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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1303
RAGUSA - 10/09/2010
Attualità - Ragusa: i possibili effetti del progetto approvato dalla Regione

Piano paesistico, 100 milioni di euro di progetti in fumo?

Il sindaco di Ragusa Nello Dipasquale si è rivolto in tutta fretta al Tar contro l’adozione del piano paesistico

Rischio paralisi e fuga di capitali. Il piano paesistico approvato dalla Regione lo scorso agosto ha già bloccato investimenti importanti. Si tratta di cinque progetti per l´installazione di centrali fotovoltaiche, per un investimento di oltre 35 milioni di euro, che hanno già avuto parere negativo alla Regione; bloccata anche alla Enimed la perforazione del pozzo «Tresauro 2», con 34 operai che vedono seriamente a rischio il posto di lavoro; due progetti per la costruzione di altrettanti alberghi a Marina di Ragusa, per un investimento di oltre 10 milioni di euro,; la sospensione della concessione edilizia a oltre dieci ditte private, per la realizzazione di altrettante unità abitative sul territorio, malgrado l´avvenuto pagamento degli oneri urbanistici, per un investimento complessivo di oltre due milioni e mezzo di euro; gli iter per la costruzione di alcuni capannoni a servizio di aziende agricole, dislocate sul territorio comunale, in fase di autorizzazione o già autorizzati e di fatto sospesi.

In tutto fanno oltre cento milioni di euro. Il sindaco di Ragusa Nello Dipasquale si è rivolto in tutta fretta al Tar contro l´adozione del piano paesistico. In provincia è una rivolta globale o quasi contro lo strumento urbanistico anche perché l’assessore al territorio Gaetano Armao ha ribadito che non c’è nulla dare; il piano c’è e resterà con buona pace di enti, associazioni, organizzazioni sindacali e di categoria, politici ed amministratori. Ma le istituzioni locali, sono pronte a scendere sul sentiero di guerra: se il sindaco Dipasquale, che solidarizza con i 34 lavoratori «Enimed» che rischiano il posto per la sospensione dei lavori al «Tresauro 2», si appella alla sensibilità del neo soprintendente Alessandro Ferrara, i segretari generali della triplice sindacale e quelli del settore chimico-energetico chiedono l´immediata revoca dell´adozione del Piano paesistico, «provvedimento ingiusto ed arbitrario che mette in discussione lo sviluppo del territorio». Piero Torchi, già sindaco di Modica, ha chiesto all´amministrazione comunale l’immediata verifica delle conseguenze dell´entrate in vigore delle norme di salvaguardia e l´organizzazione di un´assemblea aperta da parte del sindaco Buscema, per l´illustrazione del Piano.

Il presidente dell´Ance, Filippo Grassia, parla di arroganza politica di Arnao ed annuncia una «forte mobilitazione per l´individuazione delle criticità del Piano. E Nino Minardo, parlamentare Pdl, dice la sua e conferma il suo no al piano soprattutto nel metodo «La provincia ha dovuto digerire un’imposizione che è arrivata dall’alto senza tener conto delle peculiarità del nostro territorio e, soprattutto quando tutti, i comuni, la Provincia e le associazioni di categoria si sono espressi uniformemente contro.

Il Piano così come è stato congeniato, portato a Palermo per la sua approvazione, messo nero su bianco, «imposto», va rivisto. Intanto perché non è stato concertato ma imposto, perché la sua istituzione rischia, secondo molti, di compromettere il futuro della nostra economia, rallentando settori trainanti come l’agricoltura, la zootecnia e l’artigianato»