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RAGUSA - 11/12/2010
Attualità - Ragusa: l’ultima riunione dell’Ato è stata "di fuoco"

Differenziata e avvocati, non è tutta spazzatura

Il progetto della differenziata è destinato a tutti i comuni della Provincia

Il futuro è la raccolta differenziata. Per i comuni della provincia il collegio dei liquidatori dell’Ato prima di dimettersi ha approntato il progetto della raccolta differenziata porta a porta per una gestione integrata dei rifiuti.

Il progetto è destinato a tutti i comuni della Provincia, tranne Ragusa, che ha approntato un proprio progetto che, peraltro, dovrebbe rientrare nel contesto della stessa gara, Vittoria, che sta sviluppando il proprio progetto, ancora però lontano dalla definizione e Modica, che dopo aver rigettato l´ipotesi di progetto integrato dell´Ato, ne ha elaborato uno ad hoc, censurato però in decine di punti per la mancata previsione della differenziazione dell´umido, dall´Ato stesso e, perciò, ancora in stand-by.

Il progetto punta a ridurre i rifiuti da conferire indiscriminatamente in discarica ed a raggiungere, di contro, una differenziata pari al 60%. La tipologia di servizio progettata permetterebbe, infatti, la raccolta dei rifiuti riciclabili: carta, cartone, plastica, vetro e metalli che sarebbero rivenduti agli appositi consorzi di filiera, con conseguente ristoro economico per la casse municipali.

La progettazione è stata realizzata da Attilio Tornavacca, della Scuola del Parco di Monza, con il coordinamento dell´area tecnica dell´Ato e segnerebbe l´inizio, in quasi tutta la provincia, di un nuovo modo di intendere e gestire il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti sul territorio ibleo. L´ipotesi progettuale, peraltro, individua, a secondo dei contesti territoriali, varie opzioni: la distribuzione per ogni abitazione di appositi cestelli per il conferimento dei rifiuti differenziati; la raccolta a domicilio per la frazione secca residua delle utenze domestiche e non; la raccolta porta a porta per gli scarti organici umidi per le utenze domestiche e non; la raccolta della carta e del cartone anche presso le utenze non domestiche caratterizzate da un´alta produzione di imballaggi; l´incentivazione del compostaggio domestico degli scarti umidi e della frazione verde, in particolare per le utenze ubicate in aree periferiche e rurali dei territori comunali; il servizio di spazzamento e pulizia delle strade.

LA RIUNIONE DELLA ASSEMBLEA DEI SOCI DELL´ATO: SINDACI CONTRO

Sindaci contro. Finisce quasi in rissa la riunione dell’assemblea dei soci dell’Ato; la spaccatura tra i sindaci dei dodici comuni della provincia è evidente con Ragusa ed i comuni montani da un lato il comprensorio di Modica e quello ipparino dall’altro.

In mezzo il collegio dei liquidatori dell’Ato formato da Fulvio Manno, Salvatore Campo e Giuseppe Sulsenti che da oggi formalmente si sono dimessi dopo un gestione tempestosa. La questione rifiuti in provincia di Ragusa resta sempre in alto mare e lontano da una soluzione decente ed accettabile per tutti; l’incubo rifiuti, che aleggia da tempo in provincia, è dietro l’angolo ed incombe per le feste natalizie visto che il collegio dei liquidatori non c’è, i sindaci sono divisi su tutto ed i soldi mancano.

I sindaci in tutto questo marasma non hanno trovato niente di meglio da fare che litigare, di inveire l’uno contro l’altro a cominciare da Giovanni Venticinque che ha preso a male parole Fulvio Manno, accusato di protagonismo e di essere inconcludente. La scintilla è scattata quando all’assemblea dei soci il sindaco di Modica ha pensato di inviare il suo avvocato, Andrea Palazzolo, che insieme a Luigi Piccione ha avuto il mandato di difendere gli interessi dei quattro comuni del comprensorio.

Alte le proteste degli altri sindaci «Questo è un processo – ha detto- Giovanni Caruso, sindaco di Acate. Oggetto del contendere l’utilizzo della discarica di Cava dei modicani che il sindaco Nello Dipasquale nega ai comuni che attualmente scaricano a Motta S. Anastasia in forza dell’ordinanza emessa a suo tempo; sul piatto della bilancia anche il no alla riapertura di S. Biagio a Scicli che Giovanni Venticinque ha blindato fino a quando non saranno realizzati i lavori di messa in sicurezza. Inoltre Scicli ha praticamente sbarrato la strada anche ad un nuova discarica a Truncafila individuando il sito come sede di parco naturalistico.

I liquidatori se ne sono andati così in punta di piedi, incassando il sostegno dell’ufficio tecnico dell’Ato che ne ha apprezzato il lavoro ma lasciando la questione rifiuti aperta più che mai. La patata bollente resta oggi nelle mani di Salvatore Linguanti, presidente del collegio sindacale dell’Ato in attesa di una eventuale nomina di un nuovo collegio di liquidatori. Manno e Sulsenti hanno detto no e potrebbe essere Salvatore Campo a ritornare in gioco. La questione discarica tuttavia resta all’ordine del giorno e da questo dipende il futuro ambientale della provincia.