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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 913
RAGUSA - 04/09/2010
Attualità - Ragusa: per chiedere l’annullamento del decreto di approvazione regionale

Ragusa presenta ricorso al Tar contro il piano paesistico

A renderlo noto è il sindaco Nello Dipasquale

Un ricorso sarà inoltrato al Tar nei prossimi giorni per chiedere l´annullamento del decreto con il quale la Regione ha adottato il piano paesistico. A presentare il ricorso sarà il comune di Ragusa, attraverso l´avvocato Angelo Frediani. A renderlo noto è il sindaco Nello Dipasquale. La giunta, nella seduta di ieri, ha infatti approvato la relativa delibera.

Il comune si è deciso a compiere questo passo nonostante i dubbi sulla procedura sollevati durante l´assemblea tenutasi nell´auditorium della Camera di commercio lo scorso 10 agosto. In quella circostanza, dopo un intervento di Angela Barone (avvocato e consigliere provinciale del Pd), era stata scartata l´ipotesi del ricorso al Tar, ritenendo non ancora approvato (il decreto della Regione ha solo "adottato" l´atto) il piano paesistico.

Nonostante il piano non sia ancora approvato, alcuni effetti sono già efficaci, in virtù delle norme di salvaguardia. Il sindaco, dopo essersi consultato con l´ufficio legale del comune, ha deciso di intraprendere comunque la via del ricorso al Tar.

La soluzione "giudiziaria" dell´aspro confronto della Regione è maturata anche in mancanza di un´interlocuzione diretta con la Regione. L´assessore Gaetano Armao aveva annunciato la sua presenza a Ragusa già prima di ferragosto e ha poi rinviato questo appuntamento ai primi di settembre. Sinora, l´opportunità di questo faccia a faccia non si è presentata, mentre i giorni passano e si avvicina sempre più anche la scadenza dei trenta giorni entro i quali è possibile presentare delle osservazioni al piano.

«Vogliamo avere – ha spiegato il sindaco Nello Dipasquale – un piano che sia quanto più conforme alle esigenze del nostro territorio. Qualsiasi speculazione sulla vicenda – ha aggiunto il primo cittadino – di chi ci accusa che non vogliamo un piano paesistico è fuori luogo. Non possiamo tollerare che siano altri, al posto nostro, a compiere delle scelte impedendo a un imprenditore, per fare un esempio concreto, di costruire una struttura alberghiera all´interno della cinta urbana».

Fonte: Gazzetta del Sud