Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:11 - Lettori online 1839
POZZALLO - 09/05/2009
Attualità - Pozzallo: lo hanno inoltrato gli avvocati Giardina e Raffa contro la "Dopmar"

Pozzallo: maltrattamenti ai marinai, esposto in procura

Della vicenda era stato informato anche il Ministro dell’interno Roberto Maroni

Un esposto in procura per l’ipotesi di reato di maltrattamenti è stato presentato ieri dagli avvocati Francesco Giardina e Davide Raffa in riferimento all’odissea dei marinai imbarcati sulla nave moldava «Fortuna II», bloccata al porto di Pozzallo dal novembre dello scorso anno. L’ipotesi di reato è prospettabile a carico dei legali rappresentanti della «Dopmar», la compagnia marittima partenopea che aveva promesso di risolvere l’annosa questione già un mese fa. Per i nove marittimi, sei uomini di nazionalità ucraina, un albanese, un rumeno e un moldavo, il contratto è scaduto ufficialmente lo scorso 9 aprile.

Gli «ostaggi della nave Fortuna II», come si autodefiniscono i nove marinai, continuano a restare senza stipendio e, quel che è peggio, quasi senza acqua e viveri. «Attiverò nelle prossime ore la Caritas – dichiara l’avvocato Giardina – per assicurare nuovi rifornimenti ai poveri marinai che, lo ricordiamo, non possono abbandonare la nave, in quanto la «Dopmar» potrebbe rivalersi non saldando loro quanto dovuto».

Era stato solo il cuoco albanese dell’equipaggio Arjan Shabanaj ad aver richiesto alla capitaneria il passaporto per poter ritornare in patria per assistere il padre, gravemente ammalato. Lo stesso Arjan aveva qualche giorno fa scritto al sindaco di Pozzallo Peppe Sulsenti per informarlo che «acqua ed alimenti sono razionati». Sulsenti aveva attivato i canali ufficiali e, dopo un colloquio con la prefettura e con il comandante della capitaneria di porto Antonio Donato, aveva dichiarato l’immediata disponibilità a venire incontro alle legittime esigenze dei nove marinai.

Della vicenda era stato informato anche il Ministro dell’interno Roberto Maroni. Ora l’esposto in procura avanzato dai due avvocati, secondo i quali «la «Dopmar» non sta tenendo fede alle promesse più volte assicurate ai marinai, illudendoli per prendere ancora tempo e riducendoli quasi alla fame e alla sete, prigionieri della loro stessa nave che sono impossibilitati a lasciare per non perdere gli stipendi arretrati». La nave è sotto sequestro per un debito di circa 100mila euro vantato nei confronti dell’armatore.