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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1175
RAGUSA - 05/10/2010
Attualità - Ragusa: i ragusani hanno scelto in base al referendum popolare

A Labini referendum per la ristrutturazione di palazzo Ina

Il progetto ha avuto quasi il doppio delle preferenze, 594 contro le 287 di «Renovatio Urbis» dell’architetto Andrea Santacroce di Caserta

«Trame d’ombra» dell’architetto Gian Luigi Sylos Labini di Bari è il progetto scelto dai ragusani per la ristrutturazione del palazzo Ina di piazza S. Giovanni. Il progetto ha avuto quasi il doppio delle preferenze, 594 contro le 287 di «Renovatio Urbis» dell’architetto Andrea Santacroce di Caserta, al referendum indetto dall’amministrazione comunale per selezionare uno dei due elaborati che si erano classificati primi ex aequo nel concorso di idee.

Il referendum popolare si è concluso lo scorso 30 settembre ma non ha avuto la risposta che l’amministrazione si attendeva; l’amministrazione comunque andrà avanti e ritiene la ristrutturazione del palazzo Ina uno dei punti fondamentali per la rinascita del centro storico di Ragusa superiore. Il palazzo sarà ristrutturato e diventerà un hotel a cinque stelle ammesso che l’interesse delle grandi catene alberghiere sia ancora vivo in questo momento di crisi. Il bando dovrebbe essere pubblicato entro la fine dell´anno e l´amministrazione spera prima della conclusione del mandato di giungere all´aggiudicazione della gara: «La base d´asta – aggiunge l´assessore ai Centri storici, Salvatore Giaquinta – sarà di circa quattro milioni e mezzo. Benché il risultato del referendum costituisca un´importante indicazione progettuale, peraltro già avallata dallo Sovrintendenza e dal comune, è ovvio che la scelta avverrà sulla base del progetto esecutivo che i partecipanti al bando presenteranno.

Il concorso di idee, peraltro, è stato incentrato sull´aspetto estetico, pur con la specifica indicazione della volontà dell´amministrazione di trasformare palazzo ex Ina in un albergo di elevato standing. L´offerta finanziaria, il rispetto della soluzione estetica emersa dal referendum, ma soprattutto la validità delle soluzioni esecutive che quanti parteciperanno al bando avranno saputo offrire, saranno determinanti per l´aggiudicazione della gara stessa».Lo stesso assessore Giaquinta, poi, fa chiarezza sulla destinazione del ricavo della vendita: «È probabile – sottolinea – che l´offerta non dovrà essere espressa in denaro, ma per "equivalente immobiliare", con destinazione pubblica.

Con l´ "incasso" non si farà cassa, ma l´impresa aggiudicataria dovrà realizzare un polo di servizi pubblici comunali, probabilmente, secondo l´intenzione ancor oggi predominante a palazzo di Città, nell´area dell´ex consorzio agrario che già ospita il comando del vigili urbani ed altri uffici comunali e che, mi pare, ben si presta ad accogliere un polo di servizi dell´ente ancor più ampio. Nulla vieta, però, che possa essere individuata un´area diversa, se nel frattempo matureranno altre».