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RAGUSA - 19/10/2010
Attualità - Ragusa: se ne è discusso nell’ambito della seduta della 5a commissione

Quarto polo universitario: Angelica e Fidone preoccupati

Sedi decentrate, nel Consiglio di amministrazione dell’Unict rappresentanti di Ragusa e Siracusa

Che fine ha fatto il quarto polo universitario? Se ne è discusso martedì mattina nella sede del comune, nell´ambito della seduta della Quinta Commissione Consiliare, quella cioè che si occupa di Cultura ed Università. Presente ai lavori dell´organismo comunale il senatore Gianni Battaglia (nella foto), presidente facente funzioni del Consorzio Universitario Ibleo, che ha relazionato sull´attuale stato dell´Università a Ragusa. Due aspetti in particolare sono stati trattati con maggiore attenzione: quello relativo alla nascita del quarto polo universitario pubblico in Sicilia e quello che interessa le politiche del personale.

«Abbiamo appreso che sulla concretizzazione del quarto polo c´è grande incertezza». Lo dichiarano congiuntamente i consiglieri Udc Filippo Angelica e Salvatore Fidone, commentando l´audizione di Battaglia. «Abbiamo capito – dicono i due – che della vicenda non se ne sa più nulla. Ci sono alcuni dati certi e nessuno di questi depone a favore delle nostre aspettative. Sappiamo che è stato firmato nei mesi scorsi un protocollo d´intesa tra la Regione Sicilia, il Comitato promotore ed il Ministero che però non è stato seguito da un decreto ministeriale di supporto. Salutiamo con favore l´esistenza del protocollo, ma evidenziamo con fermezza che si è ancora ad un punto morto.

Non solo – spiegano Angelica e Fidone – ci è stato detto che la nascita del quarto polo deve coniugarsi con le direttive ministeriali sia per la disponibilità economica necessaria che per il piano triennale dell´offerta formativa che risulta invariato da circa nove anni. L´unica novità è rappresentata, agli inizi degli anni 2000, dal riconoscimento da parte del Ministero dell´Università Kore di Enna. Restando così le cose, c´è da guardare al futuro del quarto polo pubblico con grande pessimismo. Ferma restando da parte nostra – aggiungono gli esponenti dell´Udc – la volontà di continuare a spingere nella direzione dell´Università Pubblica degli Iblei, non possiamo che sottolineare la necessità di approcciarsi al Consorzio Universitario di Ragusa con nuova linfa, considerando che, ad oggi, è l´unica esperienza universitaria degna di nota nella nostra provincia».

Per quanto attiene invece l´aspetto legato ai dipendenti del Consorzio ci sono delle novità che riguardano quella ventina di lavoratori che avevano deciso di non partecipare al bando di assunzione di luglio e che per tale ragione hanno perso l´opportunità di essere stabilizzati. Questi avevano presentato un ricorso al Tribunale che però si è espresso a favore dell´Ente. Un sindacato, adesso, vorrebbe chiedere la riapertura del bando, ma pare che questa soluzione non sia percorribile a causa del regolamento interno del Consorzio che vieterebbe tale ipotesi.C´è da dire che fino all´ultimo li legale del Consorzio ha tentato la conciliazione tra le parti,ma è stata rifiutata dai 22 dipendenti dissidenti.

«A nostro avviso – dichiarano Angelica e Fidone – il Consorzio Universitario dovrebbe procedere alla predisposizione di un nuovo bando, che sia più un concorso pubblico. Un concorso pubblico consentirebbe sia ai lavoratori autoesclusisi dal bando di riproporsi nei confronti del Consorzio concorrendo ad una stabilizzazione, sia per altri disoccupati che sono in cerca di un posto fisso.

Secondo noi per entrambi gli argomenti sarebbe utile che i vertici del Consorzio si muovano nella direzione della più assoluta onestà intellettuale a favore dei cittadini, sia per il quarto polo sia per i precari. Proseguire nello sviluppo delle offerte ai nostri giovani studenti – concludono i consiglieri dell´Udc Fidone ed Angelica – cercando di rafforzare il Consorzio stesso e approntare un concorso pubblico per delle nuove assunzioni, non illuderà i nostri cittadini che attendono l´Università Pubblica degli Iblei e non creerà false aspettative nei precari».

Sedi decentrate, nel Consiglio di amministrazione dell’Unict rappresentanti di Ragusa e Siracusa

E´ già operativa la delibera, assunta dal Senato accademico dell´Università di Catania lo scorso 27 settembre, con cui si è disposto un allargamento del Consiglio di amministrazione dell´Ateneo catanese ai rappresentanti della Provincia e del Comune di Ragusa, nonché della Provincia e del Comune di Siracusa.

Ciò, in considerazione dei recenti nuovi accordi convenzionali stipulati dall´Ateneo con tali realtà territoriali, sedi - fino all´eventuale costituzione del quarto polo universitario statale - della facoltà di Lingue (Ragusa) e della facoltà di Architettura (Siracusa) dell´Università etnea.

In esecuzione della delibera di Senato accademico, il rettore Antonino Recca ha già trasmesso (lo scorso 29 settembre) un invito ai presidenti provinciali ed ai sindaci di Ragusa e di Siracusa, affinché gli stessi, entro novanta giorni, designino le due terne di nomi (una per ciascuno dei due contesti territoriali di riferimento, definite d´intesa fra presidente della provincia e sindaco, ed in cui non potranno essere inclusi - per disposizione statutaria - docenti, studenti e dipendenti di atenei) da cui il rettore trarrà i due nuovi consiglieri di amministrazione dell´Ateneo.

L´Ateneo di Catania, pertanto, con scelte razionali, si organizza "a rete", coinvolgendo le sedi di Ragusa e di Siracusa nell´assunzione delle scelte di governo dell´istituzione universitaria, nel solco di una tradizione che vede già presenti a pieno titolo nel Consiglio di amministrazione dell´Università di Catania il prefetto di Catania ed i rappresentanti della Regione Siciliana, della Provincia e del Comune di Catania.