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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:30 - Lettori online 729
RAGUSA - 26/11/2010
Attualità - Ragusa: premia la linea dura voluta dal presidente Cultrera nel nome della legalità

Iacp, continuano gli sfratti. Ma qualcuno adesso paga

L’assegnatario ha fatto atto di prontezza, pagando, quale acconto del suo cospicuo debito, la somma di 8mila euro Foto Corrierediragusa.it

Lo Iacp continua senza sosta gli sfratti contro abusivi e morosi sino alla fine del mese di novembre, sospendendo le operazione tutto il mese di dicembre, per riprenderle in gennaio 2011 con Vittoria, dove le pratiche di esecuzione contro abusivi e morosi sono già pronte.

E’ toccato ancora a Comiso, dove è stato recuperato un alloggio in via delle Viole, occupato abusivamente e che sarà assegnato a una famiglia, in lista d’attesa, nella graduatoria del comune. Lo sfrattato, oltre che abusivo era moroso per oltre 15mila euro.

Non è stata sfrattata, invece, la famiglia di via Irlanda di Ragusa, morosa di 21mila euro nei confronti dell’Istituto. Il camion per il trasporto dei mobili e il funzionario dell’Istituto, coadiuvato dall’ufficiale giudiziario, si sono presentati alle nove del mattino sul posto, l’assegnatario ha fatto atto di prontezza, pagando, quale acconto del suo cospicuo debito, la somma di 8mila euro e dichiarando, contestualmente, di volere rateizzare, così come deliberato dal CdA dello Iacp, in 72 mesi il rimanente debito.

«Sono soddisfatto per le due operazioni portate a termine dai funzionari dell’Istituto che stanno lavorando incessantemente e con tenacia per far fronte alla mole di lavoro - ha dichiarato il presidente dello Iacp Giovanni Cultrera (nella foto) - pur rendendomi conto che tutto questo sta creando polemiche e allarmismi. O si crede nella legalità e nel principio del diritto, oppure si fa demagogia e non si fa altro che proteggere chi non rispetta la legge e chi lede i diritti degli altri - ha continuato Cultrera - certa politica, purtroppo, è l’esatto contrario della legalità e comprendo, rectius, faccio finta di comprendere le argomentazioni speciose che taluni politichesi, arrovellandosi, tentano di arzigogolare, sciorinando teorie e motivazioni che non stanno né in cielo, né in terra, quasi a giustificare non so chi o che cosa, dimostrandosi miopi e tentando di apparire interessati ai problemi della povera gente.

Ecco che, tutto a un tratto - ha concluso Cultrera - molti che hanno sempre utilizzato le case popolari e le famiglie in campagne elettorali per farsi eleggere, promettendo la famosa «luna nel pozzo», oggi, si riscoprono difensori dei deboli. Continueremo la nostra azione in modo incessante sino a quando non avremo liberato dagli abusivi gli alloggi di tutti i comuni della provincia, ma perseguiremo allo stesso modo coloro che continueranno a mantenere posizioni rigide di morosità, una «cultura» del passato che non trova, oggi, spazio di dialogo e di confronto civile e democratico».