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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 953
RAGUSA - 07/12/2010
Attualità - Ragusa: la soddisfazione dei deputati Pippo Digiacomo e Riccardo Minardo

200 mila euro per la messa in sicurezza del sito di Camarina

Dopo lo sblocco dei fondi da parte della Regione. I lavori cominceranno la prossima settimana

Duecentomila euro per Camarina. E’ la somma concessa dall’assessorato regionale alle infrastrutture per la messa in sicurezza del sito archeologico, che rischia d’essere inghiottito dal mare, causa primaria dell’erosione costiera. I lavori cominceranno la prossima settimana. Si sblocca così un’annosa vicenda che rischiava di sfociare in un disastro archeologico.

Il finanziamento a base d’asta è diventato realtà grazie alla sinergia tra il genio opere marittime e la soprintendenza di Ragusa, che hanno ottenuto la somma da Palermo, propedeutica ai lavori tesi a rallentare il processo di sgretolamento delle mura dell’antica città greca, scongiurando possibili crolli in attesa di un intervento più radicale. Si comincerà con la costruzione di una massicciata per consentire agli operai di lavorare in sicurezza.

Si procederà con la stesura di una intelaiatura lignea che ingabbierà le mura di Camarina fino alla torre. La prima perizia per l’avvio di questi lavori risale a circa un anno e mezzo fa, quando fu calcolata una spesa di 50mila euro, nel frattempo quadruplicata. Soddisfatto il deputato regionale Pippo Digiacomo, promotore la scorsa estate di una interrogazione al governo regionale sul futuro del sito archeologico.

Subito dopo arriva il plauso anche di Riccardo Minardo: «E’ questo un fatto importante e atteso, sottolinea anche perché i lavori inizieranno subito, vista la gravità della situazione che ha portato ad un’attiva mobilitazione della società civile per la salvaguardia del più importante sito archeologico della provincia di Ragusa. Questo permette di intervenire immediatamente nell’attesa di arrivare al più complessivo progetto di ripascimento con fondi già stanziati e finanziati dal Ministero dell’ambiente».