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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 367
RAGUSA - 20/10/2010
Attualità - Ragusa: 600 bambini hanno trovato affetto e casa grazie a "La Dimora" onlus

I siciliani preferiscono adottare bambini colombiani

La presidente de "La Dimora" Ornella Licitra e il Giuseppe Iacono: «Prima era un «far west»; nel 2000 è stata introdotta una normativa che ha recepito i dettami della convenzione Aia del ’93 e tutto è migliorato». Il 31 ottobre, a Ragusa, un convegno di studi a carattere nazionale
Foto CorrierediRagusa.it

Centinaia di famiglie siciliane riescono a ottenere adozioni grazie all’associazione onlus "La Dimora" di Ragusa. Negli ultimi 10 anni sono esattamente 450 le famiglie siciliane, e non solo, seguite dall’associazione onlus ragusana che hanno portato a compimento l’iter per l’adozione internazionale.
Un gesto d’amore importante che ha permesso di offrire un futuro diverso, sicuramente migliore, a circa 600 bambini stranieri che hanno trovato casa nell’isola e in altre città italiane, ma anche l’affetto di una famiglia e di tanti nuovi amici. Questi dati sono emersi dalle statistiche in possesso a La Dimora, una delle più grandi onlus italiane che dieci anni fa dalla Sicilia, a Ragusa, ha avviato la propria attività nel campo dell’adozione internazionale, per poi abbracciare altre realtà italiane, con sedi attualmente presenti anche a Trento, Imperia, Roma e Cagliari.

Le numerosissime famiglie che si sono rivolte a La Dimora hanno avviato le procedure per adottare i bambini a cui cercare di dare un aiuto e un futuro migliore. Sono colombiani, polacchi e bulgari i bambini i bambini adottati con l’assistenza dei dirigenti e dei collaboratori dell’associazione onlus e al termine delle procedure supervisionate dalla Commissione nazionale per le adozioni presieduta dal sottosegretario di Stato, Carlo Giovanardi. Sono soprattutto i bambini colombiani ad essere stati adottati, in numero maggiore rispetto agli altri, dalle famiglie italiane che si sono rivolte a La Dimora. Il dato più interessante riguarda la residenza di queste famiglie. Sono nella maggior parte dei casi del Sud Italia e della Sicilia.

«Tante storie d’amore che si sono concretizzate – spiegano Ornella Licitra e Giuseppe Iacono, rispettivamente presidente de La Dimora e componente del direttivo – e che dimostrano come le famiglie siciliane e italiane aprano il loro cuore per aiutare i bambini più indifesi che si trovano in altre nazioni. Le adozioni internazionali portate a risultato hanno invece offerto un futuro sicuramente migliore a questi bambini che nel corso degli anni si sono integrati trovando l’affetto di una famiglia e di tanti amici. Non è sempre stato facile. In alcuni casi abbiamo registrato delle resistenze da parte di alcuni strati della società, ma alla fine l’amore è sempre prevalso su tutto.

«In passato abbiamo assistito ad un vero «far west» nelle adozioni, con le famiglie che a volte si rivolgevano direttamente agli istituti e agli orfanotrofi nelle varie nazioni. Poi, nel 2000, è stata introdotta una normativa che ha recepito i dettami della convenzione Aia del ’93. E’ nata la Commissione Nazionale per le adozioni che va ad interfacciarsi con gli altri organismi centrali internazionali. Una sorta di agenzia che, sotto la presidenza del Consiglio dei Ministri, permette di seguire i vari casi e di raggiungere l’obiettivo finale, facendo incontrare i bambini con le famiglie richiedenti».

A Ragusa il prossimo 31 ottobre si terrà un convegno di studi a carattere nazionale in occasione dei dieci anni di attività de La Dimora. Alla presenza di numerosi relatori ed esperti saranno analizzate le varie differenti tematiche su quanto finora si è fatto in Italia e quanto resta da fare.