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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 817
POZZALLO - 20/09/2009
Attualità - Pozzallo: è scoppiata la «reperto-mania», tutti s’improvvisano "cercatori di tesori"

Pozzallo: fondali marini ricchi di reperti archeologici?

E’ notizia certa che altre anfore, nelle acque marine di fronte la città di Pozzallo, riaffioreranno nei prossimi giorni

È scoppiata la «reperto-mania» a Pozzallo. Tutti a cercare nelle acque marine del Mediterraneo, non solo in prossimità della torre Cabrera, ma anche a poche miglia dal litorale del Primo Scivolo e in località Porto Ulisse, in territorio ispicese, reperti storici quali medaglie, olle, anfore e chi più ne ha, più ne metta.

È stato il ritrovamento di alcune anfore, qualche giorno fa, a poche miglia dalla costa ispicese, oltre alla olla (il vaso dove gli antichi romani conservavano le ceneri dei propri cari) rinvenuta dietro un palo della luce, all’interno del porto di Pozzallo, a far letteralmente «scatenare» molti «sub» armati di fucile e di torcia elettrica, i quali sono andati a scandagliare i fondali marini, alla ricerca di qualche reperto storico.

I preziosi reperti sono ricercati dai «cacciatori di tesori», come li chiamano quelli della Sovrintendenza ai Beni Culturali, i quali, con molta facilità, riescono a venderli al mercato nero, riuscendo, nella migliore delle ipotesi, a raggranellare una somma considerevole. E non è pure escluso che i Carabinieri di Modica, coordinati dal comandante Alessandro Loddo, stiano indagando su un presunto giro di ricettazione di reperti storici, dopo il «lascito» della olla (da parte di poco ignari collezionisti) all’interno della struttura portuale di Pozzallo.

La stessa olla, che pare sia ancora a Modica, è stata analizzata, due giorni fa, dai responsabili della stessa Sovrintendenza di Palermo, i quali certificheranno, nei prossimi giorni, datazione del reperto e se qualcuno ha lasciato delle impronte sul vaso.

Un mare «ricco», quello dinanzi Pozzallo. Già negli anni passati, venticinque per l’esattezza, i pescatori rivennero nelle loro reti reperti storici che rappresentano uno spaccato delle civiltà antiche che si sono succedute fra i flutti delle acque marine antistanti la costa iblea. Lungo tutto il litorale, difatti, furono individuati, fino ad una profondità di 25 metri, numerosi siti di interesse archeologico, documentati sia da materiali isolati o da oggetti gettati a mare dalle navi ancorate in occasione di tempeste sia da tracce di relitti antichi. I materiali recuperati, prevalentemente anfore commerciali, cioè contenitori adibiti al trasporto di olio e vino, sono databili dall’età arcaica fino al Medioevo.

Ed è notizia certa che altre anfore, nelle acque marine di fronte la città di Pozzallo, riaffioreranno nei prossimi giorni.