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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:40 - Lettori online 1322
RAGUSA - 15/09/2010
Attualità - Ragusa: l’odissea dell’exassessore comunale di Modica non è ancora finita

Il Tribunale riabilita Meno Rosa, la politica lo condanna

Dichiarò che un vigile aveva tenuto «una determinata condotta» mentre era in servizio e in divisa. Il vigile dimostrò che non era in divisa e neanche in servizio. Condannato dal giudice monocratico e dalla Corte d’Appello a 8 mesi, è stato infine riabilitato dal Tribunale di sorveglianza. Per qualche politico è un pregiudicato che non può far parte del Direttivo dell’Asi
Foto CorrierediRagusa.it

Funzionari, dirigenti della pubblica amministrazione e politici condannati per peculato, concussione o corruzione anziché licenziarli li promuovono e li eleggono deputati. Un ex assessore comunale condannato per falsità ideologica a seguito di una controversia giudiziaria con pubblico ufficiale perché sostenne «che una struttura pubblica era stata utilizzata per fini privati, e che un vigile urbano del Comune di Modica aveva tenuto una determinata condotta durante il servizio", dopo che lo stesso vigile urbano riuscì a dimostrare che nell’occasione contestatagli dall´assessore egli non era in servizio, 12 anni dopo i fatti lo si vorrebbe interdire per sempre dai pubblici uffici. A raccontare la storia che ha visto l´ex assessore protagonista, l’avvocato Ignazio Galfo, difensore di fiducia di Meno Rosa (nella foto), intervenuto solo perché, a suo parere, sulla vicenda si è oltrepassato il limite del decoro.

Ci sono politici che una condanna del genere l’avrebbero messa come fiore all’occhiello della giacca per farne orgogliosamente sfoggio nelle piazze del paese o in campagna elettorale, Meno Rosa è costretto a nascondersi e dimostrare, tramite il legale, che lui con quella triste vicenda ha chiuso, che è stato riabilitato in pieno dai magistrati. Durante un dibattito con un vigile urbano, colpito da improvvisa «cecità e obnubilamento» provvisorio sostenne che il vigile aveva tenuto una «determinata condotta» mentre era in divisa e in servizio; in sede di processo il vigile dimostrò invece che era libero dal servizio e con abiti civili. E’ difficile sbagliare una divisa con un abito civile, ma qualche volta può capitare.

I fantasmi, purtroppo, qualche volta ritornano. Li ha rivisti in questi giorni Meno Rosa, componente del direttivo dell’Asi. Consiglieri provinciali hanno messo in discussione non solo la nomina dello stesso nel direttivo, ma anche la presidenza di Rosario Alescio. «Perché la nomina di Rosa- hanno detto- è incompatibile con la carica di componente del direttivo Asi, in quanto nominato prima che venisse riabilitato dalla Giustizia. Di conseguenza tutti gli atti prodotti da questo direttivo sono nulli, compresa l’elezionedi Alescio».

Meno Rosa s’è chiuso in un mutismo spaventoso, rifugge dal tentativo di rientrare nell’arena delle polemiche. Ma l´ avvocato Galfo ha preso carta e penna per «riabilitare il suo cliente per la seconda volta». «Il mio assistito –scrive il legale- è stato condannato con sentenza del Giudice Monocratico del Tribunale Penale di Modica n.558/01 del 22.5.2001 per i delitti di cui all’art.479 cp (falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale) e di cui all’art.595 cp (diffamazione), alla pena di mesi nove di reclusione; la pena è stata sospesa.

«Dopo la sentenza di primo grado, la persona offesa ha rimesso la querela, cosicché la Corte di Appello di Catania, con sentenza del 21.4.2005, ha dichiarato non doversi procedere per il delitto di diffamazione perché estinto per remissione di querela, e ha ridotto la pena a mesi otto di reclusione. La sentenza è diventata definitiva il 14.11.2006.

Aggiungo che i fatti del processo sono avvenuti nel 1998 e che Rosa ha dovuto rispondere davanti alla giustizia per avere sostenuto, quale assessore comunale, che una struttura pubblica era stata utilizzata per fini privati, e che un vigile urbano del Comune di Modica aveva tenuto una determinata condotta durante il servizio, mentre lo stesso vigile urbano è riuscito a dimostrare che nell’occasione contestatagli da Rosa egli non era in servizio.

«Nel dicembre del 2009 Rosa si è rivolto a me per ottenere la riabilitazione penale; il 16.12.2009 ho depositato avanti al Tribunale di Sorveglianza di Catania istanza di riabilitazione; la causa, portante il n. 2175/09 SIUS, è stata discussa il 14.7.2010 e il Tribunale di Sorveglianza, con provvedimento del 14.7 - 19.7.2010, ha concesso la riabilitazione a Meno Rosa. Rosa si è insediato nel Direttivo dell’Asi di Ragusa il 6.8.2010, data alla quale aveva i requisiti di legge. Questi sono i fatti».

Il caso Rosa riserva un altro evento. «Per comprendere la portata del disvalore penale e morale dei fatti contestati a Rosa- specifica l’avvocato Galfo- posso aggiungere che il Giudice di primo grado ha concesso non solo la sospensione condizionale della pena, ma anche la non menzione della condanna nel certificato penale, quale beneficio viene concesso molto raramente. Come se, per quello che posso interpretare io che non ho difeso Rosa in quel processo, il Giudice si fosse reso conto che, se Rosa aveva commesso un falso, aveva commesso un falso cosiddetto «innocuo». Aggiungo infine che Rosa non è mai stato condannato per alcun reato contro la pubblica amministrazione o contro il patrimonio o contro la persona, e che non è mai stato interdetto dai pubblici uffici. Chi ha affermato o scritto questo, ha affermato e scritto il falso. Ritengo in definitiva che ogni questione sulla incompatibilità di Rosa nel Direttivo dell’Asi di Ragusa sia infondata e semplicemente strumentale». Ci sono tante cose serie nella vita e perdiamo tempo con una vicenda del genere.