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RAGUSA - 24/08/2010
Attualità - Ragusani nel Mondo rende l’omaggio ai grandi del passato

Il «Pantheon del premio» assegnato alla Beata Schininà

Dopo Quasimodo, Fiume, La Pira, Bufalino e il generale Scrofani, il premio «Ragusani nel Mondo» renderà omaggio, il prossimo 4 settembre, ad un altro grande personaggio ibleo la cui storia sarà incastonata nel «Pantheon del premio»
Foto CorrierediRagusa.it

L’idea è del regista e attore Gianni Battaglia. Si tratta della beata Maria Schininà, fondatrice dell’Istituto delle Suore del Sacro Cuore. Madre dei poveri, la Schininà è stata un fulgido esempio di amore e impegno nei confronti degli ultimi. Ha abbandonato le sue ricchezze per dedicarsi con passione alle persone in difficoltà. La madre dei poveri, dei miseri, dei malati, dei diseredati del mondo, divenuta beata di Papa Wojtyla. Sarà lei ad impreziosire un albo d’oro dal forte valore simbolico.

Il presidente dell’Associazione Ragusani nel Mondo, Franco Antoci, ritiene Maria Schininà collocabile fra le figure contemporanee di maggior prestigio, al pari di Madre Teresa, di Gandhi, di Martin Luther King. Il regista Battaglia, che cura le schede con cui sarà ricordata la beata, nel suo intervento spiega la doppia valenza del premio. «Credo che in questo bellissimo premio giunto alla 16esima edizione, emergano due aree sulle altre riconoscibili. Una è quella della migrazione, l’altra è quella che definisco delle professioni planetarie. Entrambe segnate da un «viaggio» da ciascuno compiuto, in varia misura, fuori e dentro di sé. Se il premio Ragusani nel Mondo è la «sacra» cerimonia della etnia, lo spettacolo ne è il rito che rinfocola il sentimento del sacro».

E proprio all’interno dello spettacolo, che avrà degli ospiti eccezionali, si consumerà il tributo alla beata Schininà. Per l’occasione sarà presente una folta delegazione di suore dell’istituto, guidate da suor Cherubina Battaglia, la madre superiora. «La figura di Maria Schininà è rivoluzionaria per i tempi in cui visse – spiega ancora il regista Battaglia – «figlia» di una aristocrazia agiata, con un futuro prospero, di solide condizioni economiche, in una casata illustre e di molta influenza, che detiene ricchezze, beni immobili, estensioni terriere, anche su quel colle Patro, in cui si espandeva intera la città di Ragusa, stimata, perfino invidiata, dalla società del tempo... rinuncia a tutto questo per diventare spiritus mundi. Il germe della sua opera, dal pianerottolo della sua Casa Originaria, arriverà in progressione alle regioni più lontane della terra. Oggi le Suore del Sacro Cuore hanno Case e Centri di Assistenza in Italia, in Europa, in India, in Asia, in Africa, in America del Sud, in Canada, negli Stati Uniti, nelle Filippine, Madagascar, Nigeria, Guinea Equatoriale, a Panama, nei luoghi più poveri e disagiati».

Beata Madre Maria Schininà (1844 – 1910)
Maria Schininà nasce il 10 aprile 1844 a Ragusa da Giambattista Schininà Cosentini dei Baroni di S. Filippo e Del Monte e da Rosalia Arezzo dei Duchi di S. Filippo delle Colonne. Quinta di otto figli, cresce tra l’affetto e le attenzioni dei famigliari. Avviata agli studi dal sacerdote Vincenzo Di Stefano, vive fino a ventuno anni nella piena osservanza e pratica dei doveri cristiani, pur non manifestando segni di particolare spiritualità. Eccezionale è invece il suo gusto per il bello, che ella coltiva soprattutto con la danza, la musica e la moda.

La chiamata a Dio
L’arte, le amicizie e le agiatezze della vita nobiliare non le procurano la gioia di cui sente il bisogno. Iniziano così nove anni di ricerca intensa di Dio che, in concomitanza con la morte del padre (1865) e lo sposalizio dell’ultimo dei fratelli (1874), la portano ad abbandonare tutte le sue ricchezze per servire i bisognosi e gli ammalati della propria città. Sul loro volto trova la bellezza assoluta che cercava: Dio. Si lascia attirare e lo serve.

La beatificazione
Il processo per l’introduzione della causa ha inizio il 2 aprile 1937 presso la Curia arcivescovile di Siracusa (1937 – 1945) e continua nella Curia vescovile di Ragusa durante gli anni 1956 – 1957. Nel 1974 si ha la discussione della fama di santità della Fondatrice e, il 16 gennaio 1975 la Causa di Beatificazione viene ufficialmente introdotta da Papa Paolo VI. Il 22 gennaio del 1977 un evento miracoloso si aggiunge agli oltre 150 fatti prodigiosi documentati e conservati presso la Casa Generalizia delle Suore del Sacro Cuore: la guarigione istantanea, completa e duratura di Angelina Tarantino in Veltri, ricoverata nell’Ospedale «Mariano Santo» di Cosenza per una sindrome asmatica con enfisema ostruttivo e gravissima insufficienza respiratoria. La signora, consigliata anche dalle Suore del Sacro Cuore operanti presso la struttura ospedaliera, invocò l’intercessione di Madre Maria Schininà e, proprio al sopraggiungere della crisi finale, guarì improvvisamente. Fu istruito un processo cognizionale presso la Curia arcivescovile di Cosenza dal 5 marzo 1981 all’11 gennaio 1982. Giudicato come fatto inspiegabile dalla Commissione medica della Sacra Congregazione per le Cause dei Santi a Roma, il miracolo ha ottenuto il Decreto di validità il 9 aprile 1990 e, in data 4 novembre 1990, Papa Giovanni Paolo II proclama Beata la Ven.le Maria Schininà.