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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 883
RAGUSA - 31/08/2010
Attualità - Ragusa: contestati tagli fino al 40% tra insegnanti e personale Ata

Scuola in ginocchio, 352 licenziamenti in provincia

Il provveditorato scriverà al ministero, ma le speranze sono nulle nonostante il sit-in

Un sit-in dinanzi alla sede del provveditorato di docenti e personale Ata che contestano i tagli del 40% previsti in provincia nel mondo della scuola. Rischiano nei prossimi giorni di restare a spasso 352 precari tra docenti e personale Ata. Si tratta di 74 docenti della scuola primaria, 32 docenti della scuola media, 96 docenti della scuola superiore e 150 unità del personale.

Il provveditorato ha assunto l´impegno di scrivere al direttore generale, ma appare una partita persa in partenza, visto che le decisioni sarebbero già state prese e non si torna indietro. I tagli complessivi, a livello regionale, sono di 5mila unità. Il segretario Salvo Zago, a nome di tutto il Pd, esprime solidarietà agli interessati.

A ISPICA NASCE IL COMITATO DEI PRECARI
di Eva Brugaletta

È nato in città il «Comitato spontaneo precari scuola pubblica Ispica». Ne è stato incaricato portavoce Pietro Aprile, il quale preannuncia «proteste, seppur pacifiche, contro il licenziamento di massa che sta per produrre il Governo nazionale contro i precari della scuola pubblica», denunciando inoltre «un ingiustificato e assordante silenzio mediatico».

«La Sicilia – scrive Aprile in un documento – risulta la regione più colpita. Di riflesso, la provincia di Ragusa ne patisce gli effetti. Saranno 352 i posti in meno.74 nelle scuole primarie, 32 alle medie, 96 alle superiori e 150 nel personale Ata. Sono questi i dati, conseguenza diretta delle misure normative predisposte dal ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, esecutivi a partire dal prossimo anno scolastico 2010, 2011. A fronte di più di 100 mila stabilizzazioni previste nella scuola – evidenzia – l’asse Silvio Berlusconi (presidente del Consiglio dei ministri), Giulio Tremonti (ministro dell’Economia), Umberto Bossi (leader politico della Lega nord), in stretta collaborazione con il ministro Gelmini, si rivela ancora una volta il più grande nemico dello sviluppo della nostra terra.

Il Governo – sottolinea Aprile – sta per produrre il più grande licenziamento di massa nella storia della repubblica. I giornali non ne stanno dando notizia, ma è necessario che le informazioni girino, altrimenti la protesta non si amplierà nel modo opportuno. Questo settembre i supplenti iscritti nelle graduatorie ad esaurimento tremeranno per la paura di perdere il lavoro. Persone, anche di oltre 40 anni, che potrebbero perdere definitivamente la fonte di guadagno e le speranze di essere reclutate per effettuare le supplenze nelle scuole».

I fatti denunciati da Aprile sono sotto gli occhi di tutti da diversi mesi. La riduzione dei 42 mila e 100 posti nell´anno scolastico 2009, 2010 ha scaturito effetti devastanti sul personale precario e sulla qualità complessiva della scuola pubblica. E, cosa ancor più grave, nonostante le Istituzioni scolastiche, gli Enti locali, le Regioni e le associazioni si siano scagliate contro il taglio dei fondi alla scuole, il ministro alla Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini è rimato indifferente ed ha proseguito nella strada tracciata dal ministro Tremonti nell’articolo 64 della legge 133 del 2008. Una manovra finanziaria che, a torto o ragione, ha «tagliato la testa» di molti insegnanti di ruolo, la maggior parte dei precari e di collaboratori scolastici.

La provincia di Ragusa, con in testa il Comitato spontaneo precari scuola pubblica di Ispica, chiede «il sostegno di tutte le forze politiche e sindacali, in modo tale sia ristabilito il diritto al lavoro per tutti i precari che, da anni, aspettano la stabilizzazione. Gli «sprechi» nella scuola non siamo noi. Ci sentiamo discriminati da un crimine mai commesso per il quale è in atto più grande «sterminio» di massa di lavoratori a colpi di decreti. La nostra è una guerra per il diritto al lavoro e per l’istruzione statale nel nostro paese».