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POZZALLO - 28/03/2009
Attualità - Pozzallo: i 9 marittimi lanciano un nuovo appello alla Dopmar

Molta frutta e pochi viveri per i marinai della "Fortuna II"

I timori riguardano anche gli stipendi pregressi dei mesi scorsi
Foto CorrierediRagusa.it

Molta frutta e pochi viveri. A tre giorni dalla lettera inviata in redazione da parte della Dopmar, la ditta campana che ha «in affitto» la «Fortuna II» (nella foto), la nave cargo moldava che da cinque mesi è ferma al porto di Pozzallo per un sequestro conservativo da parte del tribunale di Catania, sono i nove marittimi che vivono a bordo della nave a chiedere nuovamente aiuto alle istituzioni e alle forze dell’ordine.

"I responsabili della Dopmar hanno mandato un sms al cellulare del nostro capitano – dichiara uno dei nove marittimi – dove c’era scritto che avrebbero mandato cinque mila euro di viveri e gli stipendi per i primi giorni di aprile. A bordo, hanno inviato molta frutta, poca carne, latte e pasta per un equivalente di quasi 2 mila euro, sufficienti per poche settimane. Siamo molto arrabbiati con la Dopmar e spero che questo ulteriore appello possa giungere ai responsabili della ditta di Torre del Greco perché non possiamo vivere, qui, in eterno".

I timori dei nove marittimi riguardano anche gli stipendi pregressi dei mesi scorsi. In sostanza, i marinai temono che, una volta passata l’onda mediatica, la parola data dai responsabili della «Dopmar» possa rivelarsi infondata.

Ma i problemi per i nove marittimi non finiscono qui. "Abbiamo il contratto in scadenza – dicono – il 12 aprile prossimo e, inoltre, non abbiamo il visto sul passaporto che ci consente di circolare liberamente in Italia. Sappiamo anche del sequestro della nave, ma cosa dobbiamo fare se abbiamo le mani legate"? Alcuni marinai, a riprova, hanno mostrato i passaporti, non corredati da permesso di soggiorno. I marinai hanno solo uno «short-pass» (un permesso che gli consente di circolare liberamente per Pozzallo) che, in definitiva, serve a ben poco.

Gli umori, a bordo della «Fortuna II», non sono indubbiamente improntati all’ottimismo tanto che gli stessi marittimi hanno posto un «aut-aut» nei confronti della «Dopmar». Se dopo il periodo pasquale, la «Dopmar» non manterrà le promesse fatte, è voce unanime che i nove marittimi non andranno via finchè non verrà pagato l’intero ammontare degli stipendi pregressi, minacciando anche azioni eclatanti di protesta.