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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 19:05 - Lettori online 1314
POZZALLO - 14/01/2010
Attualità - Pozzallo: si teme per la salute pubblica, ma il sindaco Sulsenti rassicura

Polveri sottili dannose a Pozzallo? Auto difficili da lavare

Dal cementificio della Colacem fanno sapere che tutto è a norma
Foto CorrierediRagusa.it

È buona l’aria che si respira a Pozzallo? In un’area dove insiste un cementificio, alle porte del centro marittimo, sembra quasi doveroso chiederselo spesso. La salute dei cittadini e, in secondo luogo, la tutela dell’ambiente non devono essere mai sottaciuti a beneficio di lauti profitti e di imprenditori senza scrupoli. L’incidenza tumorale, poi, che anche nel 2009, ha avuto diversi riscontri (è sufficiente chiedere a qualsiasi medico che opera in città), non lascia scampo a dubbi di sorta. È sufficiente vedere le automobili che vengono, in orario notturno, lasciate fuori, sulla strada, dai rispettivi proprietari, fra il quartiere Raganzino e il rione San Francesco.

Il giorno dopo, le automobili sono quasi tutte ricoperte da uno strato di polvere che non va via con l’acqua ma solo con aceto e un panno daino, segno che non si tratta della «comune» polvere che si trova fra le strade. Di cosa si tratta? Nessuno, finora, ha dato una spiegazione a questo fenomeno. Tutti, però, additano il cementificio quale causa primaria di questa «strana» polvere che si deposita sulle auto.

"E’ tutto falso – dichiara Nunzio Tumino, direttore stabilimento di Ragusa – Ogni anno, abbiamo i dati relativi all’inquinamento, grazie all’Arpa di Ragusa, del cementificio della zona di Modica-Pozzallo ed ogni anno non superiamo i parametri per quel che riguarda le polveri sottili che «produce» l’impianto. L’ultimo riscontro effettuato risale allo scorso 15 dicembre. Anche per il 2009 i dati sono consultabili presso i nostri uffici. Chiunque abbia voglia di vederli, la nostra porta è aperta. Si smetta di avanzare ipotesi catastrofiche – conclude Tumino - che, nella totalità dei casi, non possono essere dimostrate".

L’incidenza dei tumori sul territorio, però, rimane alta. "Non è colpa nostra – ribadisce Tumino – saranno altri fattori ma la Colacem, con i tumori a Pozzallo, c’entra ben poco, anzi nulla. Abbiamo sistemato delle centraline a pochi metri dall’impianto. Neanche nelle zone attigue all’impianto abbiamo riscontrato livelli sopra la norma. Sulle polveri che si depositano sulle auto, sinceramente, non saprei cosa dire. La colpa, comunque, non è da addebitare alla Colacem".

Un altro dato, comunque, fa pensare. Nessun imprenditore edile, oramai, costruisce a Raganzino, sebbene vi siano ampi spazi dove edificare. Il «passaparola» fra gli imprenditori edili pare sia «allontanarsi dalla zona industriale». Tutti a costruire verso la zona del Primo Scivolo, sulla strada provinciale per la Marza, e nuove case, per i prossimi anni, saranno ultimate nella zona in prossimità della chiesa Madre della Fiducia. Il paese, dunque, si sposta verso est, lontano dal cementificio. Solo qualche nuova casa, nel rione san Francesco, ma, forse, solo perché l’acquisto dell’immobile è stato fatto in passato. Solo una coincidenza?

Tempo addietro, si erano mossi pure i rappresentati della lista civica «Pozzallo Giovane», chiedendo all’amministrazione comunale di intervenire e di interessarsi dell’annosa questione, magari divulgando dati e riscontri sulla presunta mortalità dovuta alle polveri sottili. In un comunicato stampa diffuso dalla lista civica, si chiedeva "alle istituzioni – è scritto - un monitoraggio ambientale continuo e accurato, che possa dare risposte e certezze alle lecite domande della popolazione pozzallese". Parole che, di lì a poco, sarebbero cadute nel vuoto, visto che Marco Sudano (il consigliere comunale «Pg») e soci non si sono più interessati della questione «tumori» a Pozzallo. O almeno, non dando visibilità a nuove iniziative.

Caustico il commento del sindaco Peppe Sulsenti. "Bisogna essere più cauti nel diffondere casi allarmistici non veritieri – dice – A salvaguardia dell’economia della città e degli impianti che lavorano onestamente. Fra gli impegni di quest’anno, chiederò all’Asp di Ragusa che riapra il reparto di oncologia presso l’ospedaletto di via Orione. La prevenzione, da sempre, salva più di mille parole".

(Nella foto in alto una delle auto che girano a Pozzallo sporche di polveri sottili)