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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 913
RAGUSA - 29/10/2010
Attualità - Ragusa: chiesto anche l’intervento del prefetto Francesca Cannizzo

Manno e Dipasquale ai comuni morosi: "Pagate o sono guai"

Sono diversi i comuni che non versano puntualmente le quote all’Ato Ambiente. Le condizioni più pesanti, però, sembrano essere quelle di Modica e Scicli Foto Corrierediragusa.it

Garantire la pulizia di una città e procedere al regolare smaltimento dei rifiuti impongono un costo di cui si deve far carico ogni singola comunità.
La situazione all´Ato Ambiente, le cui casse sono sostentate solo da alcuni comuni, mentre altri enti continuano ad accumulare debiti che mettono in serio rischio i conti e, quindi, l´attività complessiva del consorzio, è ormai divenuta insostenibile. Nei giorni scorsi, la "filippica" del liquidatore Giuseppe Sulsenti che ha messo nel mirino il comune di Modica. Ma anche i comuni di Comiso e di Scicli, secondo quanto riferitoci dal presidente del collegio dei liquidatori, Fulvio Manno, sarebbero gravemente morosi.

Per questo, il sindaco di Ragusa, Nello Dipasquale (da dx nella foto con Fulvio Manno), raccogliendo sostanzialmente l´appello degli attuali vertici operativi dell´Ato, si è rivolto al prefetto Francesca Cannizzo: «La situazione dei rifiuti – scrive il primo cittadino del capoluogo – continua a preoccupare e, nonostante la fortuna di un "cda" dell´Ato che sta facendo egregiamente la sua parte, ci troviamo di fronte ad un momento in cui i comuni stanno perdendo un´occasione importante per avere garantito un servizio che viene fornito da personale di alto livello. Non è, infatti, possibile che alcuni comuni e, quindi, i cittadini di questi territori, debbano farsi carico del costo di gestione dello smaltimento dei rifiuti di altre città. Non è possibile che ci siano comuni che si assumono l´impegno di pagare il conferimento in discarica e poi non lo fanno.

Non è possibile che ci siano comuni che continuano a far gravare i costi del servizio su altre comunità. Mi sembra veramente indecoroso che ci siano comuni che cercano di appropriarsi del lavoro e dell´impegno profuso da altri sindaci che si sono attivati per realizzare strutture come Cava dei modicani». Quindi, il fermo appello al prefetto Cannizzo affinché «attivi il proprio autorevole intervento utile a far comprendere quali siano le priorità per una città: ossia, garantire la pulizia della stessa e procedere al regolare smaltimento dei rifiuti, facendosi carico del relativo costo. Ognuno, insomma, è chiamato a fare la sua parte».

Parole chiare quelle del sindaco Dipasquale che mette nel mirino i comuni morosi e specificamente Modica, che, malgrado la conclamata insolvenza e gli ingenti debiti pregressi, lamenta persino di essere stata dirottata lontano da Cava dei Modicani per il conferimento in discarica, con un conseguente aggravio dei costi.

A rincarare la dose è il presidente del collegio dei liquidatori, Fulvio Manno: «Sfido chiunque – afferma Manno – ad individuare un´azienda che continui ad erogare servizi e prestazioni ad un cliente che non paga. Può far credito per un mese, tre mesi, un anno: poi deve dire stop, altrimenti rischia il dissesto. Dico solo che il comune di Modica, negli ultimi quattro mesi, a fronte di servizi ottenuti per circa un milione di euro, ha bonificato all´Ato solo 39 mila 996 euro, dato che 4 euro sono stati trattenuti dalla banca per la commissione di bonifico. Un "cliente" che paga solo il 4% delle forniture ottenute non può continuare ad avere credito».

Per questo motivo, Manno ritiene assolutamente giusta la presa di posizione del collega Sulsenti: «Il reale pericolo – spiega – è che vada a picco l´intero sistema dei rifiuti in provincia. È da tempo che lanciamo il grido d´allarme: l´Ato non è "cosa" nostra, ma cosa dei Comuni che, però, avanzano solo richieste e rivendicazioni, dimenticando che devono pagare perchè si possa dare riscontro alle loro istanze».

Quanto alla possibile esclusione dei comuni morosi dall´Ato, Manno puntualizza: «I comuni sono soci, ma anche clienti dell´Ato. Un socio può essere escluso se non paga le quote sociali, ma un cliente, a seguito di transazioni commerciali che non vengono onorate con i pagamenti, ad un certo punto non ottiene più credito. Quindi, né servizi né prestazioni».

Sono diversi i comuni che non versano puntualmente le quote all´Ato Ambiente. Le condizioni più pesanti, però, sembrano essere quelle di Modica e Scicli, ma anche Comiso è parecchio in arretrato.
La società d´ambito adesso minaccia di tagliare i servizi a quei comuni che non pagano il dovuto.

Modica ha ottenuto negli ultimi quattro mesi servizi per circa un milione di euro, ma ha versato all´Ato solo 40 mila euro.Scicli ha un altro debito sostanzioso, ma vanta un credito milionario da Modica per l´utilizzo della discarica di San Biagio e vorrebbe cedere il proprio credito all´Ato.

Giorgio Antonelli - Gazzetta del Sud