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RAGUSA - 31/10/2010
Attualità - Ragusa: contestata la linea dura del presidente dello Iacp

Iacp, Cultrera su sfratti: "Il Sunia fa demagogia"

"Ho ricevuto in eredità – sostiene Cultrera – una situazione davvero tragica e, se non si fosse corso al ripristino della legalità, al principio del diritto, al rispetto delle regole, oggi avremmo un istituto collassato e sull’orlo del fallimento"
Foto CorrierediRagusa.it

"Ogni sfratto è una sconfitta per lo stato sociale". Così il Sunia aveva "bollato" la politica intrapresa da oltre un anno dalla presidenza dello Iacp: la lotta senza quartiere ad abusivi e morosi, finalizzata al ripristino della legalità.

La risentita replica del presidente Giovanni Cultrera (nella foto) non si è fatta attendere: «Non lo sfratto, ma la demagogia – esordisce al vetriolo il vertice dello Iacp – è una sconfitta per lo stato sociale. O ci si crede nella legalità – continua Cultrera a proposito, poi, degli inviti del Sunia agli inquilini ad onorare i canoni – o tutto rimane vuota retorica, demagogia del peggiore politichese. Ciò che mi stupisce, è che il Sunia ha fatto parte per dieci anni del cda dello Iacp, per cui deve chiedersi cosa è stato fatto in quegli anni, quanti sfratti di abusivi sono stati eseguiti, quante morosità sono state ripianate, quanti interventi manutentivi sono stati realizzati e quanti nuovi alloggi sono stati costruiti.

«Ho ricevuto in eredità – sostiene ancora Cultrera – una situazione davvero tragica e, se non si fosse corso al ripristino della legalità, al principio del diritto, al rispetto delle regole, oggi avremmo un istituto collassato e sull´orlo del fallimento. Questo cda, sin dal suo insediamento, ha avuto un gran da fare per rimettere a posto tutti gli ingranaggi che politica e passate amministrazioni avevano fatto arrugginire: recupero di morosità che ammontavano ad oltre 20 milioni di euro, manutenzione degli alloggi, ricerca di finanziamenti ed aree per la costruzione di nuovi alloggi».

Infine, Cultrera pone l´accento su un altro concetto probante, di rimando alla denuncia del pessimo stato di numerosi complessi: «Si sappia che l´unica fonte di finanziamento dello Iacp è costituita dai canoni di locazione che, oltre ad essere un dovere di ciascuno, è un fatto morale per chi paga puntigliosamente. Si potrebbe fare di più e meglio, proprio se tutti gli assegnatari si mettessero in regola con il canone di locazione o mostrassero la volontà di ripianare le posizioni debitorie».