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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 331
POZZALLO - 21/01/2010
Attualità - Pozzallo: pezzi di storia non valorizzati come si dovrebbe

Urna funebre ritrovata in un magazzino per caso

Ad oggi, sarebbe stata effettuata dai funzionari regionali della Soprintendenza del Mare dell’Assessorato dei Beni Culturali solo la datazione del reperto

Pezzi di storia (recente) in un magazzino. È la sorte toccata all’urna funebre, una «olla», ritrovata, nello scorso settembre, in prossimità della cabina elettrica, all’interno del porto di Pozzallo e che sarebbe, ad oggi, relegata all’interno di un magazzino del museo di Kamarina.

Un reperto storico ritrovato dai Carabinieri della Motovedetta d’Altura, di stanza a Pozzallo, quasi per caso, nel corso di una perlustrazione notturna, lo scorso 9 settembre. Da allora, l’anfora è stata dapprima conservata presso il Comando dei Carabinieri a Modica e successivamente, meno di 50 giorni fa, inviata presso il museo di Kamarina, in attesa di conoscere la futura destinazione.

Ad oggi, sarebbe stata effettuata dai funzionari regionali della Soprintendenza del Mare dell’Assessorato dei Beni Culturali solo la datazione del reperto, riconducibile al secolo scorso o, come possibile alternativa, alla fine del 1800, ma è da escludersi, fanno sapere gli stessi esperti, che l’anfora sia facente parte della schiera di reperti risalente al periodo greco-romano. A differenza dei «cocci» trovati qualche giorno prima, presso Porto Ulisse, dagli stessi carabinieri e che sono invece databili, da quanto riferito, ad epoca greco-romana.

Sul dorso e all’interno della olla, incrostazioni marine che non sono state rimosse, forse per non deteriorare ulteriormente il reperto.

Il Comune di Pozzallo, per conto del vicesindaco Attilio Sigona, aveva espresso nei giorni scorsi la volontà di allocare il reperto all’interno della «Galleria Museale», sita presso la villa Tedeschi. Anche se non di così pregiata fattura, Sigona ribadisce il concetto di voler portare l’anfora in Città. "Ci attiveremo – dice – per farla tornare indietro. Se il buon Dio ci ha dato questa fortuna di trovarla dentro il porto di Pozzallo, non vedo perché dovremmo abbandonare l’idea di portarla in città".

"Aspettiamo una comunicazione ufficiale da parte del Comune di Pozzallo – replicano all’assessorato ai Beni Culturali di Ragusa – Se non riceviamo una comunicazione ufficiale, prenderemo atto che il Comune di Pozzallo non ha particolari interessi nei confronti del prezioso reperto. Pertanto, decideremo, in futuro, cosa farne".