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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:21 - Lettori online 1131
RAGUSA - 31/08/2010
Attualità - Ragusa: il vice sindaco s’inserisce nel dibattito sull’estensione dei benefici

Cosentini sulla legge su Ibla: "Non vanifichiamo tutto"

"La Regione potrebbe chiudere i rubinetti per tutti"

«E’ un dibattito, quello sviluppatosi a fine agosto sulla necessità di rimodulare le previsioni della legge su Ibla, che mi delude. Penso sempre ad una politica che riesca a volare alto. Quando, invece, il rischio è di vanificare tutto, è chiaro che non posso che esprimere consistenti perplessità».

Così Giovanni Cosentini, vicesindaco di Ragusa ed esponente provinciale dell’Udc, interviene nello scambio di interventi che ha avuto per oggetto la previsione di estendere i benefici normativi della legge regionale 61/81, meglio conosciuta come legge su Ibla, ad altri comuni della provincia iblea, tra cui Modica, correndo il rischio di far svuotare di significato i contenuti della stessa previsione normativa.

«Una legge, quella su Ibla – spiega Cosentini – che, anno dopo anno, soprattutto di recente, con la Regione che ha bloccato i rubinetti delle erogazioni finanziarie per gli enti locali, ha rappresentato una conquista, con in testa il sindaco Nello Dipasquale capace di sventare i vari agguati che si volevano perpetrare in aula, a Palermo. Mi meraviglia il fatto che non si sia percepito, leggendo le proposte di rimodulazione della stessa norma da parte di alcuni parlamentari iblei, che in fase di discussione del disegno di legge si verificherebbero chissà quali stravolgimenti, perché è evidente che appetiti del genere saranno manifestati da tanti altri Comuni siciliani che si trovano nella stessa condizione di Modica, finendo col rendere praticamente inutile ogni prospettiva iniziale.

Ecco perché piuttosto che prendere di mira la legge su Ibla, ma questo forse accade, e ce ne rendiamo conto sempre di più, perché la città di Ragusa è orfana di una propria rappresentanza parlamentare, occorrerebbe predisporre un disegno di legge nuovo di zecca in grado di prendere in considerazione le opportunità di valorizzazione delle città che si fregiano di siti Unesco. Allora sì che l’intervento contemplato potrebbe risultare interessante e ottenere addirittura l’appoggio del Comune di Ragusa. Ma fin quando si toglie a Sparta per far sopravvivere Atene, o viceversa, non ritengo verranno fatti gli interessi della nostra comunità. Invito i parlamentari iblei a ripensare con attenzione un aspetto cruciale per lo sviluppo futuro dei nostri centri barocchi. Solo così potremo guardare avanti con maggiore fiducia».