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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 1322
RAGUSA - 08/11/2010
Attualità - Ragusa: di nuovo in discussione l’aeroporto comisano?

Aeroporto Comiso, secondo Alfano aprirà in estate 2011

Uno studio europeo contro gli sprechi prevede l’eliminazione dei piccoli aeroporti. Pochi passeggeri non colmano i bilanci, 24 aeroporti italiani sono a rischio chiusura. Per il sindaco di Comiso "La preoccupazione è prematura"

L’aeroporto di Comiso aprirà entro la prossima estate, al di la della paventata soppressione, a livello nazionale, dei piccoli aeroporti per contenere le spese. Lo conferma il sindaco Giuseppe Alfano, secondo cui «E’ una preoccupazione prematura, anche perché il Magliocco potrebbe arrivare a movimentare fino a un milione e mezzo di passeggeri all’anno, numeri non proprio da microscali».

"Si comincia dal 200- afferma Alfano- quando l’allora giunta del sindaco Giuseppe Digiacomo acquisì l’area su cui sorge l’aeroporto, nonostante il progetto complessivo non fosse stato approvato dalla conferenza dei servizi. Ne scaturì il ricorso, ancora oggi pendente, da parte dell’agenzia del demanio. Eppure lo stesso ex primo cittadino di Comiso, forse dalla memoria corta, dopo essersi incatenato qualche settimana fa all’interno del Magliocco, minaccia di fare il bis a Roma. A noi queste uscite ad effetto non interessano – continua Alfano – perché ci stiamo concentrando nel risolvere i problemi che anche lui contribuì a creare».

Secondo l’amministrazione si sta lavorando per la retrocessione dell’atto di passaggio del terreno aeroportuale, in modo tale che si possa poi procedere al ritiro del ricorso da parte del Ministero. C’è la delibera del consiglio comunale, ed entro la settimana la conservatoria consegnerà tutte le carte al demanio. Poi seguirà il decreto per la formalizzazione del passaggio dell’area dallo Stato alla Regione, e quindi al Comune, per poi procedere alla mutazione dello status del Magliocco, da militare a civile.

"Entro dicembre si procederà all’attribuzione degli spazi aerei- assicura Alfano- Lo conferma anche il presidente dell’Enac Vito Riggio, che ha concordato con Difesa, infrastrutture e trasporti un decreto per affidare i servizi di navigazione aerea all’Enav, adesso al vaglio del ministero dell’economia, che deve autorizzare il costo di circa 3 milioni di euro annui».

DE PROFUNDIS PER GLI AEROPORTI "BONSAI"?
di Giuseppe La Lota


Minacce di crisi di governo a Roma, instabilità politica a Palermo, chi deve finanziare l’aeroporto Magliocco di Comiso senza una certezza amministrativa ad alti livelli? Un articolo di Ettore Livini pubblicato su la Repubblica, riversa acqua gelata sui facili entusiasmi che qualcuno nutre.
Sedime o no, decreto o meno, l’aeroporto di Comiso è considerato l’ultimo «bonsai» dei tanti aeroporti inutili che esistono in Italia. Di quelli che, come scrive l’articolista de la Repubblica, «spuntano come funghi nell’era della deregulation selvaggia dei cieli».

Il rigore dei conti pubblici, in sostanza, fa a pugni con chi vuole aprire aeroporti ogni 150 chilometri. Anzi, vista l’aria che tira, c’è chi vuole tagliare quelli esistenti al Nord. Chi si intende di aeroporti sostiene che «senza un traffico di almeno 500 mila persone l’anno i conti degli scali vanno in rosso. Statistiche alla mano, nel 2009 solo 25 aeroporti su 100 avrebbero superato la soglia della sopravvivenza».

Dove porta questo ragionamento pessimistico? A Comiso. Resisterà il «bonsai» comisano al cospetto dei colossi europei? Entro il 15 dicembre l’onorevole Pippo Digiacomo s’incatenerà a Roma. Dicono che Zapatero in Spagna, ma anche il governo americano e quello italiano stiano studiando metodi per chiudere le piste improduttive.

In Italia, come scrive la Repubblica, ci sono 24 aeroporti in esubero. Esempio? Foggia, Parma, Rimini, Forlì, Brescia, Cuneo, Perugia, Bolzano e altri ancora. Nel mirino, anche il costruendo scalo di Viterbo, a due passi da Roma, al centro di un tira e molla fra chiudere e aprire. Nella lista nera anche al Toscana, dove Pisa si troverebbe in concorrenza con Siena.

Un po’ come la situazione in Sicilia. «C’è uno scontro fra Stato e Regione- scrive Livino- per chi dovrà finanziare l’aeroporto di Comiso, struttura che ha già bruciato 53 milioni di euro di soldi pubblici, pronta da due anni ma ancora congelata». Previsioni? C’è il pericolo dell’ennesima beffa, che il territorio ragusano rimanga senza aeroporto e senza raddoppio della Ragusa-Catania.

LA REAZIONE DELL´ONOREVOLE PIPPO DIGIACOMO: "L´aeroporto di Comiso non è "bonsai" ma pronto a volare da un anno"

In riferimento alle notizie sugli aeroporti «bonsai», interviene l´on. Pippo Digiacomo con la seguente dichiarazione: «Quello di Comiso non è né aeroporto «bonsai» ne aeroporto «baobab» giacché si tratta di un aeroporto pronto da un anno, ancora chiuso, annegato tra le scartoffie per cui soggetti privati hanno già investito 22 milioni di euro, a proposito del quale grandi vettori hanno espresso volontà di portare aerei e rotte nazionali ed internazionali, che rappresenta il più grande volano per l´economia di questa parte della Sicilia e del Mediterraneo.

Proprio per questa ragione, è bene che si sappia che la società di gestione (Soaco) ha rivisto al rialzo le stime del traffico iniziale da 500 mila a un milione di passeggeri, ciò in considerazione del fatto che Comiso si presenta come un aeroporto appetibile sia per i vettori che per i viaggiatori e non un aeroporto «sociale» mantenuto dallo Stato e dagli enti pubblici con passivi paurosi come in altre parti d´Italia. Pertanto, il governo faccia il proprio dovere con la firma del decreto d´apertura, noi penseremo al resto. Infine, proprio per queste ragioni, confermiamo l´iniziativa del 16 dicembre dell´incatenamento ai cancelli del Ministero dei Trasporti cui ha dato la propria adesione l´assessore regionale alle infrastrutture Piercarmelo Russo».


ANCHE RICCARDO MINARDO SI MOBILITA PER L’AEROPORTO
«Giovedì incontro con il sottosegretario Reina, o firmano il decreto o pronto anch’io a qualsiasi iniziativa di protesta»


«Giovedì a Roma l’incontro con il sottosegretario alle Infrastrutture Reina per discutere della Ragusa-Catania, sarà anche l’occasione per parlare di un’altra infrastruttura importante per la provincia di Ragusa, ovvero l’aeroporto di Comiso». Sono le dichiarazioni del deputato regionale dell’Mpa Riccardo Minardo in merito alle lungaggini relative alla firma del decreto interministeriale.

«Ancora una volta- ribadisce Minardo- quando si tratta del Sud ed in particolare della provincia di Ragusa il Governo centrale si impantana, c’è da pensare volutamente, in ritardi burocratici e perdite di tempo, che non si registrano in altre situazioni simili riguardanti le regioni del Nord, screditando e penalizzando gli interessi sani e giusti della provincia di Ragusa e della sua collettività. Al sottosegretario Reina sarà chiesto di accelerare attraverso gli organi competenti la firma del decreto interministeriale perché al punto dove si è arrivati non si sono possono aspettare ulteriori sette mesi, come accaduto per la firma del protocollo d’intesa, per chiudere quest’altro passaggio dell’iter».

Riccardo Minardo auspica fortemente che presto «si possa avere la firma del decreto interministeriale che sancisce ufficialmente l’apertura al traffico aereo dell’Aeroporto di Comiso altrimenti sarà vera e propria mobilitazione; c’è la mia piena adesione, conclude il parlamentare regionale autonomista, a qualsiasi iniziativa di protesta per la difesa degli interessi del nostro territorio e di un’infrastruttura, come lo scalo comisano, di grande opportunità sotto tutti gli aspetti per la provincia di Ragusa».