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POZZALLO - 26/04/2009
Attualità - Pozzallo: si fa sempre più difficile la situazione dell’equipaggio della nave - cargo

Pozzallo: 9 marinai senza "Fortuna". Viveri quasi finiti

Il dramma personale del cuoco Arjan, che rischi di non tornare in tempo a casa per assistere il padre morente
Foto CorrierediRagusa.it

Ritorna l’emergenza a bordo della nave cargo «Fortuna II» (nella foto), battente bandiera Moldava, ancorata al porto di Pozzallo da diversi mesi, a seguito di un provvedimento di sequestro emanato dal Tribunale di Catania. I viveri e l’acqua potabile che la «Stella Maris» aveva donato qualche settimana fa stanno, di nuovo, esaurendo, così come riferito dai marittimi che sono a bordo della nave.

Degli stipendi pregressi e promessi dalla «Dopmar», la compagnia marittima partenopea che aveva promesso di risolvere l’annosa questione per i primi giorni di aprile, neanche l’ombra. Inoltre, per i nove marittimi (sei uomini di nazionalità ucraina, un albanese, un rumeno, un moldavo), il contratto è scaduto ufficialmente lo scorso 9 aprile. Gli «ostaggi della nave Fortuna II», come si autodefiniscono i nove marittimi, però, non sentono alcuna ragione, e, nonostante la serie infausta di eventi, loro malgrado, hanno deciso di proseguire il personale «braccio di ferro» con la compagnia partenopea, consapevoli del fatto che non se ne andranno se non avranno ricevuto il salario dei mesi scorsi.

Con un’eccezione. Arian, il cuoco albanese che, due giorni fa, ha richiesto alla capitaneria di porto di Pozzallo il passaporto per poter ritornare in patria, sarebbe, salvo ripensamenti dell’ultima ora, in procinto di lasciare la nave cargo, nelle prossime 48 ore. "Ho il padre assai malato – dice il cuoco albanese – e le notizie che mi giungono dalla mia città non sono buone. Rischio di perdere mio padre senza averlo visto per l’ultima volta. Affido agli avvocati, che so che stanno lavorando per farci riavere gli stipendi dei mesi scorsi, il compito di farmi riavere i miei soldi. Non posso rimanere su questa barca – conclude Arian - in attesa che nulla cambi".

Problema acqua. Sulla barca, secondo quanto riferito dai nove marittimi, manca l’acqua potabile. Le cisterne contengono acqua non potabile "utile – dice Arian – forse, per le docce, ma non per cucinare il cibo". Un altro problema che si somma alla drammaticità di quanto vissuto in questi mesi dagli «ostaggi della nave Fortuna II».