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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 12:30 - Lettori online 749
RAGUSA - 20/09/2010
Attualità - Ragusa: l’assessore regionale alla sanità non ha risparmiato accuse contro "ignoti"

Massimo Russo contro la politica "tutta pane e precariato"

La protesta pacifica e civile a Modica dei lavoratori precari della sanità, che chiedono un futuro lavorativo stabile dopo 15 anni d’incertezze. Il sostegno della Cgil
Foto CorrierediRagusa.it

Non se l’aspettava, Massimo Russo, un’accoglienza simile in occasione dell’inaugurazione dell’hospice del «Maggiore»: poco meno di 200, agguerriti precari della sanità, con cartelli e striscioni, a pretendere lumi sul loro futuro lavorativo, guidati dalla Cgil. Una protesta pacifica e civile, che ha comunque spiazzato l’assessore regionale alla sanità, reduce dal più tranquillo viaggio a Comiso per l’inaugurazione del presidio territoriale d’appartenenza del «Regina Margherita».

Riavutosi dalla sorpresa e dall’imbarazzo iniziali scaturiti dalle domande incalzanti del segretario generale della Cgil Giovanni Avola, l’assessore ha poi parlato fin troppo nel salone dell’ospedale, lanciando strali contro «Una classe politica dal discutibile comportamento, che è andata avanti a pane e precariato». Con chi ce l’avesse, Russo, non è dato sapere. Nel suo accorato intervento, simile ad un comizio elettorale, ascoltato dalla folta platea di medici, infermieri e, soprattutto, precari, di nomi non se ne sono fatti. Russo ha lanciato accuse ben precise, guardandosi bene dal citare persone specifiche. Poi, in risposta ai legittimi quesiti del personale socio sanitario, degli ausiliari e di quanti non possono contare su un lavoro stabile, l’assessore regionale ha assicurato che la Regione «Si prenderà carico di quei lavoratori senza garanzie occupazionali, vittime inconsapevoli di quanti hanno costruito le rispettive carriere politiche sul precariato, vendendo illusioni per accaparrarsi voti, promettendo posti di lavoro sicuri solo a parole, al fine di fabbricarsi posizioni di potere».

Accuse pesanti, ma rigorosamente contro «ignoti». «Cercheremo – ha aggiunto Russo – di non far mancare il sussidio minimo a quelle famiglie i cui precari della sanità hanno portato a casa i soldi per tirare avanti per ben 15 anni. Non butteremo queste persone in mezzo ad una strada, ma creeremo le condizioni affinché tutti possano lavorare con dignità, in ossequio all’etica del diritto». Russo ha paventato alla Cgil l’ipotesi di un piano di mobilità: in pratica i precari potrebbero andare a lavorare anche fuori dalla provincia iblea, a seconda della richiesta.

Una ipotesi che ha lasciato l’amaro in bocca al sindacato, che chiederà un incontro con il manager dell’Asp 7 Ettore Gilotta, presente assieme al direttore sanitario Pasquale Granata, al suo omologo del «Maggiore» Piero Bonomo e al sindaco Antonello Buscema. La provincia era rappresentata dall’assessore Enzo Cavallo, mentre dei deputati iblei erano presenti Riccardo Minardo e Orazio Ragusa, che hanno speso parole di miele in difesa dei lavoratori precari. L’inaugurazione dell’hospice delle cure palliative per malati terminali, con dieci posti letto disponibili, è quasi passato in secondo piano rispetto al problema del precariato e dei tagli dei posti letto, ben 110 in meno in soli due anni al «Maggiore».

Russo ha tagliato corto: «Le grandi riforme, come quella che abbiamo apportato alla sanità, hanno bisogno di anni per dare i frutti sperati. Sarà l’utente finale a valutare». Infine un accenno alla prossima inaugurazione della nuova ala del «Maggiore», prevista per l’inizio del 2011. «Per la cerimonia d’inaugurazione – ha detto Gilotta – lei tornerà a Modica, caro assessore, assieme al presidente della Regione Raffaele Lombardo, per scrivere un altro pezzo di storia della sanità iblea».

Dopo Comiso e prima di Modica, Russo è stato in visita a Ragusane per l’apertura della banca delle emazie rare; si tratta della banca degli emocomponenti che rappresenta il fiore all’occhiello della Azienda sanitaria visto che sarà la seconda in Italia, dopo Milano. La banca delle emazie rare è stata voluta a Ragusa proprio per l’alta presenza di donatori di sangue.

Poi, dopo Modica, ancora l’apertura del Pta di Scicli e l´inaugurazione della tanto attesa tac. E proprio sul ruolo dei Pta Ettore Gilotta, direttore generale dell’Asp 7, ha voluto precisare in sede di conferenza stampa che i Pta non sostituiscono gli ospedali ma si tratta invece di presidi che tratteranno in maniera ambulatoriale i soggetti che hanno patologie croniche a cominciare dai diabetici. Nei Pta lavoreranno per due ore i medici di base che potranno confrontarsi così anche con gli specialisti per mettere a punto la cura migliore.

«Non sono previste chiusure di ospedali – ha precisato Gilotta- Comiso e Scicli non hanno subito decurtazioni. Il pronto soccorso è mantenuto ma non potrà trattare politraumatizzati. I medici stabilizzeranno il paziente e poi lo invieranno al settore di competenza. Siamo i primi in Sicilia ad attuare la riforma partendo dall’integrazione ospedali-territorio». Intanto a Scicli c´era chi si apprestava a "celebrare" il "funerale" del Busacca. "Chi agisce in questo modo, con un´ironia fuori luogo - conclude Russo - o non ha capito nulla, o peggio, non vuole capire".

Nella foto in alto da sx Ettore Gilotta, Massimo Russo e Antonello Buscema. Nelle foto sotto, in senso orario, la protesta dei lavoratori, Russo in visita all´hospice di Modica e la struttura vista dall´esterno. Cliccateci per ingrandirle.
FOTO MAURIZIO MELIA, TUTTI I DIRITTI RISERVATI - RIPRODUZIONE VIETATA