. Il pacchetto è stato consegnato nelle mani del prefetto, Francesca Cannizzo con la quale la delegazione dell’Ance si è incontrata.

Sotto, le foto della manifestazione. Cliccateci per ingrandirle.