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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 509
RAGUSA - 07/12/2007
Attualità - Ragusa - L’ambito territoriale ottimale del settore ambiente sta attraversando uno dei periodi forse più bui dalla sua istituzione

All´Ato qualcosa non ha funzionato. Bloccati
i conti corrente

Prende sempre più corpo la decisione della maggior parte dei sindaci di sciogliere l’organismo Foto Corrierediragusa.it

Conti correnti bloccati e somme per centinaia di migliaia di euro pignorate. Col senno di poi, è fin troppo facile affermare che, se ci passate il gioco di parole, all’Ato qualcosa non ha funzionato.

L’ambito territoriale ottimale del settore ambiente di Ragusa sta attraversando uno dei periodi forse più bui dalla sua istituzione. Al punto che diversi comuni della provincia, con in testa il sindaco di Ragusa Nello Dipasquale e quello di Scicli Bartolomeo Falla, invocano lo scioglimento dell’organismo.

Tutto questo a causa della pesante situazione debitoria maturata dal comune di Modica nei confronti dell’Agesp di Castellammare del Golfo, quando la ditta gestiva il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti in città. L’Agesp ha quindi adito le vie legali per vedersi riconosciuti i debiti contratti non solo da Modica, ma anche da Pozzallo, che ammontano a complessivi 450mila euro.

Il presidente del tribunale di Ragusa ha riconosciuto la legittimità della richiesta dell’Agesp e, dopo aver disposto il pignoramento delle somme che i comuni di Ragusa, Acate, Monterosso, Chiaramonte, Comiso, Giarratana, Santa Croce e Vittoria devono all’Ato quale loro compartecipazione, ha adesso altresì bloccato tutti i conti correnti dell’ente presieduto da Giovanni Vindigni (nella foto).

A tutto questo si aggiunge anche l’intimazione del giudice al direttore della Agenzia 2 della Banca agricola popolare di Ragusa di non disporre delle somme eventualmente versate dai comuni interessati, perchè pignorate. L’Ato di Ragusa, allo stato attuale, non può di conseguenza utilizzare le somme versate dai comuni come loro compartecipazione all’Ato, per procedere al pagamento dei debiti accumulati in larga parte da Modica e anche da Pozzallo. Da qui la decisione della maggior parte dei sindaci di sciogliere l´Ato ambiente.

A Dipasquale si è unito subito il sindaco di Scicli Bartolomeo Falla, che dovrebbe ricevere parecchi soldini proprio da Modica, Pozzallo e anche Ispica per il conferimento dei rifiuti dei tre comuni nella discarica di San Biagio. Il pignoramento era scaturito dall’azione giudiziaria che l’Agesp aveva intentato contro il comune di Modica per servizi svolti e non pagati fino al 2005; nonostante Modica abbia approntato un piano di ammortamento del debito con rate che l’Agesp definisce « assai modeste», i pagamenti non sono stati onorati e la società ha dunque fatto ricorso al giudice.


CRONACA DI UN´AZIONE LEGALE ANNUNCIATA

Questa la cronistoria dell’azione legale intentata dall’Agesp e concretizzatasi nell’accoglimento del ricorso dal giudice che ha di conseguenza pignorato le somme e bloccato i conti correnti dell’Ato ambiente Ragusa. La condotta dello stesso organismo è stata definita «sconcertante» dai vertici dell’Agesp perché le sei rate da 200mila euro concordate prima e trasformate poi in dodici da 93mila euro, non sono state mai pagate.

Da questo comportamento scaturisce un primo decreto ingiuntivo notificato a palazzo S. Domenico a Modica per 314mila euro; nel maggio del 2005 parte il secondo decreto ingiuntivo perché i servizi che l’impresa svolge per Modica sono stati trasferiti all’Ato di Ragusa; questi sono quantificati in un milione 610mila euro mentre per Pozzallo ammontano a 185mila euro.

Grazie a pagamenti rateali che Modica e Pozzallo effettuano successivamente l’Agesp resta creditrice di 450 mila euro che non sono stati ancora onorati e che il tribunale di Ragusa ha disposto dover essere pagati tramite il pignoramento delle somme che gli altri comuni aderenti all’Ato devono a qualunque titolo versare.