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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 1009
POZZALLO - 17/08/2009
Attualità - Pozzallo: si prolunga di altri due giorni il calvario dell’equipaggio

Arriverà armatore lettone per la "Fortuna II"?

A bordo, comunque, la situazione è sotto controllo sia dal punto di vista comportamentale sia da quello alimentare

Si prolunga di altri due giorni il calvario degli otto marinai (quattro siriani e quattro rumeni) a bordo della «Fortuna II». Un altro rinvio, difatti, ha fatto slittare l’arrivo di un assai misterioso armatore lettone che, nelle parole, avrebbe espresso la volontà di acquistare il natante battente bandiera moldava ma che, nei fatti, ha solo fatto pervenire un’email dove poco o niente si sa. Ad annunciare l’arrivo, sempre se non vi saranno altri slittamenti, la Capitaneria di porto di Pozzallo, la quale ha avuto notizie da alcune agenzie marittime dell’arrivo di un armatore lettone per giovedì 20 agosto. Nel caso in cui non dovesse arrivare a Pozzallo l’armatore, è previsto comunque l’arrivo di un legale che farebbe le veci dell’armatore lettone.

Intanto, si stanno muovendo le ambasciate siriane e rumene in Italia. I rispettivi consoli in Italia hanno chiamato, lo scorso 15 agosto, la Capitaneria di porto di Pozzallo, chiedendo dello stato di salute dei propri concittadini e se mancassero generi di prima necessità a bordo.

"Il lavoro che stanno eseguendo – dichiarano dalla Capitaneria di porto – le relative ambasciate riguarda il rimpatrio a casa degli otto marittimi a bordo della nave. Le ambasciate straniere in Italia hanno preso contezza, dopo essere state avvisate tramite fax, della disperazione in cui versa questa gente di mare ed hanno assicurato che, celermente, sarà effettuato un rimpatrio a spese delle rispettive ambasciate, sempre se gli otto marittimi lo vorranno".

Secondo la Capitaneria, adesso, per gli otto marinai, si prospetta una duplice possibilità. Aspettare l’armatore, anche dopo il 20 agosto (semmai arrivi) che provvederà a liquidare gli otto sfortunati marinai e ritornare in patria oppure ricevere dalle ambasciate i biglietti (qualche giorno dopo il 20 agosto) per il rimpatrio e aspettare che il Tribunale di Catania, il prossimo ottobre, prenda una decisione definitiva sui decreti ingiuntivi che pendono sulla «Fortuna II» in modo tale da pagare anche i nove marittimi che, da tre mesi, vivono nella precarietà e nella miseria.

A bordo, comunque, la situazione è sotto controllo sia dal punto di vista comportamentale sia da quello alimentare. I viveri, grazie anche ad un nuovo rifornimento effettuato nei giorni scorsi, non mancano. Problemi solo per un cittadino siriano, il quale avrebbe espresso il desiderio di inviare in patria quel poco di liquidità che gli era rimasto, viste le condizioni precarie in cui vive la propria famiglia. Anche questo è un segnale che bisogna far presto.