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RAGUSA - 28/09/2010
Attualità - Ragusa: alterco, per fortuna verbale, durante l’assemblea dei soci

Rissa all’Ato fra Gentile e Manno che finisce in ospedale

Minacce di denunce e querele fra il presidente dei liquidatori e il vice sindaco di Scicli per la «stazione trasferente». Manno dal cardiologo per controlli al cuore, Giuseppe Sulsenti abbandona la riunione e Salvatore Campo fa da paciere
Foto CorrierediRagusa.it

Il Comune di Scicli non accetta più la stazione di trasferenza dei rifiuti che si trova sul suo territorio e minaccia denunce alla Procura della Repubblica. Ispica e Pozzallo lo seguono. E all’Ato nel corso dell’ultima riunione dei soci s’è sfiorata la rissa fra il presidente dei liquidatori Fulvio Manno (nella foto) e il vice sindaco di Scicli Matteo Gentile. «Meno male che era assente Giovanni Venticinque!» si lascia scappare uno dei presenti nella sede dell’Ato.

A un certo punto dell’incontro Manno, giunto al parossismo della collera, ha accusato un malore ed è stato accompagnato in ospedale per un controllo cardiologico. Un elettrocardiogramma ha registrato battiti accelerati, un po’ d’ipertensione ma nulla di grave; in serata l’ex direttore generale dell’Asl ha riacquistato il suo aplomb, pronto a scherzare e a continuare.

Con Manno, anche Giuseppe Sulsenti ha alzato la voce nei confronti degli amministratori di Scicli e Ispica, gli avvocati Matteo Gentile e Piero Rustico. Già Rustico, dicono sia stato il primo fra tutti a proporre Manno alla presidenza dei liquidatori dell’Ato! L’altro componente del collegio dell’Ambito rifiuti, Salvatore Campo, che madre natura ha creato mite e diplomatico, ha cercato di far da paciere, ma la temperatura era abbastanza calda per avere successo. La riunione s’è conclusa nel primo pomeriggio con un nulla di fatto e tante urla.

All’ordine del giorno della riunione, la situazione debitoria dei comuni morosi e il trasferimento dei rifiuti a Motta Sant’Anastasia. Tutto è cominciato da rapporti epistolari infuocati fra Manno e Giovanni Venticinque, sindaco di Scicli, fortunatamente assente alla riunione, perché altrimenti, giura qualcuno, l’alterco verbale si sarebbe trasformato in scontro fisico. Manno avrebbe scritto una lettera pepata riservata al Comune di Scicli, il sindaco gli avrebbe risposto duramente inviando la missiva anche alla Procura della Repubblica.

Oggetto del conflitto, la stazione di trasferenza, che consiste nel ricevere i rifiuti in appositi contenitori in attesa che i camion li trasportino a Motta Sant’Anastasia. Stazioni ce ne sono due, una a Vittoria e l’altra a Scicli. A Vittoria nessun problema; Scicli, appoggiato dai comuni di Ispica e Pozzallo, ha deciso di puntare i piedi. Un problema che, sommato alla forte situazione debitoria nei confronti dell’Ato, avrebbe fatto scoppiare la scintilla della guerra.

Insomma, la situazione all’Ato è diventata insostenibile. Manno non è la fotocopia dei suoi predecessori, temporeggiatori e mediatori all’infinito. Chi l’ha voluto, il sindaco Nello Dipasquale e il deputato Innocenzo Leontini, conoscono bene il decisionismo dell’avvocato palermitano, ex commissario alla Provincia e manager sanitario. Manno non è venuto per fare l’inutile comparsa ma per gestire con successo la difficile situazione debitoria dell’Ato e convincere i comuni morosi cronici a pagare. Far quadrare il dare e l’avere. Ha un carattere difficile e spigoloso e i primi a esserne consapevoli sono Dipasquale e Leontini. E’ bene che alle prossime riunioni i sindaci dei comuni più grossi, Ragusa e Vittoria, Dipasquale e Nicosia siano presenti se vogliono garantire un minimo di democrazia e serenità alle riunioni anziché delegare assessori e dirigenti.

E’ bene che ci si metta in testa che il tema dei rifiuti non può essere trattato con la stessa e inutile caciara con cui si discute del Piano paesaggistico o del Parco degli iblei. L’immondizia ha priorità assoluta se si vogliono evitare gli stessi drammi campani e problemi di ordine pubblico, ben più gravi di un’alzata di voce fra Manno e Gentile.

Non sarebbe male un richiamo al buon senso e alla collaborazione da parte di chi ha l’autorità istituzionale per ricondurre alla ragione le teste più calde che siedono al tavolo delle trattative. Che dal popolo sono stati eletti e al popolo devono dare conto. E un consiglio bonario, giusto per sdrammatizzare, accanto ai 3 liquidatori dell’Ato si nomini anche un buon cardiologo da tenere sempre a portata di cuore.