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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 887
RAGUSA - 14/10/2010
Attualità - Ragusa: Idv fa sit in, i 12 comuni ricorrono al Tar, provincia mobilitata

Piano paesistico: Dipasquale inamovibile, Lombardo "tratta"

Tre i punti irrinunciabili indicati dal "tavolo dello sviluppo" convocato dal sindaco di Ragusa
Foto CorrierediRagusa.it

Il sindaco di Ragusa Nello Dipasquale insiste, Lombardo apre. Il «tavolo dello sviluppo» convocato a palazzo dell’Aquila dal primo cittadino ha fissato alcuni punti fermi e rinsaldato il fronte comune di quanti vogliono che il piano paesaggistico approvato dalla Regione venga rivisto.

Un secondo appuntamento per completare il lavoro già avviato si terrà a fine mese quanto associazioni, sindacati, rappresentanti dei comuni torneranno a rivedersi. Nello Dipasquale non ha fatto sconti; il piano è stato calato dall’alto senza conoscere la realtà del territorio ibleo, rischia di frenare lo sviluppo e , come ha sostenuto l’assessore Salvatore Giaquinta, Ragusa ha già perso quaranta milioni di euro per la mancata compensazione nel settore del fotovoltaico.

Questi i punti irrinunciabili per il sindaco di Ragusa e sui quali tutti si sono ritrovati d’accordo; le aziende che si trovano nel vincolo tre (inedificabilità assoluta), devono essere portate al vincolo due eliminando quindi il vincolo tre; le aziende agricole con vincolo due non devono essere sottoposte alla distanza minima di 150 metri tra azienda ed azienda; non bisogna vietare altre attività produttive nei terreni agricoli al servizio dell´azienda; consentire le ricerche di idrocarburi con perforazioni su terraferma; Individuare un percorso che favorisca maggiormente l´utilizzo del fotovoltaico al servizio delle aziende agricole.

Il tavolo dello sviluppo chiederà al prefetto di sollecitare un incontro con il presidente della Regione che nel frattempo si è fatto sentire ufficialmente con un comunicato stampa con il quale Raffaele Lombardo dichiara la sua disponibilità all’ascolto dopo avere saputo del ricorso al Tar da parte dei dodici comuni della provincia.

«Il nostro scopo dice Lombardo- è quello di coniugare la tutela di uno tra i territori paesaggisticamente più ricchi ed importanti della Sicilia con l´altrettanto legittima esigenza delle imprese e del mondo produttivo di evitare il blocco dell´economia e l´arretramento dei livelli occupazionali di tutta l´aerea iblea. Il Governo dovrà tenere conto di tutte le osservazioni congrue ed adeguatamente motivate poiché il piano non è un dogma, ma uno strumento di salvaguardia mediato della concertazione con gli attori dello sviluppo nella provincia».

Il presidente si è impegnato a seguire personalmente la vicenda che pare ora essersi avviata sul piano della ragionevolezza anche se perforazioni fotovoltaico sembrano i nodi quelli più difficili da sciogliere.

LA PROTESTA DI IDV ED IL RICORSO AL TAR

Italia dei Valori conferma il suo pieno appoggio al piano paesistico approvato dalla Regione per il territorio ibleo. Lo ha fatto in maniera concreta con il sit-in dinanzi alla sede del tribunale (nella foto) e della procura della repubblica a Ragusa.

L’iniziativa, promossa da Italia dei Valori, ha trovato l’adesione di Legambiente, di Italia Nostra, del movimento Tutela terre d’oriente, della Federazione della Sinistra, di Sinistra Europea Libertà (Sel) e di tanti cittadini che hanno voluto portare la loro silenziosa testimonianza. I primi ad aderire ed essere presenti sono stati il maestro Piero Guccione, lo storico Paolo Nifosì, il fotografo Giuseppe Leone, il critico teatrale Leggio, lo scultore Giuseppe Pulvirenti.

Il coordinatore provinciale di Idv Giovanni Iacono ha inteso manifestare contro «La disinformazione e l’inutile allarmismo da parte di chi sci scaglia contro il piano, magari senza conoscerene a fondo criteri e contenuti, confondendo le idee ai cittadini».

A manifestare assieme a Idv anche Sinistra e libertà e federazione della sinistra, nonché Legambiente e alcuni tra i più noti artisti iblei, uno per tutti Piero Guccione. I manifestanti sono poi stati ricevuti dal prefetto Francesca Cannizzo, al quale è stato chiesto che si faccia garante di una corretta ed obiettiva informazione, per ripristinare la verità sul tema che sta tenendo da giorni banco in provincia.

Sull’incontro con il procuratore Carmelo Petralia Iacono riferisce: «Si sono dibattute le diverse sofferenze ambientali a cominciare dall’inquinamento dei pozzi di Cava Misericordia alle costruzioni di capannoni industriali nelle zone agricole e Legambiente ha presentato anche una documentazione inerente ai fatti che hanno contrassegnato tutto l’iter del piano fino all’ultima «adunata» fatta con gli agricoltori lunedì a seguito di messaggi di tipo apocalittico. Abbiamo chiesto con determinazione che si faccia luce sulla reale consistenza di tutti questi numeri (progetti bloccati, aziende bloccate, miliardi persi, lavoratori licenziati, ecc.) che ogni giorno vengono diffusi da soggetti Istituzionali e che hanno la natura di aumentare ogni giorno in forma esponenziale».

Dopo l´incontro con il procuratore c’è stato quello con il prefetto Francesca Cannizzo. «Ha ascoltato- commenta Iacono- con molta attenzione ed apprezzato gli interventi dei componenti la delegazione che era capeggiata dal maestro Piero Guccione. Il prefetto si è detto disponibile, così come ha fatto con tutti coloro che sul piano paesaggistico hanno una visione diversa, ad avere una continua interlocuzione sulle tematiche legate allo sviluppo ecosostenibile e alla tutela dell’ambiente ed ha anche dichiarato la sua particolare attenzione per le problematiche discusse dai quali discendono strategicamente ed irreversibilmente il futuro della nostra provincia».

Intanto i 12 comuni iblei si sono rivolti al Tribunale amministrativo regionale per bloccare il piano paesistico, che, nella visione comune, ingesserebbe lo sviluppo del territorio, fiaccando la produzione e creando disoccupazione.