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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:39 - Lettori online 707
POZZALLO - 05/11/2009
Attualità - Nel 32. anniversario dalla morte

Il sindaco santo di Pozzallo La Pira ricordato a Firenze

Il vicesindaco Attilio Sigona ha incontrato la presidente della commissione Pace del comune di Firenze Susanna Agostini
Foto CorrierediRagusa.it

Firenze e Pozzallo ricordano la figura umanitaria di Giorgio La Pira. In occasione del 32. anniversario della morte dell’ex sindaco di Firenze (5 novembre 1977), ieri nel capoluogo toscano una delegazione pozzallese, guidata dal vice-sindaco Attilio Sigona, ha incontrato la presidente della commissione Pace del comune di Firenze Susanna Agostini al fine di discutere, con alcuni studenti fiorentini e pozzallesi, sui valori sociali che hanno contraddistinto la figura dello statista siciliano. Insieme al vice-sindaco e agli studenti, anche alcuni insegnanti e la presidente del centro Unesco di Firenze, Maria Luisa Stringa.

"A nome dell’amministrazione comunale - ha detto la Agostini - accogliamo volentieri la delegazione di Pozzallo, città dove nel 1904 Giorgio La Pira nacque. Ancora oggi personalità ed istituzioni mantengono vivo lo spirito e la memoria degli insegnamenti del professore che ha portato l’ideale della pace nel mondo intero".

Inoltre, nel corso dell’incontro, si è discusso dell’alluvione che il 4 novembre del 1966 distrusse buona parte della città di Firenze. Dall’alluvione e da come riuscire a sopravvivere nei momenti di maggiore difficoltà, il discorso è scivolato sulla tragedia dei 300 immigrati che la scorsa settimana sono giunti a Pozzallo in condizioni deficitarie. È stato Attilio Sigona a riferire agli studenti di Firenze quali drammi vivono gli immigrati clandestini nel loro viaggio di speranza verso l’Europa.

Tra gli altri argomenti trattati, il ruolo sovranazionale dei sindaci a salvaguardia del benessere delle città e un approfondimento in merito ad frase che La Pira pronunciò in occasione dell’alluvione del 1966, dieci anni prima della sua scomparsa e che Susanna Agostini ha ricordato. "E così si risorge, un mattone dopo l’altro, un mattone per ciascuno senza discriminazioni. Firenze è un’isola, un esperimento nuovo, prezioso. Presto presto, tutto il mondo ora è Firenze. La Russia manda aerei carichi di aiuti, i parroci collaborano con i comunisti".