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RAGUSA - 10/11/2010
Attualità - Ragusa: troppi debiti non pagati dai comuni ragusani, torna lo spettro rifiuti

Dal 13 novembre Motta Sant’Anastasia respingerà l’immondizia iblea

La società messinese ha scritto all’Ato: «Subito 1 milione e 829 mila euro per i mesi di settembre e ottobre o la discarica sarà chiusa». Fulvio Manno gira la patata bollente a sindaci, prefetto e procuratori della Repubblica: "Abbiamo raschiato il fondo del barile, pericolo emergenza in provincia"
Foto CorrierediRagusa.it

Anche la discarica di Motta Sant’Anastasia ci volta le spalle. Siamo inaffidabili su tutti i fronti. Dal 13 novembre gli autocompattatori ragusani non potranno scaricare rifiuti. L’Oikos sta chiudendo le porte ai comuni della provincia: Acate, Comiso, Ispica, Modica, Pozzallo, Santa Croce Camerina, Scicli e Vittoria. Sono inadempienti. Non hanno onorato la parola data. Sono morosi cronici e non meritano altro credito. Potranno presentare tutte le scuse che vogliono ma è così.

Per il periodo di settembre-ottobre hanno accumulato debiti nei confronti della società Oikos Spa, presidente Domenico Proto, direttore amministrativo Giuseppe Puleo, per la «modica» somma di un milione 829 mila, 17 euro e 11 centesimi.

E’ del 9 novembre scorso l’ultima diffida, dopo quella del 17 settembre, con la quale gli amministratori della ditta messinese intimano all’Ato, e per conoscenza all’Assessorato regionale dell’Energia, il pagamento del dovuto, pena la chiusura della discarica che ospita la monnezza ragusana.

Ci si chiede come mai sono passati 2 mesi dalla penultima diffida prima di arrivare a questo ultimatum. «Perché l’Ato- afferma Fulvio Manno (nella foto), che presiede il Collegio dei liquidatori- ha raschiato il fondo del barile pur di fare pervenire qualche acconto all’Oikos. Ma ora siamo arrivati, non ci sono più soldi».

Fulvio Manno a seguito della diffida ha scritto ai sindaci dei comuni morosi e per conoscenza al prefetto e alle Procure di Modica e Ragusa. Per informarli che «in caso di mancato pagamento delle somme richieste dalla Oikos si rischia seriamente l’emergenza rifiuti in provincia».

Questo il contenuto della lettera di Manno ai sindaci. «Si richiede ai Comuni di provvedere con immediatezza entro la corrente settimana alla rimessa a questa società d’Ambito delle somme richieste al fine di consentire poi il pagamento da parte dell’Ato alla società che gestisce la discarica di Motta Sant’Anastia e di evitare l’interruzione del servizio».

Un’intimazione ben motivata: «L’Ato non ha più possibilità di accedere ad ulteriori aperture di credito da parte delle banche presenti in provincia. Ha provveduto con esito positivo ad espletare le procedure per il recupero dei crediti vantati nei confronti di soggetti diversi dai Comuni, per cui non vi è diverso modo di effettuare i pagamenti alla Oikos se non con le rimesse dei Comuni».

Che succederà adesso? Che i sindaci dei comuni della Provincia anziché precipitarsi a pagare (non hanno soldi neanche loro) continueranno a chiedere le dimissioni del Colleggio dei liquidatori. C’è da chiedersi, a questo punto, per quanto tempo ancora il collegio dei liquidatori potrà gestire questa situazione catastrofica che potrebbe trasformare la provincia iblea in una nuova Napoli, Palermo o Catania. «Abbiamo ancora sufficiente scorta di resistenza- afferma Fulvio Manno- ma è chiaro che tale scorta non è all’infinito».

Se andranno via Manno, Campo e Sulsenti per esaurimento di resistenza arriveranno altri liquidatori, dopo la scontata guerra politica della deputazione iblea, ma dovranno essere talmente ricchi da poter pagare la Oikos o i gestori di altre discariche al posto dei comuni morosi. Altrimenti punto e accapo. Cambierà l’ordine dei fattori, ma non il prodotto. Urge un intervento forte dalla Prefettura e dalle Procure per uscire da questo ripugnante tira e molla ed evitare che la situazione precipiti inevitabilmente.