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RAGUSA - 27/09/2010
Attualità - Ragusa: tensione nel Movimento per l’Autonomia dopo le dimissioni dell’avvocato

Scintille fra Distefano e Cultrera sul divorzio da Mpa per il Pdl e sullo Iacp

Distefano: «E’ stato nominato dal deputato che ora lascia, si dimetta dallo Iacp!» Cultrera come Manzoni: «Chi è costui? Le cariche pubbliche non appartengono a nessun deputato. Perché ho lasciato Mpa? E’ un partito caotico: non c’è dialogo né confronto"
Foto CorrierediRagusa.it

«Carneade, chi è costui?» Singolar tenzone fra ex amici di partito a colpi di filosofia manzoniana. Parliamo di Giovanni Distefano, attuale portavoce provinciale dell’Mpa, e di Giovanni Cultrera (da dx nella foto), ex autonomista e attuale presidente dell’Istituto Case popolari di Ragusa. Motivo della tenzone, il passaggio di Cultrera dall’Mpa al Pdl di Nino Minardo. Da un Minardo a un altro, dallo zio Riccardo al nipote Nino, un transito nella stessa parentela che brucia ancora di più. Perché questa improvvisa decisione? "Difficoltà a poter dialogare e confrontarsi per la continua, caotica e concitata atmosfera che regna all’interno dell’Mpa.»

Dopo le dichiarazioni ufficiali di Cultrera, nominato presidente Iacp in quota Forza Italia poi passato all’Mpa e ora approdato al Pdl di Nino Minardo, il portavoce dell’Mpa Giovanni Distefano ha biasimato la scelta di Cultrera. Ha ripreso le vicende umane che hanno coinvolto Cultrera in merito agli atti intimidatori nella qualità di presidente Iacp ed ha sollevato il problema delle possibili dimissioni anche dalla carica dello Iacp. «Inutile chiedergli di lasciare la carica- ha scritto Distefano – che sarebbe logico e doveroso essendo stato nominato per segnalazione del deputato che ora lui ha lasciato (Riccardo Minardo ndc). Non ci dica che lo fa perché era stato nominato dall’allora Forza Italia, perché altrimenti avrebbe dovuto dimettersi dopo il suo ingresso nell’Mpa».

Giovanni Culterera mutua la risposta dal curato don Abbondio. «Chi è costui…? che tenta con i suoi sofismi politici e con un ragionamento che ricorda la tecnica artistica del trompe l’oeil di dimostrare che l’onestà e la correttezza stanno da una parte e l’inganno e l’intrigo dall’altra».

Battute manzoniane a parte, la spiegazione sulla permanenza nella carica Iacp è questa: «Sappia Distefano – conclude Cultrera - che nessuna carica può appartenere, come non appartiene a nessun deputato, in quanto non fa parte del suo patrimonio familiare. Ma sono sicuro che queste affermazioni appartengono alle idee personali del Distefano e non fanno parte del bagaglio culturale degli esponenti dell’MPA di cui fanno parte tante persone serie e preparate. Non mi pare, dunque, né logico, né responsabile il tentativo di sferrare attacchi alla mia persona e al presidente dello Iacp.

«Ho lavorato per quest’Ente in modo responsabile e corretto e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, non perché ero un uomo dell’Mpa, continuerò a farlo sino alla scadenza del mio mandato allo stesso modo. I partiti non c’entrano nulla, ciò ch’è importante, invece, me lo consenta Di Stefano, è l’aver cura e a cuore gli interessi d’un qualsiasi ente, di cui si ha la guida, e non perdere mai di vista, al di là di orientamenti politici e di partiti, le problematiche e gli interessi della gente».