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RAGUSA - 11/08/2010
Attualità - Ragusa: dopo l’approvazione repentina dello strumento da parte della Regione

Piano paesistico, salta visita assessore regionale Armao in provincia

Il territorio ibleo ha annunciato battaglia, chiedendo la revoca dell’adozione del piano Foto Corrierediragusa.it

E’ saltata la visita in provincia dell’assessore regionale ai beni culturali Gaetano Armao (nella foto), prevista per mercoledì pomeriggio a palazzo di Viale del Famte, sede della provincia regionale di Ragusa. La visita a sorpresa di mercoledì si era resa necessaria per fare chiarezza sulla decisione repentina, e quindi inattesa dal territorio ibleo, di adottare il contestato piano paesaggistico redatto dalla Soprintendenza ai beni culturali di Ragusa senza un minimo di fase di concertazione con gli altri attori interessati dalla vicenda, come evidenziato nel corso dell’incontro tematico svoltosi alla camera di commercio. Proprio in quella sede era giunta da Palermo la notizia dell’approvazione del piano paesaggistico da parte della Regione.

Armao sarebbe dovuto venire in provincia per fare chiarezza e spiegare i motivi di una scelta così drastica, peraltro compiuta in pieno agosto. Perché tutta questa fretta, senza tenere in considerazione le esigenze del territorio? Armao non potrà rispondere a questa e ad altre domande, visto che la sua programmata visita in provincia è saltata per impegni improrogabili assunti in precedenza. Se ne riparlerà a settembre, nella speranza che non sia troppo tardi. Intanto il territorio ibleo annuncia battaglia, precisando che questa scelta della regione non sarà accettata in maniera supina, come precisato, tra gli altri, dal sindaco di Ragusa Nello Dipasquale, sostenuto dagli altri sindaci, nonché dai rappresentanti di categoria, sindacalisti e organizzazioni professionali.

Il progetto contestato sarebbe semplice: ingessare con i vincoli il territorio per poi, in un secondo momento, acquisire spazi e terreni di grande valenza paesaggistica e ambientale ma ormai svuotati dal loro vero contenuto economico. L´esempio potrebbe essere quello della fascia costiera dove, eliminate le serre, potrebbero un giorno sorgere, magari grazie a una «leggina» ad hoc, anche villaggi turistici, in grado di soddisfare gli interessi di gruppi finanziari e di potere con sede fuori provincia, nell’ambito di un piano ben congegnato da una mente «occulta».

La provincia chiedereà dunque alla Regione di revocare l´adozione del piano paesistico, anche e soprattutto alla luce dei profili di illegittimità che suggerirebbero al governo di ritirare l´atto. In caso contrario, il piano sarà sommerso dalle osservazioni e, successivamente, una volta approvato in via definitiva, impugnato al Tar.

C0S´E´ IL PIANO PAESISTICO?
Il Piano paesaggistico è uno strumento volto alla tutela e alla valorizzazione dei beni artistici e naturali presenti in un territorio, ripartito in ambiti omogenei per caratteristiche culturali, estetiche e morfologiche.
Il territorio della provincia è stato diviso in 14 paesaggi locali, omogenei tra loro. Si va dall´Alto Irminio sino all´isola dei Porri.

Ogni paesaggio locale è stato, poi, suddiviso in tre sub-ambiti, ognuno dei quali ha tre diverse gradazioni di vincoli. In totale si tratta di 96 sub paesaggi. Il piano paesistico detta, per ciascun paesaggio indirizzi e prescrizioni.

Gli indirizzi riguardano le zone non sottoposte ad alcun vincolo e i comuni hanno 18 mesi di tempo per adeguare i loro strumenti urbanistici.
Le prescrizioni interessano invece le aree vincolate e scattano da subito, dal momento della pubblicazione dell´adozione del piano paesaggistico.