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RAGUSA - 16/09/2010
Attualità - Ragusa: la vicenda del Consorzio sviluppo industriale si avvia alla conclusione

Meno Rosa: "Ecco le mie dimissioni, ma sono riabilitato"

Burgio, Iacono e Mustile chiariscono i motivi del loro intervento sulla legittimità della nomina. «La politica non condanna nessuno, semmai pone questioni di legalità e rispetto delle norme». L’interessato spiazza tutti e si dimette dalla carica anziché aprire un contenzioso al Tar
Foto CorrierediRagusa.it

Meno Rosa l´ha detto e l´ha fatto. Un grande gesto. "Ai paladini della legalità dico che dopo la riabilitazine del Tribubale un cittadino può ricoprire qualsiasi carica. Sono stato riabilitato il 14 luglio 2010, ordinanza depositata il 19. Il tempo sarà galantuomo". In pratica, il sindaco di Giarratana Giuseppe Lia potrebbe accettare le dimissioni di Rosa e poi rinominarlo al Consiglio dell´Asi. Tecnicamente sarebbe possibile, ma sicuramente sarà un altro a prendere il posto di Meno Rosa. Che paga, non tanto per la questione di legittimità della sua nomina posta da Rosario Burgio, Giovani Iacono e Giuseppe Mustile, quanto per le faide interne esistenti nel Pdl fra Nino Minardo e Innocenzo Leontini. Gli attenti osservatori capiranno se vanno a rileggere la vicenda della mancata elezione di Salvatore Mandarà alla presidenza. Rosa è vicino a Minardo; Mandarà, che aspirava alla presidenza dell´Asi, è vicino a Leontini. Saltata quella possibilità s´è scatenata la guerra. E grazie al cavillo dei tempi tecnici ha pagato Meno Rosa. Che non è un delinquente, solo vittima delle liti di partito e dei cavilli burocratici che si sono accaniti su di lui dopo la "buccia di banana" del vigile urbano di Modica sulla quale è scivolato.


I motivi dell´intervento di Burgio, Iacono e Mustile

"La politica non condanna nessuno, semmai pone questioni di legalità e di rispetto delle norme». Più che il comunicato dell’avvocato Ignazio Galfo, difensore di Meno Rosa (nella foto), sono state le nostre considerazioni sul peso specifico di moralità e di onestà ad infastidire i consiglieri provinciali Rosario Burgio, Giovanni Iacono e Giuseppe Mustile, i 3 che hanno posto la questione della legittimità della nomina di Rosa a componente del direttivo dell’Asi.

Un passo indietro, per riprendere il puntuale comunicato di Burgio, Iacono e Mustile: «Per quanto ci riguarda- scrivono- siamo lontani mille miglia dalle considerazioni generaliste espresse in premessa riguardante i politici condannati e le loro posizioni nelle istituzioni. Riteniamo che qualora un politico venga condannato in via definitiva debba stare lontano dalle istituzioni e non essere più neanche candidato a qualsiasi tornata elettorale e non premiato".

Nessuna difesa d’ufficio nei confronti di Rosa, però consentiranno i consiglieri Burgio, Iacono e Mustile un’altra «considerazione generalista». Rispetto i termini della legge e le procedure tecniche, ma nessuno potrà vietarmi l’indignazione nel vedere uomini pubblici di qualsiasi ceto e livello, condannati per reati infamanti rispetto alla ridicola falsità ideologica o diffamazione che ha commesso Meno Rosa, gestire ancora le leve del comando. I processi, si sa, a volte non si concludono come giustizia e verità vorrebbero. C’è sempre un cavillo; un testimone che può dire una cosa per un’altra; un Carnevale che trova il grimaldello per fare assolvere i colpevoli che prove schiaccianti avevano condannato; un giudice pavido che davanti alla verità si gira dall’altra parte. La giustizia, come si dice, è una ragnatela che cattura i moscerini e che le mosche grandi sfondano.

«Non esiste da parte nostra- continuano Burgio, Iacono e Mustile, alcuna speculazione politica né su questa né su nessun altra vicenda, né tantomeno alcuna valutazione e pregiudizio nei confronti della persona, semmai sulla legittimità del ruolo e della funzione che lo stesso riveste all’atto della sua nomina.

«Per ultimo, riteniamo che chiedere chiarimenti su tali vicende sia fondamentale al ripristino della legalità nella pubblica amministrazione, tante volte calpestata proprio dalla logica che descritta in premessa nel comunicato apparso negli organi di informazione, e pertanto riteniamo che sia stato un dovere insito nel nostro ruolo avere posto all’attenzione dell’opinione pubblica tale argomento».

La risposta Meno Rosa l’ha data subito. Spedendo la raccomandata delle dimissioni alle 8,30, indirizzata al sindaco di Giarratana Giuseppe Lia e al presidente dell’Asi Rosario Alescio. Ricevute le dimissioni irrevocabili, Lia le dovrà accettare, nominare un altro componente del Consiglio (formato da 56 membri) che a sua volta dovrà scegliere il sostituto di Rosa nel Direttivo Asi.