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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:06 - Lettori online 1208
RAGUSA - 10/10/2010
Attualità - Ragusa: al Centro consortile incontro voluto dal nuovo presidente

L’Asi ai politici: «Senza sinergia, niente sviluppo»

Rosario Alescio lancia l’appello al mondo politico per uscire dalla crisi. L’assessore regionale alle Attività produttive Marco Venturi promette impegno
Foto CorrierediRagusa.it

«Senza sinergia non si va da nessuna parte. L’Asi ha mezzi e risorse economiche da investire sul territorio, ma occorre una piattaforma comune e l’impegno della classe politica locale». Rosario Alescio (nella foto), neo presidente dell’ente consortile s’è fatto promotore di un incontro con la deputazione ragusana al fine di mettere sul tappeto le varie problematiche che ostacolano lo sviluppo del territorio e individuarne le contromisure. «Ci siamo sentiti telefonicamente con l’assessore alle Attività produttive Marco Venturi- ha rivelato Alescio- e mi ha già dato la sua disponibilità a farsi carico del territorio ibleo».

Entusiasmo e finanziamenti non mancano, secondo il presidente Alescio, ma se la classe politica continua a configgere anziché trovare la sintesi giusta, i problemi rimarranno sempre irrisolti.

Roberto Ammatura e Giuseppe Digiacomo, deputati Pd, hanno concordato sul fatto che bisogna fare sintesi, «cosa che prima è mancata- ha sottolineato Giuseppe Digiacomo- La prova? Se Ragusa è l´unica provincia in Europa senza un metro di autostrada e ferrovia elettrificata un motivo ci sarà!». Da qui l’auspicio alla coesione: «Una cabina di regia potrebbe essere quella dei fondi ex Insicem, per evitare che si castrino ancora le potenzialità di sviluppo del territorio».

Un leggero disaccordo sulla mancanza di sinergia è stato rimarcato dal deputato nazionale Giuseppe Drago. «La concertazione c’è stata- ha detto il parlamentare nazionale- mettiamo da parte le polemiche e individuiamo subito due-tre grandi interventi, all´interno di un Piano strategico di sviluppo complessivo».

L’assise ha dato anche lo spunto per parlare di piano paesaggistico. «Non può essere uno strumento che mortifica il territorio, che ha, invece, bisogno di interventi qualificanti» – ha ribadito Alescio.