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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 852
RAGUSA - 03/10/2010
Attualità - Ragusa: braccio di ferro fra l’Ambito e i sindaci morosi di Scicli, Pozzallo, Modica e Comiso

Ato, pronti i decreti ingiuntivi verso i comuni morosi

Nominati i legali: l’avvocato Salvatore Campanella si occuperà di Scicli, Pozzallo e Modica; l’avvocato Carmelo Giurdanella cercherà di far pagare Comiso. I tesorieri di questi comuni dovranno dichiarare la disponibilità di cassa degli enti
Foto CorrierediRagusa.it

Dalle parole ai fatti. L’Ato Ragusa si rivolge ai legali per recuperare circa 15 milioni di euro dai comuni di Scicli, Modica, Pozzallo e Comiso. Sono già scattate le procedure legali per fare partire i decreti ingiuntivi nei confronti dei tesorieri di questi enti locali, i quali devono rendere la dichiarazione circa la disponibilità dopo 6 mesi dalla notifica.

Così facendo l’Ato evita di farsi rendere ora una dichiarazione negativa riguardo all’attuale disponibilità di cassa dei comuni. Il collegio dei liquidatori, formato da Fulvio Manno, Salvatore Campo (nella foto) e Giuseppe Sulsenti, intende recuperare subito una parte dei finanziamenti che i comuni dovranno ricevere dallo Stato e dalla Regione-

A tal riguardo sono stati nominati due legali, uno per il versante della contea e l’altre per il comune di Comiso. Per Modica, Scicli e Pozzallo il decreto ingiuntivo partirà dallo studio legale dell’avvocato Salvatore Campanella (guarda caso lo stesso che era stato indicato da Innocenzo Leontini per la presidenza dei liquidatori prima di Fulvio Manno); per Comiso, invece, è stato interessato l’avvocato vittoriese Carmelo Giurdanella. Questi due legali dovranno avere l’abilità di bloccare una parte dei debiti dei comuni nei confronti dell’Ato.

Al di là delle polemiche che ci sono state in questi giorni, molto forti fra Manno e il vice sindaco di Scicli Matteo Gentile, al punto che il presidente dei liquidatori ha accusato un’accelerazione dei battiti cardiaci, appare legittima la richiesta dell’Ato di far pagare le quote di competenza ai soci dell’Ambito, che sono i comuni. Tutto il resto è secondario, scuse banali per dirottare il vero problema verso altre motivazione di minore importanza. Di questo ne sono convinti i liquidatori quando dichiarano che «alcuni comuni ritengono l’Ato un avversario da attaccare anziché collaborarlo, allo scopo di distrarre l’opinione pubblica dai reali problemi inerenti al serio e concreto pericolo dei rifiuti».