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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 489
POZZALLO - 11/09/2009
Attualità - Pozzallo: la situazione ai limiti del sostenibile per i residenti del quartiere 167

Pozzallo: Pdl contro Iacp, "Basta case popolari in rovina"

I due consiglieri comunali Emiliano Ciacera Macauda e Fabio Viva hanno chiesto spiegazioni al presidente dell’istituto Cultrera, che ha risposto: "Stiamo lavorando"
Foto CorrierediRagusa.it

È firmato dal Pdl di Pozzallo l’attacco contro i dirigenti dello Iacp di Ragusa (l’Istituto autonomo delle Case Popolari) a seguito dell’abbandono delle palazzine nel quartiere «167». Una denuncia rimarcata dai due consiglieri del Pdl pozzallese, Emiliano Ciacera Macauda e Fabio Viva.

"Sono trascorsi ben sette mesi – dice Viva - dalla denuncia fatta dal nostro gruppo consiliare sullo stato del quartiere «167» di Pozzallo. Possiamo soltanto constatare, ancora una volta, l’immobilismo desolante dello Iacp e dei suoi dirigenti. Non sono bastate le foto e le testimonianze che a suo tempo abbiamo acquisito sul luogo per far capire «a chi di dovere» e all’opinione pubblica in quale stato si trovino le palazzine di competenza dello stesso istituto. Le prime intemperie e i cambiamenti climatici di questi giorni hanno peggiorato la situazione già alquanto grave: cornicioni pericolanti, pezzi di intonaco che si staccano dai soffitti e le svariate crepe continuano ad accentuarsi ed accrescere lo stato di insicurezza delle famiglie che vi abitano. Ricordiamo a tutti i responsabili e ai dirigenti che tali palazzine sono abitate da persone, cittadini che hanno gli stessi diritti degli altri".

Anche Ciacera Macauda si schiera a favore dei residenti del quartiere 167.

"E’ un vero scempio vedere – dice Ciacera Macauda – le palazzine ridotte in questo stato. Voglio ricordare che i massi caduti dalla palazzina, sabato scorso, stavano per rovinare addosso ad alcuni bambini e non oso pensare minimamente quale dramma sarebbe potuto arrivare, all’interno di una famiglia pozzallese, se quel masso avesse colpito una persona umana. Ma la cosa che più mi rattrista è il silenzio, in questi giorni, da parte dello Iacp di Ragusa".

Silenzio che, in queste ore, è stato rotto da una nota del presidente dello Iacp di Ragusa, Giovanni Cultrera, il quale ha tenuto a specificare che si sta lavorando, di comune accordo col sindaco di Pozzallo, Peppe Sulsenti, per il recupero edilizio dei lotti 12, 13 e 14 di piazzale Italia. Lotti di cui sono state già redatte le perizie, già finanziate per un importo complessivo di 965 mila euro. "I lavori già cantierabili – dice Cultrera -non sono potuti andare in appalto a causa d’un incendio, provocato involontariamente, da un ragazzino del lotto 14, che ha determinato la necessità d’un’indagine globale sulle strutture per la sicurezza di tutti gli alloggi. L’indagine che ha causato il prelievo di campioni di calcestruzzi e di barre delle armature, eseguita da un’azienda specializzata, è stata affidata a un tecnico esterno per la relativa perizia".

E’ stato informato, inoltre, il sindaco di Pozzallo che il progetto dei lavori, completo e corredato degli allegati necessari e dei calcoli approvati, sarà tempestivamente trasmesso all’assessorato regionale ai Lavori Pubblici per l’ottenimento dell’integrazione del finanziamento utile alla realizzazione delle opere.

"Legittima, comunque, la protesta dei residenti del popolare quartiere – dice Cultrera - Se c’è qualcuno, però, che preferisce le chiacchiere e gli scritti romanzati, lo faccia pure, ma sappia che l’Iacp di Ragusa è sempre presente, attiva e sensibile ai problemi dei suoi utenti".

POZZALLO E LE CASE POPOLARI DELLA VERGOGNA
Case popolari del Comune di Pozzallo, monta la protesta dei residenti del popoloso quartiere «167», alle porte del centro rivierasco. La causa di tanta rabbia è da ascrivere principalmente alle promesse (non mantenute) e al conseguente immobilismo del presidente dell’Istituto Autonomo delle Case Popolari di Ragusa (Iacp) di Ragusa, Giovanni Cultrera, reo, a detta dei residenti delle palazzine, "di averli relegati ed abbandonati in alloggi fatiscenti ed inadeguati, alcuni dei quali si stanno letteralmente sbriciolando". In un contesto nel quale si torna a parlare del tanto annunciato «piano casa», restano in essere situazioni di emergenza abitativa non eludibili.

Tutti i palazzi, difatti, sono in condizioni precarie. Cornicioni pericolanti, pezzi di intonaco staccati dai soffitti, tubi che fuoriescono dai pilastri, canalette di scolo intasate, cavi della corrente elettrica lasciati alla portata dei bambini che giocano negli spazi antistanti i palazzi. Sabato mattina, si è staccato pure un «pezzo» del balcone dal secondo piano di un lotto: il masso, assai pesante, non è caduto, fortunatamente, sulla testa di nessuno ma è chiaro che il pericolo è assai evidente per chi transita sotto i balconi.

L’area è stata successivamente transennata dai vigili urbani del Comune di Pozzallo ma la paura è rimasta. Situazione di pericolo anche per quanto riguarda altri balconi, da dove, quotidianamente, continuano a staccarsi calcinacci, come ci hanno mostrato alcuni residenti del posto. "Quando qualcuno esce, sul balcone, per stendere i panni – dicono - c’è paura. C’è il rischio, difatti, che crolli in testa l’intonaco del balcone del piano di sopra o che qualcuno finisca al piano terra. Una signora che passava sotto il mio balcone è stata quasi travolta dai calcinacci".

Nel vano scala di una palazzina (ma la stessa situazione è ascrivibile, per molti versi, a tutti gli altri palazzi), alzando lo sguardo verso il soffitto, notiamo una grossa crepa. "C’erano infiltrazioni di acqua – ci riferiscono alcune signore – abbiamo dovuto fare la colletta e chiamare un operaio per riparare il soffitto. Finora, abbiamo speso 425 euro".

Il «viaggio della vergogna», come qualcuno ironicamente l’ha definito, finisce presso il cortile, per mostrarci la condizione in cui versano i muri, completamente privi di alcun intervento di manutenzione. E la situazione va sempre più degenerandosi. Nella giornata di ieri, a causa di un forte acquazzone che si è abbattuto su Pozzallo in orario diurno, le infiltrazioni di acqua piovana hanno fatto sì che alcuni residenti «rispolverassero» alcune bacinelle al fine di non far allagare i propri alloggi.

E dallo Iacp? "Abbiamo chiamato – riferiscono all’unisono alcuni inquilini – in diversi, abbiamo lasciato messaggi a segreterie e segretarie, ma un risposta, da parte di chi dovrebbe almeno constatare la situazione in cui versano le palazzine, non è mai arrivata. Sappiamo per certo che, nel 2009, sono stati stanziati soldi per gli alloggi di altri centri del ragusano, ma, per Pozzallo, non si è voluto mettere mano (e soldi) ad una situazione che sta degenerando giorno dopo giorno. Ci hanno chiesto pure di restare silenti, in attesa che qualcosa cambiasse. La maggior parte di noi ha, però, le «scatole piene» (l’eufemismo è stato un altro, facilmente intuibile, n.d.r.) per quel che riguarda questa situazione. O si cambia – minacciano alcuni – o andremo in massa a Ragusa a protestare. Dobbiamo aspettare, in fin dei conti, che ci scappi il morto prima degli interventi di manutenzione per le nostre palazzine"?

Contattati telefonicamente (per una replica), ieri, alcuni dipendenti dello Iacp di Ragusa, gli stessi ci hanno riferito di non poter dare alcuna replica ai cittadini pozzallesi (forse perché non sanno quello che sta succedendo a Pozzallo?) ed, eventualmente, di richiamare nei prossimi giorni.

Nella foto sopra e in quelle sotto, le precarie condizioni degli alloggi popolari del quartiere 167. Cliccate sulle 3 foto sotto per ingrandirle.