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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 1071
POZZALLO - 24/01/2010
Attualità - Pozzallo: parla il professore Innocenzo Barrera, per la prima volta dopo il fattaccio

Docente "manesco" giustifica il pugno sferrato all´alunno

"Non serbo odio. Non l’ho mai serbato anche quando sono successe situazioni più spiacevoli di queste"
Foto CorrierediRagusa.it

"Sono un professore che insegna, non un picchiatore". Si difende dalle accuse ricevute Innocenzo Barrera (nella foto), il professore che la scorsa settimana si è ritrovato, suo malgrado, sulle pagine dei giornali per aver alzato le mani contro due ragazzi, suoi studenti, durante la sua ora di pertinenza. Condanna il gesto Barrera, ma giudica sproporzionata l’enfasi mediatica che ha suscitato il caso del «prof manesco». Il docente è tranquillo, per aver agito secondo coscienza. "Non ho mai alzato le mani contro i miei studenti", è la frase che ripete.

Professore Barrera, che cosa è successo?

"Premessa. Sono gli ultimi giorni di interrogazioni. Fra qualche giorno, si chiude il primo quadrimestre. Ero intenzionato ad interrogare quando mi sono accorto che nessuno, fra gli studenti, era disponibile ad essere interrogato. Da lì ho pensato che non volendo perdere un’ora inutilmente, avrei proseguito col programma, pur restando dell’idea che quella mattina doveva essere deputata alle interrogazioni.

Chiudo un occhio e vado avanti. Ad un tratto, mi accorgo che due studenti stanno ripassando ad alta voce la materia dell’ora successiva, forse perché dovevano essere interrogati. Nonostante le mie richieste di prendere i libri della mia materia, i due studenti continuavano a chiacchierare e a ripassare, a voce alta. Non potendo più tollerare tanta arroganza, ho chiesto ad uno dei due ragazzi di uscire fuori dall’aula in modo tale che questo dialogo fra i due studenti finisse.

Ad un primo rifiuto ad uscire da parte di un alunno mi sono avvicinato al ragazzo e l’ho strattonato. Ho agito in questo modo perché con entrambi i ragazzi c’è anche una lontana parentela, per cui mi sono permesso di «mettere le mani» addosso, se così si può dire, a questi due giovanotti senza avere il pensiero di poter fare loro del male. Lo comprova anche il fatto che questi due ragazzi sono alti, a differenza del sottoscritto che non eccelle per altezza. Non avrei potuto picchiarli neanche se avessi voluto, proprio perché mi sovrastano".

E dopo?

"Una volta uscito, l’altro ragazzo rimasto in aula ha cominciato a sbraitare, senza alcun motivo. La cosa mi ha parecchio innervosito, in quanto avevo già concesso molto, le successive urla proprio no! Al rifiuto di uscire da parte dell’altro alunno, non c’ho visto più. L’ho strattonato, colpendo col dorso della mano, ed inavvertitamente, l’asta degli occhiali del ragazzo. Da lì ho pensato di aver fatto un danno al ragazzo. Ma non avevo alcuna intenzione di causare l’ematoma. In undici anni di professione non mi sono mai permesso di alzare le mani contro qualcuno. Figuriamoci se lo avessi fatto contro uno che è pure parente. Sono gesti che sfuggono, a volte. Sono gesti che fanno male, indubbiamente. Ma nessuna acredine verso i ragazzi".

Ha visto i genitori del diciassettenne «colpito»?

"No. Lei capirà che mi sono sentito parecchio imbarazzato della cosa. Farò passare ancora qualche altro giorno, ma ho in previsione di vederli e spiegare dove ho sbagliato, spero di chiarire".

Non hanno sporto denuncia, i genitori, nei suoi confronti?.

"Hanno capito che non c’era cattiveria in quel gesto. Resto dell’idea che se la notizia non fosse stata divulgata dai media sarebbe stato un caso circoscritto alla scuola".

Cosa ha imparato, lei, docente, da questa storia?

"Che la città di Pozzallo mi vuole bene, pure se sono «finito» al telegiornale di Raidue, non per «nobili» motivi".

I due ragazzi «discoli» dovranno temere ripercussioni per il loro futuro scolastico?

"Non serbo odio. Non l’ho mai serbato anche quando sono successe situazioni più spiacevoli di queste. Certo, se non studiano!".