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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1307
POZZALLO - 19/05/2009
Attualità - Pozzallo: il comune diventa stazione appaltante del porto

Autorità portuale soppressa dalla Regione. Gestione del porto a Pozzallo

Lo ha deciso la giunta di governo. Le competenze sono state attribuite, in via esclusiva, all’assessorato comunale ai lavori pubblici
Foto CorrierediRagusa.it

L’autorità di gestione del porto di Pozzallo non esiste più. La giunta di governo ha difatti deliberato la soppressione dell’organismo, accogliendo le ripetute sollecitazione del sindaco della cittadina marinara Peppe Sulsenti.

Il comune di Pozzallo diventa quindi «stazione appaltante» del porto. L’autorità di gestione, il «mostriciattolo giuridico, politico e trasportistico» creato dalla Regione, nel settembre del 2005, è abortita. Lo ha deciso la giunta regionale, presieduta dal governatore Raffaele Lombardo, con una delibera che, nei fatti, revoca l’autorità di gestione portuale di Pozzallo. Le competenze del porto, in via esclusiva, sono state attribuite all’assessorato regionale dei lavori pubblici presso il quale il comune di Pozzallo ha già presentato il progetto della messa in sicurezza.

Come cambierà il porto
Messa in sicurezza come primo «step» da attuare entro pochi mesi, visti anche i ritardi in previsione dell’area di libero scambio, il prossimo anno. Ma non solo. Per il comune di Pozzallo, la creazione della stazione appaltante, inoltre, darà il via a nuovi importanti progetti, al fine di presentarsi col vestito buono della festa, nel 2010, quando saranno avviati i programmi comunitari dell’area di libero scambio. Dragaggio dei fondali, interloquire con gli operatori portuali al fine di far divenire la struttura portuale il primo porto regionale per l’arrivo di merci e l’approdo di turisti provenienti sì da Malta ma anche da altri porti del Mediterraneo, creazione della stazione passeggeri all’interno del porto.

Questi sono solo alcuni fra gli impegni che si è dato il sindaco di Pozzallo, Peppe Sulsenti, per i prossimi giorni, alla luce dell’accoglimento della revoca. "Finalmente – incalza Sulsenti – da oggi non avremo più scuse, come amministrazione comunale, affinchè questa struttura, da troppo tempo abbandonata al suo destino, possa divenire «l’ombelico» del Mediterraneo per movimentazione dei traffici e approdo turistico. Con la definitiva bocciatura dell’autorità di gestione, al porto di Pozzallo viene tolto un peso di dimensioni incalcolabili, auspicando, inoltre, un futuro roseo per una struttura che chiedeva interventi urgenti e non pastoie burocratiche. Adesso, contiamo nei fondi strutturali per recuperare il tempo perduto".

Affinchè passasse la delibera e per l’importanza che la stessa riveste per l’ente comunale, il sindaco di Pozzallo ha letteralemente minacciato, qualche giorno fa, le dimissioni da sindaco, nell’incontro che lo stesso ha avuto con Raffaele Lombardo, a Ragusa. E’ lo stesso sindaco a raccontare il retroscena. "Avevo incontrato Lombardo – dice Sulsenti - dopo l’incontro che lo stesso ha tenuto presso i Salesiani, a Ragusa, e avevo riferito a lui che, se non si fosse messa mano alla delibera, avrei lasciato la poltrona da sindaco e la politica tutta. Lombardo, al quale mi lega un’amicizia da diversi anni, ha capito lo «sfogo» che mi lega imprescindibilmente a questo territorio, assicurandomi un riscontro fattivo dopo pochi giorni. E così è stato".

L’iter per arrivare all’istituzione del «mostriciattolo giuridico» era iniziato il 21 settembre, sulla base della deliberazione della Giunta Regionale n. 375 del 2 agosto 2005, quando fu chiamato l’attuale vicesindaco di Ragusa, Giovanni Cosentini, a presiedere l’autorità di gestione. Fu l’allora sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, a ricorrere al Tar regionale per «rimuovere» Cosentini dall’incarico. Il Tar, con sentenza n. 644/07 del 18 febbraio 2007, ha accolto il ricorso del Comune di Pozzallo annullando il decreto del presidente della Regione.

"Adesso non ci sono più alibi per nessuno – dichiara il deputato regionale del Partito Democratico, Roberto Ammatuna - perché viene a cadere quel rimpallo di competenze che ha bloccato, di fatto, la progettazione e la realizzazione della messa in sicurezza del porto di Pozzallo. Si sbloccano così i finanziamenti per gli interventi, non più procrastinabili, da effettuare nella struttura portuale e si chiude una storia degna del miglior Kafka".
(Nella foto il porto di Pozzallo)


6 MESI FA L´ONDA ANOMALA. NESSUN INTERVENTO AL PORTO PICCOLO

Tutto fermo. Sono passati esattamente sei mesi da quella mattina quando un’onda anomala «rase al suolo» un pontile (nella foto), quello della Lega Navale di Pozzallo, sette imbarcazioni (per un ammontare, in quest’ultimo caso, di quasi 450 mila euro andati sott’acqua), oltre ai danni perpetrati al porto «piccolo» di Pozzallo. Sono passati sei mesi da quella mattina ma le istituzioni, subito pronte a predicare pieno sostegno alla Lega Navale e agli altri operatori portuali, si sono defilate con il proseguo delle giornate, fino ad arrivare a questo «traguardo» di sei mesi senza che nessuno ha messo mano alla situazione al fine di non arrivare, in periodo pre-estivo, a fare i conti con una stagione vacanziera che si preannuncia fallimentare ancora prima di cominciare.

Il presidente della Lega Navale, sezione di Pozzallo, Pippo Gravagna, aveva già allarmato i diportisti, nel corso della riunione che si è svolta nei locali della Lega Navale, a Pozzallo, lo scorso gennaio, di fronte all’assessore regionale Territorio ed Ambiente, Pippo Sorbello, dichiarando che il tempo non sarebbe stato galantuomo e che, senza interventi rapidi, si rischiava di mandare tutto per aria.

"Sono stato preso per incosciente quando ho pronunciato quelle parole, di fronte a quasi cento persone – dichiara Gravagna – Avevo già intuito che saremmo rimasti soli, senza che nessun politico intervenisse a far da tramite per quella situazione che ha danneggiato e danneggia seriamente chi investe all’interno del porto. Abbiamo fatto il convegno, ci siamo dati delle scadenze, stiamo facendo quanto consigliato di fare all’epoca. Risultati? Nessuno. Con l’aggravante di avere nuovamente, come l’anno scorso, l’imboccatura del molo turistico insabbiato. Sinceramente, non so a quale santo, oramai, votarmi".

Chi ha stanziato la somma per «rifare» il pontile della Lega?

"Abbiamo dovuto avanzare i soldi noi – ha detto Gravagna - per ricostruire il pontile e mi è stato detto che, fra qualche anno, questi soldi rientreranno alla base. Abbiamo dovuto pagare anche lo smaltimento dei moduli, in legno e polistirolo, che compongono il pontile, costato un mucchio di soldi. Secondo me, è più facile che un cammello passi dalla cruna di ago piuttosto che qualcuno, dalla Regione Sicilia, si «scomodi» per farci riavere i soldi".

Durante la riunione dello scorso gennaio, Sorbello vi disse di aspettare l’uscita dei bandi Por 2007-2013 per risolvere tutti i problemi.

"Come in tutte le cose di questo Paese, giusto l’attesa, divenuta oramai snervante, può rivelarsi la panacea di tutti i mali. Mi dicono che stiano per arrivare questi bandi ma, senza una seria pianificazione, rischiamo di fare cattiva figura con l’intera Europa. Il 2010 è l’anno dell’area di libero scambio, nel sistema inter-portuale del Mediterraneo. E noi rischiamo di perdere un potenziale turistico e commerciale solo perché qualcuno ha perso 15 milioni di finanziamenti, in passato, o, forse, perché un assessore regionale, dopo essere stato qui a gennaio, non si è più fatto risentire? Non so se piangere o ridere. C’è troppo burocrazia a Palermo per riuscire a sbloccare la situazione, in tempi brevi. Il sindaco pozzallese, Sulsenti, al quale va dato atto di aver compiuto almeno qualcosa, tipo il dragaggio dell’anno scorso, non può lottare, da solo, contro i mulini a vento".

Ma perché, secondo Lei, tutto questo immobilismo?

"Un’ipotesi? Magari, dopo la Bandiera Blu a Marina di Ragusa, si vuole favorire il porto della città capoluogo. Attenti, non ho nulla contro i progressi del porto di Marina, anzi, ma non mi spiego perché il porto di Marina di Ragusa abbia molti più vantaggi rispetto al porto di Pozzallo. Capisco che Ragusa è molto più grande, come bacino elettorale, ma non si può lasciare nel nulla, e parlo ai rappresentati politici a Palermo, una simile struttura".

Per Gravagna, inoltre, il problema dell’insabbiamento non comporterà alcuna entrata economica agli operatori portuali, anche se "domani – ha detto Gravagna – qualcuno mettesse mano alle carte per avviare un finanziamento. La stagione è oramai compromessa, l’unica cosa da fare è aspettare i bandi Por 2007-2013. Rimango, comunque, pessimista per il futuro".

SOTTO LA FOTO DI PIPPO GRAVAGNA. CLICCATECI SOPRA PER INGRANDIRLA

Il presidente della sezione di Pozzallo della Lega Navale Pippo Gravagna