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RAGUSA - 25/08/2010
Attualità - Ragusa: il protocollo per il passaggio del terreno da Stato a Regione sarà firmato martedì

Il Consiglio si attribuì la titolarità del demanio aeroportuale

Da questa circostanza e dal ricorso del Ministero scaturì il pastrocchio burocratico alla base dei ritardi dell’inaugurazione del Magliocco. Lo ha svelato il presidente dell’Enac Vito Riggio
Foto CorrierediRagusa.it

«L’aeroporto Magliocco è stato realizzato su un terreno statale di cui il consiglio comunale di Comiso si attribuì la titolarità 4 anni fa, chiaramente contra legem, provocando il ricorso, tuttora pendente, del ministero della difesa». E’ questa, in sintesi, la spiegazione fornita dal presidente dell’Enac Vito Riggio per giustificare i ritardi nell’apertura dell’aeroscalo. Un pastrocchio burocratico di cui ci si rese conto subito, tant’è che il ministero fece ricorso.

Ma perché questa circostanza è stata resa nota solo adesso? Per quale motivo non si è sanato tempo prima tale stato di cose? Domande sulle quali ha glissato Riggio, nel corso del vertice convocato nella sede della provincia regionale di Ragusa per rendere nota la «road map» con la quale si procederà per sbloccare l’iter. E’ quanto confermato dallo stesso Riggio, alla presenza del sottosegretario alle infrastrutture Giuseppe Reina.

E’ stato il presidente della provincia Franco Antoci a fare gli onori di casa, una settimana dopo il lancio delle proposta di un patto istituzionale per garantire il futuro dell’aeroporto, la cui prossima pagina, si auspica determinante, sarà scritta il 31 agosto, quando nella sede del ministero della Difesa a Roma sarà siglato quel protocollo d’intesa che il presidente della Regione Raffaele Lombardo non aveva esitato a definire «un’autentica porcata», in quanto penalizzante per l’isola e per il territorio ibleo. Eppure, stando a Riggio, che ha chiaramente detto di fregarsene della politica, è questa l’unica soluzione per non perdere ulteriore tempo.

«In alternativa – ha precisato il presidente Enac – il terreno passerebbe al ministero dei Trasporti e, a titolo gratuito, all’Enac, che dovrebbe poi procedere ad indire una nuova gara, con tutte le conseguenze del caso». Viceversa, la firma del protocollo a Roma per il passaggio del terreno smilitarizzato dallo Stato alla Regione e, successivamente, al comune di Comiso, scongiurerebbe questa ipotesi. Il ministero, difatti, sarebbe disposto anche a ritirare il ricorso.

Per procedere in questo senso, però, il terreno sul quale sorge l’aeroporto sarà classificato come «non di interesse nazionale», per giustificare il passaggio di consegne da Stato a Regione di un’area sulla quale era già stata realizzata la struttura, e di cui il consiglio comunale di Comiso si era per giunta attribuita la titolarità. La classificazione dell’aeroporto, come assicurato da Riggio, sarà determinata in una fase successiva. Eppure, nel protocollo, si individuerebbe già l’aeroscalo come regionale, e non nazionale.

«Un dato trascurabile – ha precisato Riggio – visto che le classificazioni si fanno sulla base delle peculiarità infrastrutturali. Ad esempio – prosegue il presidente dell’Enac – il Magliocco non potrà allo stato mai essere un aeroporto per voli intercontinentali, visto che la pista per il decollo e l’atterraggio degli aerei dovrebbe essere come minimo lunga 5 chilometri, mentre quella dell’aeroporto di Comiso è poco meno della metà. Gli aeroporti in Italia – ha tagliato corto Riggio - sono dello Stato e gestiti da privati. Punto.

In ogni caso – ha aggiunto il presidente Enac – non ingigantiamo la portata dell’aeroporto di Comiso, che, a mio avviso, è ben lontana dall’essere definito, come qualcuno pure ha fatto, «la porta del Mediterraneo». L’aeroporto – aggiunge Riggio – sarà difatti in grado di movimentare al massimo 500mila passeggeri, come un buon «aeroportino», a fronte dei 10milioni movimentati solo dall’aeroporto Fontanarossa di Catania».

Dopo il 31 agosto, l’ulteriore tappa fondamentale della «road map» sarà costituita dalla data del 14 settembre, quando l’Enac incontrerà il sindaco di Comiso Giuseppe Alfano e i rappresentanti della Soaco, la società che gestirà l’aeroporto, con socio proprio il comune di Comiso. «In quella sede – ha concluso Riggio – l’ente casmeneo, in qualità di proprietario della struttura, dovrà illustrarci a che punto si trova con i contratti con le compagnie aeree, specificando tutti gli aspetti tecnici, burocratici e gestionali per fissare una data certa per il primo volo inaugurale dell’aeroporto».

Ma proprio il sindaco di Comiso, presente all’incontro, era tutt’altro che persuaso. Reina ha invece sottolineato che l’aeroporto di Comiso deve essere equiparato agli altri aeroscali nazionali, in base alle caratteristiche infrastrutturali, come detto da Riggio. Bisognerà adesso stare a vedere cosa succederà martedì 31 agosto, data fatidica per la firma del protocollo.

Lombardo accetterà, dopo essersi scagliato contro il protocollo con la forza di un caterpillar? Riggio non ha dubbi, anche perché, secondo il presidente dell’Enac, Lombardo ha equivocato, quando si è convinto della declassificazione dell’aeroporto, che, in teoria, non dovrebbe concretizzarsi. L’interesse «non nazionale», dunque, riguarderebbe solo il terreno dell’aeroporto, non l’aeroporto stesso.

Nella foto da sx il sottosegretario alle infrastrutture Giuseppe Reina, il presidente dell´Enac Vito Riggio e il presidente della provincia regionale di Ragusa Franco Antoci.
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