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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 1025
POZZALLO - 25/07/2009
Attualità - A rischio chiusura cementifici di Ragusa e Modica-Pozzallo della Colacem Spa

La concorrenza siracusana insidia il comparto cementiero

Il sindaco di Pozzallo, Peppe Sulsenti, esprime amarezza per la situazione difficile che si è venuta a creare

Un nuovo impianto cementiero nel Siracusano minaccia la chiusura dei cementifici di Ragusa e Modica-Pozzallo della Colacem Spa. È questo, in sintesi, il sunto emerso dall’incontro in video-conferenza che si tenuto, giovedì sera, nello stabilimento Insicem di Ragusa tra il presidente del gruppo umbro, il presidente Giovanni Colaiacovo, l’amministratore delegato, Carlo Colaiacovo, il responsabile del personale, Massimo Angeli, i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil e i segretari generali provinciali di categoria, Paolo Aquila della Fillea, Luca Gintili della Filca e Lalle Spadaccino della Feneal.

La crisi del comparto cementiero, il calo vistoso delle consegne in tutto il mondo, la cassa integrazione per 68 dipendenti a partire da domani ma, soprattutto, la nascita di un nuovo insediamento in provincia di Siracusa, avallato anche da una recente normativa promulgata dall’assessorato regionale dell’Industria, non lasciano presagire prospettive rosee per i due stabilimenti, già «colpiti», nei giorni scorsi, da provvedimenti di mobilità fra gli stessi dipendenti.

Alla luce della mobilità interna al cementificio, le sigle sindacali hanno fortemente voluto interloquire con il presidente della Colacem al fine di chiarire se le «voci» ricorrenti di una paventata chiusura dello stabilimento di Modica-Pozzallo corrispondessero al vero e se sarà, altresì, ridimensionato il volume delle consegne effettuate dall’impianto ragusano. Colaiacovo, a tal proposito, è stato assai chiaro: i due stabilimenti non smetteranno di produrre se l’assessorato regionale all’Industria revocherà la licenza per il nuovo impianto. Ascoltate queste parole dal presidente della Colacem, le sigle sindacali hanno pensato bene di chiedere l’intervento della provincia di Ragusa, Franco Antoci, affinché si faccia portavoce, presso l’assessorato regionale all’Industria, delle conseguenze negative che potrebbero verificarsi per i due impianti iblei se venisse rilasciata l’autorizzazione per la costruzione di un nuovo cementificio in Sicilia.

Anche il sindaco di Pozzallo, Peppe Sulsenti, esprime amarezza per la situazione che si è venuta a creare. "La crisi economica – dice Sulsenti - che travaglia tutto il mondo ha colpito in maniera forte il settore edile e di conseguenza il cementificio di Pozzallo, cui mancano anche le commesse del passato da parte dei paesi africani prospicienti il mare Mediterraneo. L’avvio della crisi ad aprile con l’eliminazione dei turni di notte e l’accusa della Cgil sui prezzi alti e non competitivi, le ferie forzate, poi, e, per ultima, la cassa integrazione prevista per qualche mese per i 68 dipendenti a partire dal 26 luglio. Le preoccupazioni del sottoscritto riguardano anche i 40 lavoratori dell’indotto, la maggior parte pozzallesi, che rischiano una maggiore penalizzazione rispetto ai cassaintegrati, non potendo fruire di tale ammortizzatore sociale.

Per questi motivi, in attesa della definizione degli interventi da parte delle maestranze, dei sindacati, dei lavoratori tutti, mi muoverò con la mia rappresentanza all’Ars e con il governo Lombardo per avviare serie trattative che tengano in debito conto le esigenze di tutti i lavoratori, nessuno escluso".