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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 844
RAGUSA - 03/08/2010
Attualità - Ragusa: rinviata al 18 ottobre la conciliazione fra Cgil e la dipendente licenziata

Licciardi potrebbe essere riassunta dalla Cgil. La segretaria Maggio chiede tempo

Discusse all’Ufficio del Lavoro rivendicazioni salariali, denunce per mobbing e tentativi di violenze sessuali. Si va verso un accordo bonario fra le parti per dirimere la scottante vicenda
Foto CorrierediRagusa.it

E’ stato rinviato al 18 ottobre il tentativo di conciliazione che vede contrapposte la Cgil di Ragusa e Romina Licciardi (nella foto), ex dirigente sindacale fino all’8 aprile del 2010. Lunedì scorso le parti si sono incontrate presso l’ufficio del Lavoro. Romina Licciardi era assistita dal professore Carmelo Romeo; per la Cgil è giunta da Palermo la segretaria regionale Mariella Maggio.

Secondo indiscrezioni, Romina Licciardi potrebbe essere riammessa in servizio entro il 15 di ottobre, sulla base di un accordo informale già stabilito dalle parti al fine di chiudere senza ulteriori traumi e pettegolezzi la questione. Vicenda che, ricordiamolo, ha già provocato un terremoto di proporzioni inenarrabili all’interno del sindacato «rosso» per via delle clamorose denunce fatte dalla Licciardi prima di passare al Pdl e di essere licenziata dall’attuale segretario provinciale Giovanni Avola, secondo lui per «giusta causa» in quanto la dipendente non si sarebbe presentata sul posto di lavoro, oltre che risultare assente durante le visite fiscali per malattia.

Accuse pesanti e infamanti, per contro, quelle lanciate da Romina Licciardi e dal suo compagno Tommaso Fonte, anch’egli uscito dal sindacato in maniera traumatica dopo essere stato segretario generale dall’ottobre 2002 fino alle ultime elezioni regionali: mobbing e tentativo di violenza sessuale nei confronti della dirigente che si era occupata di pari opportunità a livello regionale. Tentativi di violenza subiti, secondo la lavoratrice, da parte di dirigenti della Cgil nel 2010 e non denunciati prima- a dire ancora della Licciardi- per paura di ritorsioni.

Della scottante questione adesso si sta occupando la segreteria regionale e fors’anche quella nazionale della Cgil. L’imbarazzo è forte nell’ambiente sindacale e politico per via del trambusto che n’è scaturito all’interno di un soggetto collettivo importante, di solito abituato a risolvere vertenze e ingiustizie in aziende, uffici e fabbriche all’esterno piuttosto che al proprio interno.

Enzo Pelligra, dirigente dell’Ufficio del Lavoro, conferma il rinvio del tentativo di conciliazione. E’ vero che può esserci il reintegro della dipendente? Tutto può accadere. Abbiamo girato la domanda telefonicamente direttamente alla segretaria regionale della Cgil, Mariella Maggio. La sua risposta è palesemente infastidita: «Queste notizie non sono tenute a dargliele. Abbiamo chiesto ulteriore tempo per trovare un accordo».